<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860</id><updated>2011-11-27T15:45:04.710-08:00</updated><category term='fisioterapia'/><category term='Malga Rivetta'/><category term='società'/><category term='nutrizione'/><category term='Bon ton'/><category term='mostra fotografica'/><category term='galateo'/><category term='cucina'/><category term='saper vivere'/><category term='Cordoglio per Matteo Miotto'/><category term='eventi'/><category term='Te e dintorni'/><category term='shoppers ecologiche'/><category term='biennale venezia'/><category term='vicenza'/><category term='In linea dopo le feste'/><category term='mostra mercato'/><category term='sociologia'/><category term='psicoterapia'/><category term='Psicologia'/><category term='Musica'/><category term='Blocco traffico Vicenza'/><category term='Tutela del cittadino'/><category term='Suad Amiry al Teatro Olimpico di Vicenza'/><category term='società'/><category term='salute'/><category term='digitale'/><title type='text'>viavai tv online</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>76</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-4316008363632268072</id><published>2011-06-13T03:17:00.000-07:00</published><updated>2011-06-13T03:23:27.422-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='saper vivere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon ton'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='galateo'/><title type='text'>Comunicare con internet</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-0ToOm7Kf990/TfXkrGQQ8vI/AAAAAAAAAKg/JpTushpHYEc/s1600/diritti_internet.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-0ToOm7Kf990/TfXkrGQQ8vI/AAAAAAAAAKg/JpTushpHYEc/s320/diritti_internet.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5617647539278902002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comunicare in Internet, anche la tecnologia richiede la grazia del saper vivere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Patrizia Landini - patrizia.l@viavaimagazine.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il segreto di una comunicazione efficace è uno solo: empatizzare, cioè mettersi nei panni dell’altra persona. &lt;br /&gt;Questo è vero nei rapporti umani, ma diventa ancora più importante in rete perché, l’eccessiva enfasi sulle tecnologie, può farci perdere di vista i valori umani.&lt;br /&gt;Quando non vediamo l’interlocutore o non ne sentiamo immediatamente la voce, possiamo avere la falsa sensazione di non dialogare con una persona vera, ma, appunto, solamente con il nostro pc.&lt;br /&gt;Allora, cerchiamo di rimanere semplici, naturali e sinceri, così anche la comunicazione in internet avrà cuore e garbo e mi riferisco soprattutto alle e-mail. &lt;br /&gt;Internet ha aperto orizzonti impensabili e vastissimi, ma, non per questo possiamo fare ciò che vogliamo.&lt;br /&gt;Da un po’ di tempo a questa parte, si sente parlare di Netetiquette, l’etichetta della rete, che non è un “galateo”, non è neppure un “codice di comportamento”, né una serie di regole stabilite.&lt;br /&gt;È una raccolta di criteri, dettati dall’esperienza e dal buon senso, che nessuno è “obbligato” a rispettare come dogma, ma che aiutano a migliorare la qualità del dialogo e a evitare inutili incomprensioni e problemi. &lt;br /&gt;In buona parte riflette criteri di comportamento che sono validi sempre e comunque, anche fuori dalla rete; ma con riferimenti specifici al modo di comunicare online. Ecco alcuni dei concetti fondamentali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Semplicità vuol dire anche brevità. &lt;br /&gt;Pascal, scriveva così ad un amico: “scusami per una lettera lunga, ma non ho avuto il tempo di scriverla corta”. Ed è vero, un testo può essere migliorato accorciandolo. Un testo ben scritto contiene “tutto il necessario e nulla più del necessario”. Questo, ovviamente, non significa essere “telegrafici”. Una comunicazione efficace non è priva di sentimenti e di emozioni e, per trasmetterle può essere necessaria una parola in più. &lt;br /&gt;Non significa neppure rinunciare alla spontaneità, soprattutto in ambito personale. La freschezza di un pensiero, di una sensazione, può essere molto più importante della “perfezione” grammaticale o ortografica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Rileggete sempre ciò che state per inviare. Se scriviamo a un amico, che ci conosce bene, possiamo anche permetterci di buttar giù parole poco attente e spedirle senza rileggerle. Ma è sorprendente come anche persone molto vicine a noi possano capirci male se non ci esprimiamo con chiarezza. In un colloquio personale, o anche al telefono, possiamo accorgerci che una persona non ci ha capito e subito correggere o spiegarci. Ma in rete, come per lettera, scripta manent.&lt;br /&gt;Ricordo che alle elementari, la mia maestra ci insegnava a rileggere i testi scritti al contrario, se avevamo dubbi, partendo cioè dall’ultima parola. &lt;br /&gt;Adesso, nelle molte mail che riceviamo, spesso ci imbattiamo in testi scritti malissimo, dove è palesemente carente, quando non del tutto assente, la rilettura.&lt;br /&gt;Comunque:&lt;br /&gt;- E’ buona norma controllare la propria casella di posta elettronica in modo regolare. Oltre che liberare il server per ricevere altri messaggi, potremo rispondere subito a chi ci scrive.&lt;br /&gt;-I nostri messaggi dovranno essere brevi e comprensibili. &lt;br /&gt;- Meglio indicare sempre l’oggetto della mail perché permette, a chi riceve il messaggio, di identificarne l’argomento prima ancora di leggerlo&lt;br /&gt;- Si usa scrivere in minuscolo. Il maiuscolo equivale a "gridare", per cui è da evitare o da utilizzare solo nel titolo.&lt;br /&gt;- Cerchiamo di limitare la lunghezza del messaggio. Specie se si risponde, riportando il contenuto del messaggio originale, conviene lasciare solo quelle parti che sono rilevanti per la risposta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Attenzione alle battute. Siate rispettosi, perché possono venire equivocate. Evitate messaggi contenenti linguaggio scorretto.&lt;br /&gt;- Soprattutto in ambito lavorativo, firmate sempre la posta e mettete il vostro numero di telefono. Non è automatico che dall'indirizzo di mail sia possibile risalire allo scrivente. &lt;br /&gt;Ad un messaggio di posta elettronica si può associare una "firma elettronica" detta "signature" che riporta le informazioni rilevanti del mittente (Nome, Cognome, Indirizzo, Numero di telefono, di fax e di e-mail). &lt;br /&gt;Evitiamo allegati pesanti. Non è raro, purtroppo, il caso che qualcuno spedisca un elaborato complesso (come una presentazione in powerpoint) quando basterebbero due righe di testo,&lt;br /&gt;oppure che arrivino auguri per le feste con allegati che superano i 5 mb.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Prima di ricorrere a un “allegato”, chiediamoci se non sia più pratico inserire il testo direttamente nel messaggio. E se proprio dobbiamo allegare qualcosa, cerchiamo la soluzione più semplice, meno ingombrante e meno rischiosa dal punto di vista della compatibilità (non sempre chi legge usa le stesse risorse tecniche, e con le stesse definizioni, di chi scrive – e questo può provocare ogni sorta di inconvenienti) o allungare i tempi di risposta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-4316008363632268072?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/4316008363632268072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/06/comunicare-con-internet.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4316008363632268072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4316008363632268072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/06/comunicare-con-internet.html' title='Comunicare con internet'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-0ToOm7Kf990/TfXkrGQQ8vI/AAAAAAAAAKg/JpTushpHYEc/s72-c/diritti_internet.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-1412800738752076071</id><published>2011-06-13T03:16:00.000-07:00</published><updated>2011-06-13T03:16:53.755-07:00</updated><title type='text'>viavai tv online: Il corpo non mente</title><content type='html'>&lt;a href="http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/06/il-corpo-non-mente.html?spref=bl"&gt;viavai tv online: Il corpo non mente&lt;/a&gt;: "Il Corpo non Mente  di Antonia Murgo - psicologa, psicoterapeuta, specializzata in psicosomatica Istituto Riza di Milano  ..."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-1412800738752076071?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/06/il-corpo-non-mente.html?spref=bl' title='viavai tv online: Il corpo non mente'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/1412800738752076071/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/06/viavai-tv-online-il-corpo-non-mente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/1412800738752076071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/1412800738752076071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/06/viavai-tv-online-il-corpo-non-mente.html' title='viavai tv online: Il corpo non mente'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-3418618938118040388</id><published>2011-06-13T03:11:00.000-07:00</published><updated>2011-06-13T03:15:20.994-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicoterapia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia'/><title type='text'>Il corpo non mente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-YXkx9HnG97k/TfXjKq0j4aI/AAAAAAAAAKY/NS3aBAXAgOA/s1600/Le-frontiere-del-corpo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-YXkx9HnG97k/TfXjKq0j4aI/AAAAAAAAAKY/NS3aBAXAgOA/s320/Le-frontiere-del-corpo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5617645882647503266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il Corpo non Mente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Antonia Murgo - psicologa, psicoterapeuta, specializzata in psicosomatica&lt;br /&gt;Istituto Riza di Milano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il corpo è l’oggetto psichico per eccellenza, il solo oggetto psichico&lt;/span&gt;. J.P.Sartre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ tempo di vacanze,siamo ai blocchi di partenza,pronti per un periodo di relax e &lt;br /&gt;divertimento La bella stagione invita a scoprirci per lasciare respirare la  pelle, a godere appieno della  sensazione di benessere e della libertà di indossare abiti leggeri, scoprendo il nostro corpo e esponendolo così alla luce del sole, ma anche allo sguardo ed al giudizio altrui. Ed è proprio quando consideriamo questa possibilità che vediamo sfumare l’entusiasmo e hanno inizio i turbamenti e le inquietudini. Solo allora ci accorgiamo di possedere un corpo che, a ben guardare, non corrisponde, nella grande maggioranza dei casi, a quello che vorremmo avere. &lt;br /&gt;Questa  considerazione ci induce ad elevare il corpo, fino ad allora ignorato, al rango di oggetto privilegiato, sul quale ora si scatenano le nostre attenzioni, i desideri, i bisogni e le frustrazioni accumulate giorno dopo giorno, osservando le immagini di corpi  patinati, crudelmente  indifferenti  alle nostre imperfezioni. &lt;br /&gt;L’impossibilità di sottrarci all’esposizione del nostro corpo dà avvio a una girandola di interventi che prevedono cure, massaggi , diete improbabili e vere torture, finalizzate al raggiungimento di un risultato che, il più delle volte, rimane irraggiungibile.&lt;br /&gt;Il corpo non è un oggetto. Non è né al nostro servizio né al servizio della nostra mente. Non è un vettore, ma la sua importanza nella nostra vita è imprescindibile dalla vita stessa. Esso ci conduce dove intendiamo andare, ma, nel momento in cui è oggettivato e finalizzato ad un obiettivo che trascende la sua complessità, devia il cammino  per darci la possibilità di comprendere l’errore. L’oggettivazione del corpo, che si riconosce e si accetta là dove risulta riconoscibile e accettabile dagli altri, è una forma pericolosa di alienazione.&lt;br /&gt;“…nelle medicine antiche,dove ancora è rintracciabile il valore ordinatore dell’archetipo, il corpo non appare il risultato concreto di forze biologiche operanti a caso,ma riflette nella sua armonia di funzionamento le regole operanti dell’archetipo del Sé. In questo il corpo si sacralizza, perché diventa tempio dell’anima, per cui conoscere il corpo, con il suo simbolismo e le sue analogie, significa entrare in rapporto con le divine “proporzioni del Sé.” Diego Frigoli – Il corpo e l’anima-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il corpo è ciò che, prima di ogni altra cosa, ci presenta e rappresenta nel mondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrive Umberto Galimberti “… in ogni gesto c’è dunque la mia relazione con il mondo,il mio modo di sentirlo,la mia eredità,la mia educazione,il mio ambiente,la mia costituzione psicologica. Nella violenza del mio gesto o nella sua delicatezza,nella sua tonalità decisa o incerta c’è tutta la mia biografia,la qualità del mio rapporto col mondo,il mio modo di offrirmi. Attraversando da parte a parte esistenza e carne, la gestualità crea quell’unità che noi chiamiamo corpo,perché non è il corpo che dispone di gesti,ma sono i gesti che fanno nascere un corpo dall’immobilità della carne.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che il corpo, il nostro corpo, non può smettere di essere, essendo esso stesso il punto di partenza di ogni forma di conoscenza e l’unico in grado di accompagnarci nei meandri della nostra interiorità. &lt;br /&gt;La nostra è l’epoca dell’ansia collettiva di un corpo efficiente,  un corpo che non è più il tempio dell’anima, ma ha diritto ad esistere come oggetto edonistico da plasmare e migliorare in un programma di salute ed estetico che nasconde una profonda angoscia di morte.&lt;br /&gt;Come abbiamo fatto a disconoscere la sacralità del corpo, a cadere nell’oblio che rende la materia   &lt;br /&gt;fine a se stessa? Come abbiamo potuto permettere che ci trasformassimo da esseri umani ad esseri animati?&lt;br /&gt;Assistiamo  alla ricerca ossessiva di un corpo “perfetto”, nel quale investiamo ogni risorsa ed energia, sia, d’altra parte, al suo oblio, orientati alla  ricerca di una dimensione spirituale che nega l’esistenza del corpo e disconosce i suoi bisogni e, con essi, la sua medesima esistenza. &lt;br /&gt;In ogni caso siamo nell’errore.&lt;br /&gt;Percepire il linguaggio del proprio corpo è vivere il corpo. Ogni conoscenza che si allontana  dalla percezione corporea si allontana dalla vita e diventa metafisica. L’espressività corporea, come  esperienza in continuo divenire del corpo, dei piaceri , dolori e delle proprie necessità,rappresenta la prima e autentica forma di unità. L’individuo avverte la propria unità prima che abbia coscienza di essere un’unità. L’unità non è data dalla coscienza ma dal corpo. Le determinazioni,compresa la creatività,è il corpo che le prepara ,le stimola,le anima. “Se io ho in me qualcosa di unitario, di certo ciò non consiste nell’io cosciente e nel sentire,volere,pensare,bensì in qualche altra cosa:nella saggezza di tutto il mio organismo che conserva,si appropria,elimina,sorveglia,e di cui il mio io cosciente non è che uno strumento.” F. Nietzsche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il corpo è il tempio sacro poiché contiene ed esprime, nell’immanenza della sua dimensione materiale, la nostra partecipazione all’universalità; se il corpo crea e produce immagini in grado di partorire il mondo ma è anche in grado di essere partorito dal mondo; se il corpo esprime l’interezza del dialogo tra il divino e l’umano, allora cosa ne sarà di noi, se continueremo ad ignorarlo? &lt;br /&gt;Lo esponiamo, carne  desiderante e desiderata, giovane, fresca, lucida materia per appetiti senza amore. Oppure lo eleggiamo a feticcio contro la morte, intrappolati nella logica che vede la morte appannaggio della materia.&lt;br /&gt;E ancora, esso è insultato ed ignorato, coperto e sottratto al mondo, in un’allegoria dove la morte del corpo è morte del mondo perché, invece, solo nella reciproca presenza si perpetua la vita umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ difficile comprendere che tutto questo ha un nome diverso dalla ricerca della Bellezza, della Salute del Benessere. E’ difficile comprendere che negare la presenza del corpo e avvilirlo significhi, invece, dargli la possibilità di parlarci in nome della sacralità vicina alla sua meravigliosa esistenza e di condurci al divino. E’ difficile giungere alla conclusione che la scelta di questo rapporto con il corpo ci dona, invece, solo vissuti di morte, ignoranza di se stessi,paura di amare, paura di vivere,paura di riconoscere in noi  tutto ciò di cui abbiamo bisogno. &lt;br /&gt;Ma,  se desiderassimo davvero essere belli e sani e giovani in eterno, non dovremmo far altro che consegnare il corpo alla propria dignità,riscattarlo dalle facili demagogie e dai padroni senza tempo. Ascoltiamo senza giudizi cosa ha da dirci,  così ritroveremo lo splendore di una bellezza che non ha modelli. Perché il segreto della bellezza sta nell’ accogliere quello che si è, liberi di poter abitare il “Corpo del Mondo”.    &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-3418618938118040388?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/3418618938118040388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/06/il-corpo-non-mente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3418618938118040388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3418618938118040388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/06/il-corpo-non-mente.html' title='Il corpo non mente'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-YXkx9HnG97k/TfXjKq0j4aI/AAAAAAAAAKY/NS3aBAXAgOA/s72-c/Le-frontiere-del-corpo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-5993437819294440063</id><published>2011-06-13T03:02:00.000-07:00</published><updated>2011-06-13T03:09:07.778-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Te e dintorni'/><title type='text'>Tea time</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-t6q3YKbM6gQ/TfXhvAgKdkI/AAAAAAAAAKQ/J6wmFhsgDa4/s1600/t%25C3%25A8%2Bfreddo%2B.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 210px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-t6q3YKbM6gQ/TfXhvAgKdkI/AAAAAAAAAKQ/J6wmFhsgDa4/s320/t%25C3%25A8%2Bfreddo%2B.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5617644307919566402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Tea Time&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Valeria Vicentini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vita quotidiana è sempre più frenetica, veloce, tra lavoro e impegni vari ci sembra di non avere nemmeno il tempo per farci da mangiare, figuriamoci per prepararci una buona tazza di tè! &lt;br /&gt;E così mentre da un lato ci preoccupiamo sempre di più della nostra salute, dall'altro mangiamo cibi pronti, beviamo bibite confezionate e preferiamo il tè in bustina, in bottiglia o solubile nella convinzione che il tempo impiegato per preparare le cose sia tempo perso.&lt;br /&gt;Invece, dedicarsi con amore alla preparazione di ciò che mangiamo e beviamo è il primo passo verso il benessere del corpo e della psiche. Una leggenda araba dice che Allah bevve caffè durante la creazione del mondo, bevve vino quando cacciò Adamo ed Eva dal paradiso terrestre e bevve tè il settimo giorno, per riposarsi.&lt;br /&gt;Il tè infatti è un'ideale compagno di meditazione: va preparato con cura e va sorbito lentamente mentre ci avvolge con i suoi profumi e aromi; allora si che diventa una bevanda salutare che coccola il nostro Io, lo rilassa e lo compiace preparando l'organismo ad accogliere le sue numerose proprietà benefiche.&lt;br /&gt;Mens sana in corpore sano dicevano gli antichi, e se il tempo che dedichiamo a noi stessi quando ci prepariamo una buona tazza di tè aiuta il benessere della mente, la caffeina, i tannini, i sali minerali e i polifenoli presenti nel tè si occuperanno più facilmente della cura del nostro corpo.&lt;br /&gt;Il tannino ad esempio ha proprietà antisettiche e calmanti che agiscono in particolare sullo stomaco e sull'intestino. La caffeina, a torto uno dei più denigrati componenti del tè, stimola il Sistema Nervoso Centrale, migliorando l'umore, aumentando le capacità di concentrazione, diminuendo il senso di fatica e stimolando la risposta motoria. Inoltre, influisce sulla circolazione del sangue aumentando la pressione arteriosa, stimolando l'attività dei reni e rilassando la muscolatura liscia, in particolare dei bronchi, producendo così un azione antiasmatica e sedativa della tosse. &lt;br /&gt;Il tè verde poi non essendo fermentato mantiene tutta la ricchezza di vitamine presenti nelle foglie, in particolare quelle del gruppo B che sono utili per la produzione di energia e regolano il metabolismo cellulare, e quelle dei gruppi C ed E che svolgono attività antiossidanti, controllano il colesterolo e rallentano gli effetti dell'invecchiamento. Inoltre è ricco di sali minerali tra cui fluoro, calcio, potassio, magnesio, ferro, fosforo e zinco in quantità tali da rendere il tè un buon supporto nella prevenzione della carie, della placca e delle infezioni batteriche, oltre che un rafforzante dello smalto dentale e della densità ossea in generale. Ma il cuore dei principi attivi del tè verde sono i polifenoli, i potenti antiossidanti che gli hanno fatto conquistare nei secoli l'appellativo di elisir di lunga vita: questi agenti aiutano l'organismo a resistere a diverse patologie legate all'invecchiamento cellulare e cutaneo, come il cancro, l'aterosclerosi, l'Alzheimer e il Parkinson; inoltre i polifenoli hanno effetti benefici sul sistema cardiovascolare, migliorano la circolazione e la salute del cuore, aiutano a regolare l'attività dell'insulina e a bruciare i grassi corporei.&lt;br /&gt;Insomma in queste piccole foglioline è racchiusa un'enorme ricchezza per il nostro organismo, è un peccato rinunciare a tutto questo solo in nome della comodità: quindi meglio organizzarsi con un piccolo thermos e portarsi al lavoro il tè fatto in casa piuttosto che bere quello solubile dalla macchinetta, e ora che arriva l'estate è molto più vantaggioso (anche economicamente) prepararsi da soli il tè freddo invece di acquistare quello in bottiglia. E se proprio la caffeina ci dà qualche problema invece di bere un tè deteinato, che nel processo ha perso tutte le sue proprietà, meglio provare un tè verde (povero di caffeina) oppure sperimentare infusi di altre erbe come il Rooibos ad esempio, che è completamente privo di caffeina ma ricco di principi benefici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come fare un buon tè freddo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fare il tè freddo in casa non è per forza necessario farlo caldo e aspettare che si raffreddi, ma si possono mettere le foglie o i filtri in infusione direttamente in acqua fredda e lasciarli riposare in frigo per almeno un paio d'ore, con la sola accortezza di aumentare un pò le dosi ( ad esempio in un litro d'acqua si possono mettere anche 5-6 bustine vale a dire 10-12 grammi di tè) . Tuttavia se la voglia di tè freddo ci prende all'improvviso e non eravamo preparati c'è un metodo a mio avviso molto efficace e dagli ottimi risultati, che può essere applicato anche nei bar: il tè shakerato. Bisogna fare un tè caldo molto concentrato, utilizzando ad esempio 2-3 bustine per una tazza di acqua. Dopo averlo lasciato in infusione 5 minuti si versa metà della tazza (o un terzo in base ai gusti) in uno shaker con del ghiaccio aggiungendo zucchero a piacere, si scuote fino a che il ghiaccio si è sciolto e poi si versa nel bicchiere, magari guarnendo con una fettina di limone o delle foglioline di menta. Il concentrato rimasto può essere conservato in frigo per un giorno e utilizzato al bisogno di modo da avere un tè dal gusto sempre fresco. In alternativa si può versare l'intera tazza in una bottiglia o in una caraffa aggiungere acqua fredda, ghiaccio ed eventualmente zucchero, mescolare e servire. Questa procedura può &lt;br /&gt;essere usata con tutti i tipi di tè, classici e aromatizzati e anche con altri infusi. &lt;br /&gt;Vedrete che non solo il vostro organismo troverà maggiore giovamento, ma anche il vostro portafoglio!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-5993437819294440063?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/5993437819294440063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/06/tea-time.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5993437819294440063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5993437819294440063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/06/tea-time.html' title='Tea time'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-t6q3YKbM6gQ/TfXhvAgKdkI/AAAAAAAAAKQ/J6wmFhsgDa4/s72-c/t%25C3%25A8%2Bfreddo%2B.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-4396518676255194643</id><published>2011-05-12T09:08:00.000-07:00</published><updated>2011-05-13T13:52:31.766-07:00</updated><title type='text'>viavai tv online: Il Tarassaco</title><content type='html'>&lt;a href="http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/05/il-tarassaco.html?spref=bl"&gt;viavai tv online: Il Tarassaco&lt;/a&gt;: "STORIA DI ERBETTE:IL TARASSACO  di Loredana Circi - biologa nutrizionista - loredana.circi@tiscali.it        La primavera, s..."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-4396518676255194643?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/05/il-tarassaco.html?spref=bl' title='viavai tv online: Il Tarassaco'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/4396518676255194643/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/05/viavai-tv-online-il-tarassaco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4396518676255194643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4396518676255194643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/05/viavai-tv-online-il-tarassaco.html' title='viavai tv online: Il Tarassaco'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-870986362630295332</id><published>2011-05-12T08:52:00.000-07:00</published><updated>2011-05-13T13:52:31.546-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tarassaco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='erbette'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='primavera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutrizione'/><title type='text'>Il Tarassaco</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-89okTTIFDfY/TcwFIGDUynI/AAAAAAAAAJ0/okcnS8VTHFY/s1600/tarassaco.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-89okTTIFDfY/TcwFIGDUynI/AAAAAAAAAJ0/okcnS8VTHFY/s320/tarassaco.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605861272791075442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;STORIA DI ERBETTE:IL TARASSACO &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Loredana Circi - biologa nutrizionista - loredana.circi@tiscali.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La primavera, subentrata al freddo inverno, ha rivestito i prati e i campi delle nostre zone. La natura si è risvegliata dando il meglio di sé sia come colori e profumi sia come nuovi prodotti di una terra che finalmente ha ripreso vigore.&lt;br /&gt;Anche la nostra alimentazione tende, in questo periodo, a riscoprire sapori e profumi che richiamano il risveglio della terra ed ecco appunto che sulle tavole primaverili vengono presentati vegetali semplici, pressoché ubiquitari ma dalle infinite virtù, uno tra questi è il Tarassaco.&lt;br /&gt;Il Tarassaco, “Taraxacum officinalis” per i botanici, è una pianta erbacea perenne originaria dell’Asia minore, della famiglia delle Asteracee, ubiquitaria e infestante, soprattutto per le sue radici che, sprofondando molto nel terreno, sono difficili da estirpare.&lt;br /&gt;Al nome botanico si affiancano, per il Tarassaco , molte altre denominazioni, dialettali, regionali, che mettono in evidenza sia la sua diffusione sia le proprietà “officinali” riconosciute soprattutto nella medicina “popolare”.&lt;br /&gt;Tra le tante, “dente di leone”, “pissacan”, “piscialletto” sono alcuni degli appellativi che mettono in evidenza la diffusione e le spiccate  proprietà diuretiche di queste foglie.&lt;br /&gt;Vediamo, quindi di evidenziare quali proprietà vengono attribuite a questa &lt;br /&gt;piantina, rivalutata dalla medicina moderna prendendo spunto dalla tradizione popolare.&lt;br /&gt;Il Tarassaco esplica le sue attività sulle grandi ghiandole del nostro corpo:&lt;br /&gt; • Agisce sui reni, stimolando la diuresi;&lt;br /&gt; • Agisce sul fegato esplicando un’attività colagoga e coleretica, stimolando e regolando, cioè, la secrezione della bile, favorendo quindi il processo digestivo soprattutto dei grassi ,&lt;br /&gt; • Funge da epatoprotettore e disintossicante;&lt;br /&gt; • A livello intestinale esplica un’attività amaro digestiva tonica, stimolando tutte le ghiandole dell’apparato gastroenterico, risulta inoltre utile in caso di inappetenze e dispepsie;&lt;br /&gt; • È immunostimolante e ipoglicemizzante.&lt;br /&gt;Il Tarassaco contiene numerosi principi attivi, tra questi le vitamine A , B, C, potassio, fitosteroli, principi amari ( tarassicina e tannino), flavonoidi, cumarine , carotenoidi e Inulina (prebiotico che agisce sull’attivazione della flora batterica intestinale.&lt;br /&gt;La raccolta riguarda le foglie più fresche della rosetta basale, prima cioè che si sviluppi il fiore dal caratteristico colore giallo.Le foglie  si possono utilizzare semplicemente crude in insalata, o leggermente lessate per non alterare i principi già menzionati.&lt;br /&gt;Il sapore amarognolo si adatta bene a contrastare il neutro di carni bianche, come l’agnello il cui abbinamento risulta particolarmente adatto.&lt;br /&gt;Sull’Altopiano di Asiago, a Conco, per la precisione, si verifica una combinazione pedoclimatica che fa del Tarassaco un’erba così tenera e delicata, quasi dolce da essere utilizzata per impieghi insoliti, quali dolci, biscotti e frittelle, e tale da vantare la denominazione De.Co.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa aggiungere ancora, il Tarassaco è un vero e proprio toccasana per il nostro organismo, e da ultimo, considerando che la sua raccolta richiede  tempo e che ci consente di stare all’aperto, approfittiamo di questo momento anche per aumentare la nostra attività fisica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-870986362630295332?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/870986362630295332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/05/il-tarassaco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/870986362630295332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/870986362630295332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/05/il-tarassaco.html' title='Il Tarassaco'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-89okTTIFDfY/TcwFIGDUynI/AAAAAAAAAJ0/okcnS8VTHFY/s72-c/tarassaco.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-5493263639665265607</id><published>2011-05-12T08:22:00.000-07:00</published><updated>2011-05-13T13:52:31.843-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terapia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ansia'/><title type='text'>L'ansia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-EULcyPGiTIM/Tcv7QyG2KoI/AAAAAAAAAJs/mmJf_0Ka4ac/s1600/The%2BMan%2Bin%2Bthe%2BBowler%2BHat%2B-%2BRene%2BMagritee%252C%2Bc.1964.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 241px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-EULcyPGiTIM/Tcv7QyG2KoI/AAAAAAAAAJs/mmJf_0Ka4ac/s320/The%2BMan%2Bin%2Bthe%2BBowler%2BHat%2B-%2BRene%2BMagritee%252C%2Bc.1964.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605850426939681410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L ‘ansia ovvero il diritto di chiamarsi Nessuno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Antonia Murgo - psicologa psicoterapeuta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ tempo di primavera. Tutto intorno a noi ci segnala l’arrivo di questa stagione, attesa con &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;trepidazione. Essa giunge e ci sottrae alla morsa dell’inverno, ci regala un senso di  libertà &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;accendendo di colore il mondo che, fino a quel momento, era in bianco e nero. Eppure, nonostante &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sia stata la speranza che, a volte, ci ha aiutato a superare i momenti più difficili di una stagione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; inclemente, adesso che c’è il sole a scaldarci, che godiamo della luce che allunga le &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giornate, non possiamo comunque  eludere un’ inspiegabile senso di disagio, una non &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;meglio precisata forma di rifiuto o addirittura un vissuto di ansia, che colgono di sorpresa, prima di &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tutto, chi li prova.         &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ansia si attiva nel momento in cui avvertiamo come potenzialmente pericoloso per la nostra &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sopravvivenza, sia essa fisica o psicologica,una situazione o un evento.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cose si complicano quando lo stato di allarme si prolunga  a tal punto da richiedere &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ininterrottamente la nostra vigilanza, finché non strutturiamo un vissuto di &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;inadeguatezza e di impotenza, che va crescendo se il pericolo percepito risulta difficile da &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;riconoscere ed individuare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo che il corpo ,a volte, risponde al sopraggiungere della primavera attivando alcune &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;problematiche “psicosomatiche” come allergie, gastriti, dermatiti. Così anche sul piano &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;essenzialmente  psicologico si palesano vissuti depressivi e ansiogeni che, durante l’ inverno, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;apparivano ridimensionati. Invece, proprio quando ci sembra il momento migliore per &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;buttarci alle spalle le angosce esistenziali,queste, inspiegabilmente, bussano alla nostra porta tra i &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;prati in fiori e il canto degli uccellini, in uno stridente contrasto che ci fa chiedere: perché? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché ciò accade, ora che tutto dovrebbe  essere più facile e leggero?  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa possiamo fare quando, come sempre più spesso avviene, ci sentiamo minacciati e dobbiamo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;far fronte a vissuti così difficili e incontrollabili? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima- vera è la prima stagione dell’anno. Essa  rappresenta, simbolicamente, la  capacità di &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;rinascita e di resurrezione di tutte le forze vitali, dopo la morte rappresentata dal lungo inverno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ la forza rigeneratrice della vita e della potenza insita in essa, che si palesa esprimendosi in tutte &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le molteplici possibilità, dispiegando la propria energia trasformatrice su ogni cosa vitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche noi esseri umani subiamo il contraccolpo della carica energetica di questo stato nascente,  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;infatti ci capita di avvertire  più stanchezza  del solito e di sentirci meno brillanti ed efficienti.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questi effetti li riconosciamo già e li attribuiamo, appunto, alla” primavera”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece, quello che non riusciamo a capire è che possano acutizzarsi degli stati psicologici che con &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la primavera  sembrano non avere nulla da spartire: come ansie, depressioni,senso di &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;inadeguatezza e angosce. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo si spiega con il fatto che la primavera, come abbiamo detto, è la stagione della rinascita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni mito di rinascita, ogni rito di rinnovamento viene, da sempre, collocato in primavera, amplificandone così il contenuto innovatore , proprio di ogni stato nascente.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essa, inoltre, è anche la stagione di transizione da uno stato, cioè l’inverno, ad un altro, ovvero l’estate, ed è in questi contenuti simbolici, sconosciuti alla  nostra mente ma non altrettanto alla nostra psiche, che trovano spazio ed espressione quelle ansie ed angosce che fino a quel momento erano rimaste sopite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I contenuti simbolici di trasformazione e transizione che la primavera porta con sé, sono criteri appartenenti alla vita, di cui l’essere umano è l’espressione centrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi l’ansia, che si sveglia con la primavera, ci segnala il bisogno di cambiamento, come necessità improrogabile per ogni essere umano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Morire e rinascere, transitando da uno stato all’altro, è il moto perpetuo, specifico della vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti l’ansia giunge a suggerci un diverso modo di pensare a noi stessi e ci indica la resa al &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cambiamento la necessità di cadenzare il passo all’unisono con la vita , perché fatti della medesima essenza.     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ansia è un invito ad abbandonare le sicurezze di sempre, ad uscire dagli schemi rassicuranti della nostra esistenza, dal mondo preconfezionato che ci siamo cuciti addosso. Essa ci invita a cambiare  pelle, ed è la risposta con la quale testimoniamo la nostra impossibilità a coincidere alla stessa impronta per sempre, a rispondere alle aspettative di quanti ci vogliono uguali all’idea che si sono fatti di noi, ma soprattutto all’idea che ci siamo fatti di noi stessi e che non intendiamo tradire in nome della paura. La paura di non essere più accettati, la paura del giudizio altrui, di essere lasciati soli, di sbagliare, di vedere crollare le nostre certezze e quel mondo rassicurante, che, ogni giorno, chiamiamo a testimoniare la nostra presenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La primavera non è altro che un rimando al cambiamento e alla trasformazione. L’ansia che si attiva è la prova della difficoltà a seguire questa indicazione, in nome di un’identità che temiamo possa andare perduta. Preserviamo noi stessi, ma quello che non sappiamo è che quella parte di noi che tentiamo di custodire gelosamente non ci appartiene più. Fino a quando non la lasceremo andare ci negheremo alla vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vita, infatti, ci insegna che tutto fa parte di un grande ciclo. E’ necessario morire per rifondare il patto d’alleanza con la vita, perché il rifiuto di morire non diventi il rifiuto di vivere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, paralizzati davanti al senso della morte e nell’impossibilità di comprendere che essa non è separabile dalla vita, ci aggrappiamo a ciò che siamo, nell’illusione di poterci preservare e salvare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il corpo, con le problematiche psicosomatiche che si attivano in questo periodo dell’anno, ci segnala come questo progetto si collochi fuori dalla vita. D’altra parte, la nostra psiche, con il risvegliarsi dell’ansia e dell’angoscia, ci impone di lasciare morire il frammento di identità nella quale risolviamo le infinite possibilità di esistere, per ricominciare a navigare nel mare aperto della nostra vita.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, davanti a quell’unica possibilità che ci siamo dati e che sola riconosciamo, di fronte all’ansia incontrollabile, dobbiamo mettere in atto una  strategia: praticare l’assenza da ciò che siamo o che ci costringiamo ad essere. Diciamoci: “io sono Nessuno”. Facciamo come Ulisse che  disse a Polifemo di chiamarsi Nessuno, salvandosi dal Ciclope. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono Nessuno e mi salvo dalla visione univoca che ho di me stesso, visione che mi  rende schiavo e prigioniero di un identità che non mi appartiene più … e questo la mia ansia lo sa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-5493263639665265607?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/5493263639665265607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/05/lansia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5493263639665265607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5493263639665265607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/05/lansia.html' title='L&apos;ansia'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-EULcyPGiTIM/Tcv7QyG2KoI/AAAAAAAAAJs/mmJf_0Ka4ac/s72-c/The%2BMan%2Bin%2Bthe%2BBowler%2BHat%2B-%2BRene%2BMagritee%252C%2Bc.1964.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-9148523078958683858</id><published>2011-05-12T08:17:00.000-07:00</published><updated>2011-05-13T13:52:31.687-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><title type='text'>La disoccupata società del lavoro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-hj3x2PSwpcc/Tcv6IcFY1hI/AAAAAAAAAJk/zVT628VJ7OQ/s1600/Disoccupazione-2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 174px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-hj3x2PSwpcc/Tcv6IcFY1hI/AAAAAAAAAJk/zVT628VJ7OQ/s320/Disoccupazione-2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605849184077403666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La disoccupata società del lavoro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Max Cipelletti - sociologo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivere di lavoro oggi in Italia è delicato, come se si parlasse di un miraggio evanescente che resta realtà per molti facenti parte e che possono ancora destreggiarsi nel mercato, contrariamente a chi ci deve entrare, rientrare e stabilizzarsi. I dati li conosciamo, non serve rievocarli; parlano da soli, siamo soliti affermare. Ed è proprio questo forse il problema: parlano proprio da soli. Pare nessuno, fra coloro che dovrebbero, li ascolti. &lt;br /&gt;Qualcuno dice che l’Italia sta affondando sulla mancanza di lavoro, ma non è tutto lì. Si sta incrementando, di mese in mese, il divario fra le ex classi sociali alte e basse. Quando si dice che il “ceto medio” è in via d’estinzione, si dimentica di ricordare a favore e a danno di chi. Questa è la difficoltà, che i livelli alti e bassi tendono a consolidare la loro posizione sociale, divenendo quindi: sempre più alte o più basse. Rinsaldare un distacco già, naturalmente presente, non agevola il progresso civile, economico e sociale di una comunità; tutt’altro, li arretra. Ciò accade oggi nel nostro Paese; questo la politica oggi ignora totalmente. Chi può decidere non ne parla, chi ne parla lo fa in virtù del fatto che non può decidere.&lt;br /&gt;Così si incrementa l’assai pericolosa disaffezione della popolazione all’unica realtà – quella della politica appunto – che può incidere sul nostro futuro e dei nostri figli (come è consuetudine dire, ammesso che permanga nel tempo l’intenzione di metterne al mondo). Prendere distanze sempre più lunghe dalla classe politica significa autorizzarne sempre di più il suo operato anziché promuoverne un’evoluzione ed un cambiamento.&lt;br /&gt;Le proteste di piazza, di giovani e meno giovani, potrebbe essere solo un inizio di un lungo cammino che, se non vedrà concreti mutamenti nelle condizioni dei lavoratori ed aspiranti tali, rischia di proseguire. Auspichiamo sempre non degeneri in situazioni che minacciano il quieto vivere e disturbano l’ordine pubblico; come purtroppo è già accaduto nei recenti mesi. Interroghiamoci però sul perché qualcuno giunge a determinati livelli, esclusi certamente tutti i generi di estremisti appartenenti a qualsiasi realtà. Forse vi è qualche profonda insofferenza che non trova risposte nei fatti e giunge a forme di espressione che sfociano in atti riprensibili. Andrebbero trovate soluzioni prima che la situazione rischi di degenerare a sfavore della collettività. Se la “vox popoli” non fosse ascoltata, se perdesse qualsiasi cassa di risonanza, e se, qualora l’avesse, qualcuno facesse “orecchie da mercante”, tutto questo risulterebbe diventare assai pericoloso ed è da evitare con soluzioni concrete. Qualcuno dice che è già così, e lo abbiamo notato.&lt;br /&gt;Viviamo questi rischi ma ne siamo poco consapevoli, distratti da molte e molte altre realtà secondarie. Ma vogliamo proseguire nel gratuito ottimismo americano, che pur essendo esemplare quando applicato negli U.S.A., diventa insufficiente nel nostro Paese che esprime una differente realtà economica con diverse problematiche e casistiche. Ci serve un maggior realismo senza perdere la positività. Ne siamo capaci, volendo. Non possiamo continuare ad ignorare ciò che ci circonda; perché un giorno potrebbe mettersi al centro. E sarebbe troppo tardi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-9148523078958683858?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/9148523078958683858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/05/la-disoccupata-societa-del-lavoro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/9148523078958683858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/9148523078958683858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/05/la-disoccupata-societa-del-lavoro.html' title='La disoccupata società del lavoro'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-hj3x2PSwpcc/Tcv6IcFY1hI/AAAAAAAAAJk/zVT628VJ7OQ/s72-c/Disoccupazione-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-7349684876768444336</id><published>2011-05-12T08:02:00.000-07:00</published><updated>2011-05-13T13:52:31.728-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon ton'/><title type='text'>Salutare con stile</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-glwGKyof4cg/Tcv27Qs6bRI/AAAAAAAAAJc/aR8EFNemoIc/s1600/fotolia_614662-lady-closeup-for-non-smoking.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 213px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-glwGKyof4cg/Tcv27Qs6bRI/AAAAAAAAAJc/aR8EFNemoIc/s320/fotolia_614662-lady-closeup-for-non-smoking.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605845659148774674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Garbo di primavera: ancora sui saluti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Patrizia Landini - patrizia.l@viavaimagazine.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mese scorso abbiamo iniziato questo excursus sui saluti, vediamo, allora di completare l’elenco di situazioni in cui ci si può trovare durante una presentazione e come comportarsi al meglio, senza eccessi, ma con classe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;° Se ci si imbatte in una vecchia conoscenza, forse troppo vecchia o troppo occasionale, per essere certi che possa ricordarsi di noi, cerchiamo di non esordire con un imbarazzante: “Spero che lei/tu mi riconosca…”, oppure: “ ma non mi riconosci?” lasciando così l’interlocutore in balia del dubbio amletico se e dove ci abbia già incontrato, senza la minima idea di chi gli sta davanti e di come fare per ricordare.&lt;br /&gt;Meglio usare una frase più chiara ed esplicita del tipo: ”Sono Mario Bianchi. Come sta? Ci siamo conosciuti a Venezia, alla Biennale qualche tempo fa”. E’ molto probabile che funzioni!&lt;br /&gt;° Durante la presentazione in un salotto, l’uomo si alzerà sempre, anche quando gli viene presentato un altro uomo; la donna invece rimarrà seduta, a meno che la persona introdotta non sia anziana o di particolare prestigio. Ci si alzerà per l’illustre professore, per la vecchia contessa, per la nonna dell’amico…&lt;br /&gt;Mai e poi mai una donna si dovrà alzare, anche se il giovane che sta per conoscre è l’affascinante delfino del grande partito o della grande industria. &lt;br /&gt;° Può capitare di non ricordare il nome di qualcuno che si deve presentare, meglio non farsi prendere dal panico, ma fare una pausa per permettergli di inserire il suo nome; e se costui non ha la prontezza sufficiente, occorre superare l’imbarazzante situazione con una battuta spiritosa e lasciare a lui il compito di presentarsi.&lt;br /&gt;Per esempio: “Ti/Le presento il migliore conoscitore di vini che io abbia mai incontrato, o... il più simpatico compagno di viaggio…”! &lt;br /&gt;° Spesso si sente dire “salve” come forma di saluto. Salve in lingua latina augurava "Stai bene". Ha tono amichevole e familiare. E’ particolarmente utilizzato dai giovani che non sanno come rivolgersi, ad esempio, a una persona più "matura".&lt;br /&gt;° Quando si trasloca in una nuova casa, il bon ton raccomanda di non dimenticare di presentarsi ai vicini di casa. Da noi, in Italia, non ci sono regole precise, l’importante è che si faccia nel modo più discreto possibile, alla prima occasione d’incontro. Nei Paesi Anglosassoni i vecchi inquilini invitano i nuovi per fare conoscenza.&lt;br /&gt;Tenete sempre presente che, di regola, un'eccesso di confidenza con chiunque e' potenzialmente dannoso in molti sensi ed e' meglio evitarlo sempre, specialmente sul posto di lavoro. &lt;br /&gt;Vediamo alcune di queste regole di base, dettate dal buon senso e dall'educazione, che è opportuno seguire sempre, in ogni tipo di azienda relativamente ai saluti:&lt;br /&gt;° Quando si presentano due persone l'una all'altra, rivolgersi sempre per prima alla persona che occupa una posizione gerarchica superiore: "Dott. Bianchi, le presento il Sig. Rossi, il nostro nuovo Assistant Editor. Sig. Rossi, il nostro Accountant, il Dott. Bianchi".&lt;br /&gt;° Dare la mano a qualsiasi persona si incontra per la prima volta.&lt;br /&gt;° Alzarsi per salutare qualsiasi persona che entra nel proprio ufficio, tranne i colleghi con i quali si lavora solitamente, ed invitarla ad accomodarsi.&lt;br /&gt;° Bussare sempre prima di entrare in un ufficio se la porta è chiusa, ed aspettare di essere invitati ad entrare prima di aprirla. Prima di cominciare a parlare chiedere se si disturba o si sta interrompendo qualche lavoro importante.&lt;br /&gt;° Parlare in modo educato e trasparente. Evitare i pettegolezzi, l'arroganza, le minacce ed il sarcasmo.&lt;br /&gt;° Cercare di essere in buoni rapporti con tutti, ma scegliere di approfondire le amicizie in modo oculato: essere troppo in confidenza con i colleghi con i quali si deve lavorare può essere controproducente.&lt;br /&gt;° Se non si sopporta qualche collega, cercare di mantenere comunque rapporti formalmente cortesi con lui/lei. Non accusare apertamente o adottare atteggiamenti dispregiativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;° Ringraziare e mostrare riconoscimento per l'aiuto ricevuto dai colleghi.&lt;br /&gt;° I chiacchieroni possono fare perdere molto tempo del proprio lavoro. Le conversazioni indesiderate possono essere gentilmente interrotte senza causare offese con una frase del tipo: "Mi dispiace, ma adesso devo veramente tornare al lavoro".&lt;br /&gt;° Durante una conversazione con il proprio superiore, aspettare sempre di essere congedato e non prendere l'iniziativa di finire l'incontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un piccolo discorso a parte merita il bon ton via internet, ne parliamo sul Via Via magazine di giugno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona educazione a tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-7349684876768444336?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/7349684876768444336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/05/salutare-con-stile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/7349684876768444336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/7349684876768444336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/05/salutare-con-stile.html' title='Salutare con stile'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-glwGKyof4cg/Tcv27Qs6bRI/AAAAAAAAAJc/aR8EFNemoIc/s72-c/fotolia_614662-lady-closeup-for-non-smoking.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-8769288515354558266</id><published>2011-05-12T07:59:00.000-07:00</published><updated>2011-06-13T03:36:17.637-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>Anche l'abito da sposa è bio.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-2exOeRdK8ls/Tcv2B0PnjNI/AAAAAAAAAJU/riVaQpBYT1I/s1600/abito.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-2exOeRdK8ls/Tcv2B0PnjNI/AAAAAAAAAJU/riVaQpBYT1I/s320/abito.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605844672257166546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;L’abito da sposa biodegradabile, ecologia e risparmio.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Patrizia Landini - patrizia.l@viavaimagazine.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il momento fanno solo parte di una mostra, ma non è detto che presto non si possano davvero vedere, indossati da una sposa in carne ed ossa ed ecologicamente corretta, anche abiti biodegradabili usa e getta per il proprio matrimonio.&lt;br /&gt;Alla Sheffield Hallam University in Gran Bretagna, alcuni studenti hanno disegnato degli abiti da sposa ecologici e, a pansarci bene, non c’è motivo per essere amanti della natura convinti in ogni campo della nostra vita e fermarci a pochi passi dell’altare con un comune abito in stoffa e pailettes. &lt;br /&gt;Questo manipolo di eco-studenti ha messo a punto una serie di abiti proprio biodegradabili realizzati in alcool polivinilico che si sciolgono a contatto con l’acqua e sono riciclabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jane Blohm, docente di moda del corso i cui studenti hanno sperimentato questi abiti, peraltro piuttosto belli, ha commentato in un’intervista al Telegraph:&lt;br /&gt;“Gli studenti hanno voluto sfidare l’idea che un abito da sposa debba essere utilizzato solo una volta e l’obiettivo è di esplorare gli atteggiamenti dell’usa e getta nella società moderna per la moda. Il progetto è un connubio tra arte e tecnologia che esplora le possibilità di utilizzare materiali alternativi per il nostro abbigliamento.&lt;br /&gt;Attualmente, cinque abiti da sposa biodegradabili sono stati creati per essere esposti al pubblico in una mostra universitaria sul matrimonio sostenibile, anche se gli studenti sperano che la loro idea avrà successo e non si fermerà alla mostra.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A pensarci bene, l’abito da sposa, pur desiderato, pensato e fatto relizzare al meglio, è spesso un capo di abbiglamento destinato a rimanere nell’armadio per molti anni dopo il fatidico “si”.&lt;br /&gt;Allora, perché non pensare a limitare i costi e a non sprecare tessuto inutilmente?&lt;br /&gt;Infatti l’abito solubile, risponde anche a esigenze di rispormio economico e, in questa stagione di crisi e recessione, non è un elemento da sottovalutare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il periodo dei matrimoni si avvicina,  e ogni sposa che abbia a cuore il futuro del pianeta, potrà finalmente essere in grado di aggiungere un tocco verde al proprio vestito bianco grazie all’abito che si dissolve in acqua e che, mi perdonino i futuri stilisti ecologici inglesi, potrebbe anche avere l’inquietante aspetto e consistenza di uno di quei sacchetti in mater-bi con il quale si smaltisce il rifuito umido.&lt;br /&gt;Allora, agli sposi, oltre ai vecchi e triti auguri scaramantici, che recitano a seconda delle preferenze: “auguri e figli maschi” oppure “speriamo che sia femmina” e ancora “sposa bagnata sposa fortunata” (che in questo caso sarebbe il peggiore) anche un bel: “speriamo che non piova” ci sta e non fa una grinza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-8769288515354558266?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/8769288515354558266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/05/anche-labito-da-sposa-e-bio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8769288515354558266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8769288515354558266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/05/anche-labito-da-sposa-e-bio.html' title='Anche l&apos;abito da sposa è bio.'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-2exOeRdK8ls/Tcv2B0PnjNI/AAAAAAAAAJU/riVaQpBYT1I/s72-c/abito.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-675166217775876066</id><published>2011-04-22T03:17:00.000-07:00</published><updated>2011-04-22T03:20:11.740-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutela del cittadino'/><title type='text'>Amore e separazione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-Jlm1h9sGQvk/TbFWUb9mYBI/AAAAAAAAAJM/EWgoaxgWy4Q/s1600/litigio-ora-giusta.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Jlm1h9sGQvk/TbFWUb9mYBI/AAAAAAAAAJM/EWgoaxgWy4Q/s320/litigio-ora-giusta.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5598350720901734418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;QUANDO  L’  AMORE SI   INTERROMPE! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;schio@casadelconsumatoreveneto.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando l’amore si interrompe, di norma,  ci si separa.&lt;br /&gt;Dal punto di vista giuridico, la separazione legale consiste nell’interruzione di tutti quei diritti e doveri che i coniugi rispettivamente acquistano e si assumono con la celebrazione del matrimonio, tranne quelli di assistenza e di reciproco rispetto. Otre alle separazioni legali (consensuali o giudiziale) esiste anche la separazione di fatto. Vediamole insieme:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Separazione di fatto&lt;br /&gt;Questo tipo di separazione si ha quando i coniugi cessano la vita in comune senza alcuna formalità, e senza rivolgersi al giudice. La separazione di fatto non ha alcun effetto giuridico e non sospende nessuno degli obblighi matrimoniali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Separazione consensuale&lt;br /&gt;La separazione consensuale è l'atto attraverso il quale i coniugi, di comune accordo, decidono di non vivere più sotto lo stesso tetto e di dividersi legalmente concordando le condizioni che regolano la separazione. La separazione consensuale, disciplinata dall’art. 158 c.civ., si verifica per accordo delle parti, quando cioè sia la moglie che il marito sono d’accordo sull’affidamento dei figli e su tutte le situazioni economiche, patrimoniali e personali che sorgeranno a seguito della separazione.  In tal caso il Tribunale si limiterà a ratificare tutti i patti e gli accordi intervenuti fra i coniugi conferendo cosi efficacia alla separazione. Trattandosi di materia di volontaria giurisdizione non sarebbe necessaria l’assistenza del legale ma da circa due-tre anni il Tribunale di Vicenza non accetta più ricorsi presentati direttamente da coniugi o da consultori (probabilmente per il disordine o le &lt;br /&gt;lungaggini che ciò determinava) perciò il passaggio per lo studio legale  è tappa obbligata.&lt;br /&gt;Il ricorso deve essere presentato al Tribunale del luogo di residenza attuale di uno dei coniugi.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La separazione giudiziale&lt;br /&gt;La separazione giudiziale (art. 151 c.civ.) è quella pronunciata dal Tribunale, quando i coniugi non sono riusciti a trovare un accordo su tutte le questioni economiche e personali attinenti la famiglia (affidamento dei figli, assegnazione della casa coniugale, assegno di mantenimento). In tal caso si instaurerà una vera e propria causa legale, per la quale è necessario il patrocinio di un avvocato.&lt;br /&gt;Le spese per la difesa sono a carico delle rispettive parti a meno che le stesse, in base al reddito, siano ammesse al Patrocinio Gratuito a spese dello Stato. &lt;br /&gt;Uno dei coniugi si rivolgerà dunque ad un legale, meglio se esperto in Diritto di Famiglia, il quale, sentite le sue ragioni, potrà anzitutto cercare degli accordi con l’altro coniuge, ovvero potrà direttamente depositare il ricorso contenente la domanda di separazione, con l’esposizione dei fatti sui quali tale domanda si fonda. Il ricorso deve essere presentato al Tribunale del luogo in cui i coniugi avevano l’ultima residenza comune.&lt;br /&gt;Al termine di tale causa il Tribunale emanerà la sentenza di separazione. &lt;br /&gt;Inoltre il Giudice, su richiesta di una parte e qualora ne ricorrano le circostanze, può dichiarare a quale dei due coniugi sia addebitabile la separazione, con le relative conseguenze di tipo economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riconciliazione&lt;br /&gt;Gli effetti della separazione cessano automaticamente con la riconciliazione dei coniugi. Questa può avvenire in modo espresso e, quindi, essere validata da un accordo formale, oppure in modo tacito con la ripresa cioè della vita in comune. Non è necessaria quindi alcuna pronuncia del giudice ma è la riconciliazione stessa, in qualunque modo essa avvenga, a far cessare automaticamente gli effetti della separazione.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se invece non interviene la riconciliazione occorre attendere tre anni dalla data dell’udienza presidenziale per poter chiedere il divorzio che, a sua volta, può essere congiunto o giudiziale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Con la sentenza di divorzio si sciolgono tutti gli effetti civili del matrimonio e gli ex coniugi possono contrarre nuove nozze.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-675166217775876066?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/675166217775876066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/04/amore-e-separazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/675166217775876066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/675166217775876066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/04/amore-e-separazione.html' title='Amore e separazione'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Jlm1h9sGQvk/TbFWUb9mYBI/AAAAAAAAAJM/EWgoaxgWy4Q/s72-c/litigio-ora-giusta.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-6984503547021422165</id><published>2011-04-22T03:07:00.000-07:00</published><updated>2011-04-22T03:12:09.299-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutela del cittadino'/><title type='text'>La mediazione civile</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;UNA LITE?  OGGI SI RISOLVE CON LA MEDIAZIONE CIVILE!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;schio@casadelconsumatoreveneto.it &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi tempi si sente sempre più spesso parlare di Mediazione Civile. Il Governo ha reclutato addirittura la brava conduttrice nazional-popolare Milly Carlucci che, algida protagonista di un recentissimo spot televisivo, promuove la mediazione civile come facile strumento  per comporre le controversie in tempi rapidi e a minime spese. In effetti ha ragione. Ma cerchiamo di capire meglio di cosa si tratti.&lt;br /&gt;Il riferimento normativo su cui si basa la rivoluzione che, salve proroghe dell’ultimo istante!, prenderà avvio il 20 Marzo prossimo, è il decreto legislativo 4 marzo 2010, n.28 (pubblicato nella G.U. n.53 del 5 marzo 2010) sulla mediazione in materia civile e commerciale che regola il procedimento di composizione stragiudiziale delle controversie vertenti su diritti disponibili ad opera delle parti. Attraverso questo decreto viene esercitata la delega conferita al Governo &lt;br /&gt;dall’art. 60 della legge n. 69 del 2009 e viene anche attuata la direttiva dell’Unione &lt;br /&gt;europea n. 52 del 2008. Cerchiamo ora di capire insieme il contenuto…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TIPI DI MEDIAZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•  Mediazione Facoltativa&lt;br /&gt;Sempre, in qualsiasi momento due o più persone possono decidere di risolvere la loro controversia in materia di diritto civile e commerciale di fronte ad un mediatore professionale! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•  Mediazione Obbligatoria&lt;br /&gt;Si ha mediazione obbligatoria quando per poter procedere davanti al giudice, le parti devono aver tentato senza successo la mediazione. &lt;br /&gt;Dal 20 marzo 2011 la mediazione sarà obbligatoria nei casi di una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari. Con la recentissima promulga del Capo dello Stato è legge  il “decreto c.d. Milleproroghe”: per quel che riguarda la mediazione civile  il termine di entrata in vigore della disciplina in materia di mediazione obbligatoria, è attualmente fissato al 20 marzo 2011 così come previsto dall'articolo 24, comma 1, del decreto legislativo n. 28 del 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La disposizione di  proroga di dodici mesi (quindi al 20 marzo 2012), riguarda solo le  controversie  in materia di condominio e di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti. In tutte le altre materie elencate permane dunque l’ obbligo di tentare la conciliazione davanti ad un mediatore professionale prima di andare davanti al giudice!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•  Mediazione Demandata. &lt;br /&gt; Si ha mediazione demandata quando il giudice, cui le parti si siano già rivolte, invita le stesse a tentare la mediazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PROCEDIMENTO DELLA MEDIAZIONE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il procedimento di mediazione ha una durata non superiore a quattro mesi, trascorsi i quali il processo può iniziare o proseguire.&lt;br /&gt;• Presentata la domanda presso l’organismo di mediazione, è designato un mediatore, e fissato il primo incontro tra le parti (non oltre quindici giorni dal deposito della domanda).&lt;br /&gt;• La domanda e la data dell’incontro sono comunicate all’altra parte, anche a cura dell’istante.&lt;br /&gt;• Il mediatore cerca un accordo amichevole di definizione della controversia.&lt;br /&gt;• Se la conciliazione riesce, il mediatore redige processo verbale, sottoscritto dalle parti e dallo stesso mediatore. &lt;br /&gt;• Se l’accordo non è raggiunto, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione. (in linea generale i mediatori professionali indicati dalla nostra associazione, a completa garanzia delle posizioni dei consumatori coinvolti,  vengono invitati a non fare la proposta a meno che non sia richiesta da tutte le parti coinvolte). Nel verbale, contenente l’indicazione della proposta, si dà atto dell’eventuale mancata partecipazione di una delle parti al procedimento di mediazione. Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile.&lt;br /&gt;In sostanza. Grazie alla convenzione con l’organismo di conciliazione,  il consumatore che abbia un problema da risolvere viene presso la nostra sede,  illustra la problematica, comunica il nome della/e controparte/i che verrà contattata ed informata che è stata richiesta una mediazione sulla materia in oggetto. Dopo di che compileremo insieme la richiesta di mediazione e la invieremo all’organismo di conciliazione che provvederà a nominare il mediatore incaricato. Detta così sembra molto complesso ma vi assicuriamo che è una procedura estremamente snella e rapida. Più facile a farsi, che a dirsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella fase della mediazione davanti al mediatore professionale non sono necessari gli avvocati! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA TUTELA DELLA RISERVATEZZA NEL CORSO DELLA MEDIAZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il procedimento di mediazione non è soggetto ad alcuna formalità ed è protetto da norme che assicurano alle parti del procedimento l’assoluta riservatezza rispetto alle dichiarazioni e alle informazioni emerse.&lt;br /&gt;Tali informazioni non saranno utilizzabili in sede processuale, salvo esplicito consenso delle parti, e il mediatore sarà tenuto al segreto professionale su di esse.&lt;br /&gt;Quando il mediatore svolge sessioni separate con le singole parti, non potrà rivelare alcuna informazione, acquisita durante tali sessioni, all’altra parte.&lt;br /&gt;La finalità della previsione, propria di tutte le esperienze comparate a livello internazionale, è finalizzata a consentire alle parti di svelare ogni dato utile al compromesso, senza timore che poi possa essere oggetto di un uso contro la parte medesima. I soggetti coinvolti si sentiranno così liberi di manifestare i loro reali interessi davanti a un soggetto dotato di professionalità per comporli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Provvedimenti giudiziali urgenti.&lt;br /&gt;Anche nei casi di mediazione obbligatoria è sempre possibile richiedere al giudice i provvedimenti che, secondo la legge, sono urgenti e indilazionabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ESITO DELLA MEDIAZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’accordo raggiunto con la collaborazione del mediatore è omologato dal giudice e diventa esecutivo.&lt;br /&gt;Nel caso di mancato accordo il mediatore può fare una proposta di risoluzione della lite che le parti restano libere di accettare o meno. (ripetiamo:in linea generale i mediatori professionali indicati dalla nostra associazione, a completa garanzia delle posizioni dei consumatori coinvolti,  vengono invitati a non fare la proposta a meno che non sia richiesta da tutte le parti)&lt;br /&gt;Se la proposta non viene accettata e il processo davanti al giudice viene iniziato, qualora la sentenza corrisponda alla proposta, le spese del processo saranno a carico della parte che ha rifiutato ingiustificatamente la soluzione conciliativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SPESE DELLA MEDIAZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le indennità dovute al mediatore sono stabilite dal decreto del Ministro della giustizia per gli organismi di mediazione pubblici.&lt;br /&gt;Gli organismi di mediazione privati possono stabilire liberamente gli importi, ma le tariffe devono essere approvate dal Ministro della giustizia.&lt;br /&gt;La mediazione è gratuita per i soggetti che nel processo beneficiano del gratuito patrocinio: in tal caso all’organismo non è dovuta alcuna indennità.&lt;br /&gt;Nel caso di mediazione obbligatoria, e quindi per tutte le materie sopra elencate dopo il 20 marzo, in base all’ art.16 del D.M. 180/2010  le indennità devono essere ridotte di un terzo vale a dire per una mediazione di una lite di valore inferiore a 1000 euro la tariffa indicata in tabella di 65 euro sarà ridotta di un terzo. Si andrà concretamente a pagare quindi circa 43 euro.  Ecco di seguito la tabella con le tariffe indicate dalla legge:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Valore della lite Spesa (da corrispondersi ad opera di ogni parte)&lt;br /&gt;Fino a Euro 1.000 Euro 65&lt;br /&gt;da Euro 1.001 a Euro 5.000 Euro 130&lt;br /&gt;da Euro 5.001 a Euro 10.000 Euro 240&lt;br /&gt;da Euro 10.001 a Euro 25.000 Euro 360&lt;br /&gt;da Euro 25.001 a Euro 50.000 Euro 600&lt;br /&gt;da Euro 50.001 a Euro 250.000 Euro 1.000&lt;br /&gt;da Euro 250.001 a Euro 500.000 Euro 2.000&lt;br /&gt;da Euro 500.001 a Euro 2.500.000 Euro 3.800&lt;br /&gt;Euro 2.500.001 a Euro 5.000.000 Euro 5.200&lt;br /&gt;oltre Euro 5.000.000 Euro 9.200&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detrazioni fiscali (!!)&lt;br /&gt;Ai consumatori che corrispondono l'indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione presso gli organismi, è riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d'imposta fino a concorrenza di 500 euro.&lt;br /&gt;In caso di insuccesso della mediazione, il credito d'imposta è ridotto della metà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro sino alla concorrenza del valore di 50.000 euro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-6984503547021422165?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/6984503547021422165/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/04/la-mediazione-civile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6984503547021422165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6984503547021422165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/04/la-mediazione-civile.html' title='La mediazione civile'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-6108217870924499046</id><published>2011-04-22T02:26:00.000-07:00</published><updated>2011-04-22T02:37:20.722-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon ton'/><title type='text'>Garbo di Primavera</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-7LeB0V1ffcM/TbFMSNsX1iI/AAAAAAAAAJE/9YtSeMiKL2o/s1600/shake-hands-concepts-3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-7LeB0V1ffcM/TbFMSNsX1iI/AAAAAAAAAJE/9YtSeMiKL2o/s320/shake-hands-concepts-3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5598339687595365922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Garbo di primavera&lt;br /&gt;di Patrizia Landini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’impressione che mi accompagna in certo momenti della vita, in coda al supermercato, aspettando davanti a scuola è che, più che l’educazione, si sia perso il rispetto per la persona, quindi per noi stessi.&lt;br /&gt;Lungi da me voler scrivere un trattato ispirato a Mons. Della Casa, vorrei solo ricordare che volersi bene e rispettarsi è la prima e basilare forma di bon ton, per usare un gallicismo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè, allora, non ricominciare dalla base, tornando ad imparare come relazionarsi con chi incontriamo di giorno in giorno, sia sconosciuto sia famigliare; forse, la nostra società potrebbe ritornare ad avere un aspetto formale, che diventerebbe, quindi, sostanziale.&lt;br /&gt;Un grande giornalista, tra i miei preferiti, Corrado Augias,  ha scritto che ” gli uni e gli altri, chi sta in alto e chi no (in riferimento alla società), partecipiamo della stessa diffusa mancanza di quella mistica delle forme che altrove dà alle manifestzioni della vita collettiva un’apparenza di decoro diventata da noi sempre più rara.”&lt;br /&gt;Questo è, a mio avviso, la base del comportamente sociale, le forme portano con sè la sostanza, non dobbiamo mai darlo per scontato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, se si deve tornare alla base, sarebbe utile partire dalle presentazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;° Salutare è buona educazione, rispondere è d’obbligo. Ma quale sarebbe la regola? Il più giovane saluta il più anziano, l’uomo la donna e così via. &lt;br /&gt;Inoltre, se salutare tutte le persone che si conoscono è doveroso, è altrettanto doveroso salutare quelle che si incontrano casualmente: il cameriere del bar, la signora delle pulizie chi si incrocia per le scale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;° Meglio tralasciare i titoli accademici, onorifici e nobiliari visto che, se meritati, salteranno agli occhi del nostro interlocutore dalla prima conversazione, oppure usarli con discrezione.&lt;br /&gt;Occhio a non assegnarsi da soli i propri titoli: “Sono il Dottor…, Architetto…”. Sarebbe davvero imperdonabile!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;° Introdursi da soli è piuttosto difficile, così il più delle volte si viene presentati e, per evitare che questa semplice, quanto inevitabile cerimonia, diventi motivo d’imbarazzo, è bene che sia rapida e precisa: il nome e cognome, sempre nell’ordine, introdotti dal “ tu conosci…” o “lei conosce…”, a seconda dei casi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;°Si presenta sempre la persona meno importante alla più importante, la più giovane alla più anziana, l’uomo alla donna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;° La prima conversazione non deve mai prendere le mosse dopo il classico “Piacere” che, se pur diffusissimo, in questa fase iniziale del rapporto è tutto da verificare e suonerebbe falso, troppo compiacente e anche un po’ipocrita. &lt;br /&gt;Chi mi assicura che sarà un piacere incontrare questa persona?. &lt;br /&gt;Meglio il semplice “Buongiorno” o “Buonasera”, accompagnato da un sorriso e un leggero cenno del capo.&lt;br /&gt;Attenzione a non aggiungere l’anglosassone “Come sta?”, si potrebbe andare oltre il piano delle formalità, dando l’impressione di interessarsi ai prpblemi di salute altrui, senza contare che se, il nostro interlocutore trae piacere dal racconto delle proprie magagne, siamo incastratii&lt;br /&gt;° Qui apro una parentesi, dedicata al baciamano. Tornato di gran moda, è da considerarsi oggi una galanteria raccomandata solo a  ricevimenti, cocktail, ma è fuori luogo e ridicolo al lavoro e nei luoghi pubblici.&lt;br /&gt;Un tempo si faceva solo alle donne sposate, ora si fa a tutte, signore e signorine, purché al di sopra dei trent’anni. Importante è che l’atto sia appena accennato, con un piccolo inchino e che le labbra non sfiorino la mano della signora.&lt;br /&gt;° Nata come simbolo di pace ”ti offro la mano, priva di qualsiasi arma”, e segno di grande rispetto, da sempre la stretta di mano fa parte delle consuetudini umane. &lt;br /&gt;Occorre che sia decisa, ma non troppo energica, rapida, ma non frettolosa. Sarebbe davvero inopportuno stringere una mano inerte e molle o peggio ancora sentirsi stritolare le dita.&lt;br /&gt;Una stretta di mano può dirci molto su chi abbiamo di fronte.&lt;br /&gt;° È bene tenere presente che esiste una scala di valori e di confidenza e di rispetto che non può avvalersi sempre e soltanto della forma colloquiale del “tu”. E allora, se non si è più ragazzi, o sul lavoro, e con chi ci offre un servizio, barista, cameriera, meglio mantenersi entro la barriera del “lei”.&lt;br /&gt;Passare dalla forma di cortesia, ovvero il lei, a quella confidenziale del tu è un iniziativa che parte solo dalla persona più anziana o importante.&lt;br /&gt;° Importantissimo non dare tanti baci e troppo facilmente: sviliscono il gesto e il suo significato. Quelli amichevoli è importante che siano silenziosi e poco schioccanti.&lt;br /&gt;° Signora o signorina? È la domanda che molte donne si sentono ripetere anche a sproposito.&lt;br /&gt;Vuol dire che a qualcuno ancora sfugge il fatto che il termine signorina si debba utilizzare solo in caso ci si rivolga a giovanissime ragazze. Fu infatti l’Unione Europea, qualche anno fa, a decretare che ogni donna oltre i diciotto anni dovesse venir chiamata signora. Il seguito alla prossima puntata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-6108217870924499046?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/6108217870924499046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/04/garbo-di-primavera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6108217870924499046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6108217870924499046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/04/garbo-di-primavera.html' title='Garbo di Primavera'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-7LeB0V1ffcM/TbFMSNsX1iI/AAAAAAAAAJE/9YtSeMiKL2o/s72-c/shake-hands-concepts-3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-4737504329939901367</id><published>2011-04-20T03:13:00.000-07:00</published><updated>2011-04-20T03:26:40.194-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutrizione'/><title type='text'>L'asparago, ovvero quando c'è un re a tavola</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Vos6FxkuNmA/Ta60q7HgHjI/AAAAAAAAAI8/yE6zBFbl8rY/s1600/8.%2BMazzo%2Bdi%2Basparagi%2Bbianchi%2Bdi%2BBassano%2BDOP%252C%2Bgarantiti%2Bdalla%2Bpresenza%2Bdel%2Bmarchio%2BDOP.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Vos6FxkuNmA/Ta60q7HgHjI/AAAAAAAAAI8/yE6zBFbl8rY/s320/8.%2BMazzo%2Bdi%2Basparagi%2Bbianchi%2Bdi%2BBassano%2BDOP%252C%2Bgarantiti%2Bdalla%2Bpresenza%2Bdel%2Bmarchio%2BDOP.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597610036384767538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dr.ssa Loredana Circi - nutrizionista loredana.circi@tiscali.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente l’inverno è trascorso, la primavera ha fatto ormai capolino e la terra, quella terra che nel lungo è  freddo inverno è sembrata addormentarsi e arrendersi al grande gelo, cede ora i frutti del suo instancabile lavoro. &lt;br /&gt;Tra questi vi è L’ASPARAGO, in tutte le sue varietà.&lt;br /&gt;Il termine Asparago, della pianta Asparagus officinalis, ha origine greche e persiane e significa germoglio. Difatti, essendo la pianta dotata di rizomi, cioè fusti modificati che rimangono sotterranei, ciò che noi mangiamo e vediamo spuntare dal terreno sono i turioni, la parte commestibile , i germogli appunto.&lt;br /&gt;Il turione, nel caso di coltura forzata e selezionata, si presenta di colore bianco, mentre lasciato crescere in pieno campo, a seguito della fotosintesi clorofilliana presenta il classico colore verde.&lt;br /&gt;La storia dell’asparago è pressocchè millenaria, si parla dei suoi consumi in tutta l’area del bacino mediterraneo a partire dagli egizi, gli spagnoli, in Asia Minore 2000 anni fa, mentre i romani già nel 200 a.C. possedevano manuali con minuziosi particolari sul loro &lt;br /&gt;metodo di coltivazione e anche sulla loro preparazione. Citati nei trattati di Teofrasto, Catone, Plinio e Apicio erano molto graditi dagli imperatori che spedivano navi apposite per poterne acquistare in grandi quantità.&lt;br /&gt;Il Veneto è una delle regioni più quotate nella produzione dell’Asparago, pianta che richiede terreni di origine fluviale, corrispondenti all’habitat originario della specie, e clima ventilato, ma senza eccessivi sbalzi di temperatura. Questa situazione ideale avviene nella valle del Brenta, zona produttiva del fiore all’occhiello di Bassano del Grappa e dei comuni territori ad esso limitrofi cioè la varietà dell’ Asparago Bianco di Bassano d.o.c dal 2007, ma anche in altre località, dall’Adige al Piave dove la stagione di raccolta avviene secondo tradizione da San Giuseppe, il 19 marzo, a Sant’Antonio, il 13 giugno. &lt;br /&gt;Aneddoto interessante è la leggenda secondo cui fu proprio Sant’Antonio di Padova a portare nel territorio bassanese gli asparagi per imbonire  Ezzelino da Romano.&lt;br /&gt;La produzione veneta si distingue per le varietà a turione bianco, polpose, tenere e croccanti allo stesso tempo.&lt;br /&gt;Oltre che per  la sua duttilità in cucina, l’asparago, infatti ,  viene utilizzato sia in  piatti classici della tradizione “ uova e asparagi” sia in abbinamenti  più fantasiosi,  a questo germoglio si attribuiscono sia numerose proprietà nutrizionali che officinali.&lt;br /&gt;Essendo della stessa famiglia dell'aglio e della cipolla, l'asparago condivide con essi anche alcune proprietà positive (grazie all'effetto diuretico è un coadiuvante contro gotta, calcoli renali, reumatismi e idropisia). In particolare esso ha un ruolo attivo nella diminuzione di casi di eczema. Il consumo di asparagi da parte delle donne in gravidanza riduce sensibilmente la possibilità che il feto sviluppi malformazioni, soprattutto la spina bifida.&lt;br /&gt;La composizione chimica dell'asparago è la seguente:&lt;br /&gt;L'asparagina è uno degli amminoacidi presente in abbondanza, che serve alla fabbricazione di numerose sostanze proteiche, e dunque per la trasformazione dello zucchero&lt;br /&gt;Ricco di rutina che serve a rinforzare le pareti dei capillari&lt;br /&gt;Acido folico è presente in abbondanza&lt;br /&gt;Manganese e vitamina A che hanno un effetto benefico sui legamenti, sui reni e la pelle.&lt;br /&gt;Fosforo e vitamina B che permettono di contrastare l'astenia&lt;br /&gt;Calcio, magnesio,potassio, fosforo,&lt;br /&gt;magnesio.&lt;br /&gt; E’ altresì povero di sodio, carboidrati, grassi, l’acqua rappresenta il 90 %, la parte edibile 52%.&lt;br /&gt;Per le esigue calorie, 25 kcal/100 gr, sono particolarmente indicati nelle diete dimagranti, ma sono anche ricchi di acido urico, per cui è sconsigliato il consumo a coloro che soffrono di cistite, gotta e infiammazioni ai reni. &lt;br /&gt; Gli asparagi hanno la caratteristica di stimolare l'appetito, inoltre, riducendo il ristagno di liquidi nei tessuti grazie alla presenza di purine (che in seguito alla loro scissione originano acido urico), sono indicati per chi vuole eliminare la cellulite; tuttavia bisogna ricordare che lo stimolo diuretico esercitato dagli asparagi può risultare irritante per i reni, tanto che questo ortaggio è in genere sconsigliato a chi soffre di insufficienza renale e di nefrite.&lt;br /&gt; Particolarità: &lt;br /&gt;gli asparagi contengono asparagina o acido aspartico, che conferisce all'urina il tipico odore dovuto alla presenza del metilmercaptano, la comparsa di questo particolare odore pregnante e sgradevole nell'urina, non vi deve preoccupare, anzi, il vostro sistema renale funzione bene!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-4737504329939901367?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/4737504329939901367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/04/lasparago-ovvero-quando-ce-un-re-tavola.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4737504329939901367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4737504329939901367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/04/lasparago-ovvero-quando-ce-un-re-tavola.html' title='L&apos;asparago, ovvero quando c&apos;è un re a tavola'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Vos6FxkuNmA/Ta60q7HgHjI/AAAAAAAAAI8/yE6zBFbl8rY/s72-c/8.%2BMazzo%2Bdi%2Basparagi%2Bbianchi%2Bdi%2BBassano%2BDOP%252C%2Bgarantiti%2Bdalla%2Bpresenza%2Bdel%2Bmarchio%2BDOP.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-4071725717723517588</id><published>2011-04-20T02:36:00.000-07:00</published><updated>2011-04-20T03:11:57.735-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia'/><title type='text'>Psicoterapia, a cosa serve</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-xIoQYmd3bR8/Ta6xYbL1n_I/AAAAAAAAAI0/jEcsEAjnyW8/s1600/william_bouguereau_041_dante_e_virgilio_all_inferno_1850.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-xIoQYmd3bR8/Ta6xYbL1n_I/AAAAAAAAAI0/jEcsEAjnyW8/s320/william_bouguereau_041_dante_e_virgilio_all_inferno_1850.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597606420040490994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;A cosa serve la psicoterapia?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Antonia Murgo - psicologa psicoterapeuta, specializzata in psicosomatica - Ist. Riza Milano - riceve a Padova 338.4264513&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo cercato invano la soluzione, ascoltando consigli e suggerimenti di esperti o presunti tali, ci siamo accontentati delle parole dell’amica , sottoponendo il problema alla parrucchiera di fiducia, per l’occasione anche valida consigliera in materia”perché anche lei è passata per la stessa esperienza “ e all’ estetista “perché il contatto con la gente la rende un po’ "psicologa “. Magari circondati da parenti vari che dicono “devi reagire, non hai bisogno dello psicologo c’è la puoi fare benissimo da solo”. Solo quando abbiamo provato di tutto, quando ci &lt;br /&gt;ritroviamo impotenti e anche depressi perché il nostro disagio è ancora lì, allora ricorriamo alla psicoterapia. Perplessi, increduli, spaventati di cambiare anche ciò che non desideriamo cambiare, con il timore che saremo condotti a fare cose che non vogliamo fare. Con la paura di strutturare una dipendenza che non ci libererà più dallo psicologo, e, infine, con la paura, sicuramente inconsapevole, di poter finalmente risolvere il  problema intorno al quale abbiamo &lt;br /&gt;coagulato la nostra vita. Se ciò dovesse verificarsi, cosa ne sarà di noi? Cosa ne faremo di quella libertà che avremo conquistato? Se all’improvviso quella forma di controllo ,sia pure malato, che la problematica aveva garantito sulla nostra  vita (e non solo sulla nostra vita! ) venisse a mancare? In fondo il problema lo conosciamo bene, ma la  libertà da esso che cosa sarà e dove ci porterà?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con queste contraddizioni, con questi dubbi amletici, entriamo nel percorso terapeutico, chiedendoci cosa  potrà aggiungere uno psicoterapeuta alle cose che ci hanno sempre  ripetuto tutti e che sappiamo già. Questo è il tentativo di ridimensionare un potere che noi per primi attribuiamo alla psicoterapia, con il progetto, inconscio, di  vanificare, qualsiasi possibilità di uscire dal disagio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Quindi si giunge sulla soglia di uno studio, caricando il percorso terapeutico di aspettative di gran lunga superiori a quelle che possiede, e questo non perché “l’aiuto psicoterapico non serve poi a molto” ma perché le aspettative sono inadeguate e per-vertite rispetto ai nostri autentici bisogni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel dire che ogni persona, amica o conoscente, alla quale ci rivolgiamo può dare comunque anche dei buoni consigli, tuttavia occorre ricordare che un aiuto non vale l’altro e soprattutto, cosa quanto mai importante, attribuire le rispettive competenze e riconoscere le figure professionali qualificate a rispondere alle nostre esigenze, è il primo passo per un cammino di stima e rispetto verso noi stessi e gli altri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È necessario, a questo punto, sfatare un’altro luogo comune purtroppo molto diffuso, che considera chi si rivolge allo psicologo una persona “ malata”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo giudizio va visto come il retaggio di un’ancestrale paura ed  ignoranza nei confronti della malattia mentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La capacità di rivolgersi ad uno psicoterapeuta in un momento di bisogno, quindi il saper chiedere aiuto, è indicativo di un  grado di evoluzione e consapevolezza che fa la differenza tra chi è sano e chi è malato.    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vera patologia sta in chi non sa riconoscere la propria sofferenza e il proprio bisogno di aiuto.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicoterapia è  un viaggio. Qualunque sia il punto di partenza è un viaggio verso un paese il più straordinario e affascinante che abbiate mai conosciuto e nello stesso tempo uno dei territori più lontani e sconosciuti che esistano: noi stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da autentici viaggiatori bisogna partire con l’umiltà di chi non sa. Bagaglio leggero, disponibili a liberarsi dalle zavorre mano a mano che si procede, affidandosi &lt;br /&gt;all’ignoto, in compagnia della  paura che è sempre presente in un viaggio verso territori sconosciuti. &lt;br /&gt;Imparando,strada facendo, che la paura appartiene all’Io, cioè a quella parte di noi che crede di sapere cos’è meglio per noi stessi. Scoprendo invece  il  coraggio di procedere con l’unico desiderio, quello di riconoscere la vibrante unicità che ci appartiene.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ proprio lei infatti, la molla che fa si che il viaggio abbia inizio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Affidandoci  a ciò che di noi non sappiamo, impareremo ad assecondare  l’istinto infallibile che ci abita e che sa quando è tempo di imparare a dialogare con se stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saremo  noi a decidere la destinazione, noi a scegliere il paesaggio da visitare tra i tanti  possibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo psicoterapeuta ci accompagna, fa del nostro viaggio il suo viaggio, è un compagno che ci incoraggia, ci aiuta a comprendere ciò che non è possibile capire, ad accettare la paura, ad allontanare il giudizio da ciò che scopriremo di noi stessi per rivelarci la meraviglia dei nostri paesaggi interiori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sarà lo psicoterapeuta ad imporre il passo né  a decidere la meta. Non combatterà  le nostre battaglie, ma ci passerà le armi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non  giudicherà le nostre difficoltà né facili né difficili; esse sono come noi le &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;viviamo. Non considererà la nostra vita ne bella né brutta, ma semplicemente Nostra e, in quanto tale, unica e degna di attenzione e accoglimento. Non ci darà la soluzione, ma farà in modo che ognuno di noi possa trovare dentro di se il “come fare”. La nostra sarà” un’alleanza terapeutica”.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi non ha mai avuto bisogno di una guida! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi potrebbe farne a meno nel viaggio più avventuroso ed affascinante che esista?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perfino Dante, il Sommo Poeta, si fece accompagnare da Virgilio nella sua discesa agli inferi, metafora di ogni viaggio che si compie in ciò che è oscuro ed ignoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La “Divina Commedia” infatti, oltre a rivelarci che la consapevolezza e la conoscenza sono la base di qualsivoglia percorso umano “ fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza”.(Inferno, canto XXVI), sta a suggerire l’importanza che un tale cammino si compia in compagnia di una guida, che ci conduca  negli inferi  con in tasca il biglietto per il  ritorno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-4071725717723517588?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/4071725717723517588/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/04/psicoterapia-cosa-serve.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4071725717723517588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4071725717723517588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/04/psicoterapia-cosa-serve.html' title='Psicoterapia, a cosa serve'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-xIoQYmd3bR8/Ta6xYbL1n_I/AAAAAAAAAI0/jEcsEAjnyW8/s72-c/william_bouguereau_041_dante_e_virgilio_all_inferno_1850.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-1649492576051764617</id><published>2011-04-20T02:30:00.000-07:00</published><updated>2011-04-20T02:36:38.642-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salute'/><title type='text'>Tea time</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-iq6URLTHCsM/Ta6ods7JE9I/AAAAAAAAAIk/xSaa2SflHkA/s1600/varie%2B097.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-iq6URLTHCsM/Ta6ods7JE9I/AAAAAAAAAIk/xSaa2SflHkA/s320/varie%2B097.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597596615096996818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Tea Time&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Valeria Vicentini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Valeria Vicentini laureata in DAMS Teatro all'università di Bologna e autrice con Amedeo Sandri del libro Mangiare Veneto: sette province in Cucina, da alcuni anni si occupa dello sviluppo prodotti per l'azienda del padre, importatrice esclusiva del Tè Mlesna in Italia. &lt;br /&gt;Grazie al lavoro ha avuto l'occasione di compiere un lungo viaggio in Sri Lanka che l'ha portata ad approfondire la conoscenza del tè in tutti i suoi aspetti aumentando la sua passione per questa antichissima bevanda. In attesa appunto che esca il suo primo libro sull'argomento, ci accompagnerà con questa piccola rubrica alla scoperta del mondo del tè e dei suoi segreti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ero piccolina il tè con i biscotti era la merenda del pomeriggio per eccellenza, la mia nonna lo preparava con il limone e lo zucchero, e sicuramente non si chiedeva di che tipo fosse: al supermercato se ne trovava uno solo, il tè nero, ma lo si chiamava semplicemente tè, era solamente in bustina e per molti la sua unica funzione era quella di far passare il mal di pancia.&lt;br /&gt;Del resto l'Italia è da sempre un paese coffee-drinker: i cosiddetti tea-drinker, come ad esempio l'Inghilterra, la Russia, la Cina e l'India, consumano fino a 2 kg di tè pro capite all'anno, mentre gli italiani in media non superano i 150 grammi.&lt;br /&gt;Tuttavia negli ultimi 20 anni molte cose sono cambiate: la Cina si è aperta al mondo permettendoci di scoprire il benefico tè verde, abbiamo visto spuntare nelle grandi città negozi specializzati nella vendita di tè sfuso e si sono moltiplicate le pubblicazioni volte a svelare i segreti di questa esotica bevanda che prima consideravamo sommariamente “inglese”. Insomma la sete di tè sta crescendo anche negli italiani stimolata dalla diffusione di una “cultura del tè”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cominciamo quindi il nostro viaggio alla scoperta della bevanda più bevuta al mondo (dopo l'acqua!) partendo da un problema quotidiano spesso sottovalutato e cioè: come si prepara una buona tazza di tè?&lt;br /&gt;Forse non tutti sanno che il fondamentale punto di partenza è l'acqua, chiamata infatti la “madre” del tè.&lt;br /&gt;Secondo Lu Yu, il filosofo cinese che nel VIII secolo d.C. scrisse il Canone del Tè, l'acqua ideale è quella di montagna proveniente dallo scioglimento della neve e delle stalattiti. Ora, senza arrivare a tanto, basterebbe usare acqua pura e leggera, cioè con un PH quasi neutro (da 6,5 a 7), un basso residuo fisso e una presenza di carbonato di calcio inferiore ai 300 mg/l. &lt;br /&gt;E' possibile trovare sul mercato acque in bottiglia con queste caratteristiche, ma il mio consiglio è quello di usare l'acqua del rubinetto filtrata: esistono depuratori da installare direttamente al rubinetto oppure pratiche caraffe filtranti; questi sitemi oltre ad essere più comodi e alla lunga più economici sono anche rispettosi dell'ambiente evitando lo spreco di bottiglie di plastica.&lt;br /&gt;L'importante è ricordare che quando il nostro infuso forma una pellicola opaca sulla superficie significa che l'acqua è troppo dura e calcarea: allora è inutile comprare tè di alta qualità perché il risultato sarà comunque mediocre, al contrario un tè di bassa qualità infuso in una buona acqua può  addirittura sembrare migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo elemento da considerare è la temperatura di infusione: i tè neri e oolong vanno infusi a 95°C, quelli verdi introno ai 70°C e quelli bianchi a 60°C. Se non si vogliono acquistare dei termometri appositi (molto costosi) l'ideale è prestare attenzione alle diverse fasi di bollitura. Diceva LuYu: “Quella con bolle simili a occhi di pesce e suono debole è considerata prima bollitura, quella in cui le bolle simili a perle di una collana, si raccolgono lungo il bordo del recipiente come in una sorgente gorgogliante è considerata la seconda bollitura, quella simile a marosi che montano e onde che si infrangono è considerata la terza bollitura”. La prima, detta anche acqua “bambina”, non è usata per nessun infuso perché non è salutare, la seconda definita “matura” è ideale per i tè verdi e lasciata raffreddare un paio di minuti va bene per i tè bianchi, la terza è sulla soglia dei 100°C e va benissimo per i tè neri e oolong. Si consiglia di non lasciare l'acqua a bollire a lungo altrimenti “invecchia” e non è più utilizzabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di procedere all'infusione si dovrebbe scaldare la teiera sciacquandola con un po' di acqua calda; quindi vi si mette un cucchiaino di tè sfuso per ogni tazza (ma la quantità va provata e definita secondo il gusto personale) e poi si versa l'acqua calda con movimento circolare in modo da bagnare bene tutte le foglie. In Cina per i tè verdi si usa fare prima un veloce risciacquo delle foglie versandovi un po' di acqua calda che viene subito buttata, questo serve a pulire il tè dalle impurità e a togliere l'amaro all'infuso. &lt;br /&gt;Le foglie vanno quindi lasciate in infusione dai 3 ai 5 minuti in base all'intensità che si vuole ottenere. Se si usano i filtri preconfezionati il concetto non cambia, solo i tempi sono più veloci perché il tè all'interno è sminuzzato e quindi infonde più rapidamente.&lt;br /&gt;Ottenuta l'intensità desiderata si possono rimuovere le bustine o filtrare le foglie, che se sono di buona qualità possono essere usate una seconda volta. E' importante non lasciare troppo a lungo il tè in infusione altrimenti il gusto sarà amaro; e ovviamente non bisogna mai bollire le foglie con l'acqua!&lt;br /&gt;A questo punto possiamo servire il tè avendo l'accortezza di versarlo con un flusso regolare e dall'alto, cioè tenendo la teiera quanto più lontana dalla tazza di modo che cadendo l'infuso si ossigeni sprigionando tutto il suo aroma.&lt;br /&gt;Ultima accortezza: il tè col tempo ossida sviluppando degli acidi che possono infastidire gli stomaci più delicati, pertanto è meglio berlo sempre appena fatto e mai cadere nella tentazione di riscaldare un tè che si è raffreddato!&lt;br /&gt;In fondo, preparare un buon tè non è poi così lungo e complicato come può sembrare, vedrete che in poco tempo diventerà un abitudine e la soddisfazione del palato sarà tale che vi chiederete come avete fatto ad accontentarvi finora!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-1649492576051764617?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/1649492576051764617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/04/tea-time.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/1649492576051764617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/1649492576051764617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/04/tea-time.html' title='Tea time'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-iq6URLTHCsM/Ta6ods7JE9I/AAAAAAAAAIk/xSaa2SflHkA/s72-c/varie%2B097.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-3039946037424980624</id><published>2011-02-15T02:52:00.000-08:00</published><updated>2011-02-15T02:58:14.034-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fisioterapia'/><title type='text'>Amore e sessualità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-bNmWZLyDcTI/TVpcG5Z0CnI/AAAAAAAAAIM/NJAM_ZAlmWM/s1600/annie_hall_kobal-9239.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 198px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-bNmWZLyDcTI/TVpcG5Z0CnI/AAAAAAAAAIM/NJAM_ZAlmWM/s320/annie_hall_kobal-9239.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573868762382469746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Amore e sessualità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dott.ssa Stella de Chino - fisioterapista&lt;br /&gt;info@stelladechino.net&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il sesso senza amore è un’esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote è una delle migliori. Woody Allen&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quale uomo non si troverebbe d’accordo con questa frase?&lt;br /&gt;Le donne invece avrebbero qualche resistenza.&lt;br /&gt;Ma quando in una donna si fa strada la certezza di non aver vissuto pienamente la propria sessualità  il rischio di rottura di un rapporto anche lungo è altissimo&lt;br /&gt;E’ con questa consapevolezza che molte donne verso i 40 anni vanno in crisi.&lt;br /&gt;Una vita passata a considerare il sesso come qualcosa di poco importante, di secondario all’amore e improvvisamente si scopre di non conoscersi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“ Quando una donna ti chiede cosa le sta succedendo, vuol dire che è già successo con un altro”. Roberto Gervaso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Reduci spesso di “un unico amore” adolescenziale, sposate senza aver fatto molte altre esperienze,  le donne si pongono, nel mezzo dal cammin della loro vita, (che per i cinesi corrisponde alla massima potenza sessuale femminile) domande molto profonde sulla sessualità e sull’amore.&lt;br /&gt;Alcune di queste domande sono:&lt;br /&gt;“Ma l’orgasmo…cos’è?”&lt;br /&gt;“Posso darmi piacere da sola?”&lt;br /&gt;“Perché non sento la mia vagina e il mio clitoride si?”&lt;br /&gt;“Perché il mio clitoride è ipersensibile?”&lt;br /&gt;“Ho orgasmi notturni ma non riesco a raggiungerli con il mio partner…”&lt;br /&gt;“Dipende da me o da lui?”….&lt;br /&gt;Intuire che la sessualità non è di minor valore dell’amore e che un’amore senza corpo non è amore può davvero minare una relazione ma è espressione di un grande balzo di consapevolezza nel proprio percorso personale.&lt;br /&gt;Io accolgo con gioia questi risvegli e per quello che mi è possibile accompagno nel percorso di scoperta.&lt;br /&gt;A volte in questo percorso un ruolo importante lo gioca un nuovo amore…una persona che improvvisamente risveglia quella sessualità che era assopita sotto la cenere di una relazione senza passione.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Mi sa che il vero uomo è un pò come l'apparizione di un UFO, tutte un pò ci credono, tutte un pò ne parlano, ma nessuna giurerebbe davvero di averlo visto." Luciana Litizzetto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Luciana Litizzetto rappresenta l’archetipo di un femminile disilluso, che ironicamente “accetta” i limiti di un maschile mai sufficientemente “adeguato” ai bisogni sessuali ed affettivi di una donna matura.&lt;br /&gt;Spesso “la fuga” del cinquantenne verso la donna molto più giovane nasconde la paura verso l’essere complesso che si ha davanti a sé.&lt;br /&gt;Ma cosa cerca una donna nel sesso? Dagli scritti delle donne che partecipano ai miei corsi emerge spesso un forte bisogno di “sensualità”, di carezze diffuse in  tutto il corpo, di baci lenti, di mani esperte e attente. La donna cerca nel maschio quella qualità tanto cara ai taoisti che è la presenza, per poter sperimentare poi  l’essenza femminile, cioè l’abbandono.&lt;br /&gt;Come posso lasciarmi andare se non sento nel mio patner la capacità di accogliermi?..come posso staccare il cervello se sento fretta, ansia e agitazione?&lt;br /&gt;Frasi tipo “gli dico spesso che i miei capezzoli non sono le manopole di una radio!” mi fanno sorridere ma mi intristiscono anche.&lt;br /&gt;La presenza maschile richiede che il lavoro rimanga fuori dalla porta della camera da letto e che si sia disposti a “sentire” il corpo della compagna nella sua totalità. Richiede l’abbandono degli stereotipi pornografici per andare alla scoperta del proprio “personale stile di contatto”.&lt;br /&gt;Quante donne sognano un uomo che le messaggi…che le accarezzi ovunque senza fretta?&lt;br /&gt;Ogni donna ha una sua “velocità di eccitazione” e aria fuoco e terra.&lt;br /&gt;Una donna di natura fuoco si accende in fretta, è un po’ come un turbo e cerca un uomo che tenga il suo ritmo.&lt;br /&gt;Una donna di natura “terra” è sensuale e lenta…cerca seduzione, sfioramenti e carezze e raggiunge il piacere molto lentamente..Ama il dopo orgasmo e resterebbe a letto a lungo.&lt;br /&gt;Una donna aria viene attratta nei pensieri e sedotta mentalmente  prima che fisicamente.&lt;br /&gt;Ha bisogno di sentirsi affine nel dialogo e nella visione del mondo e delle cose per poter percepire il richiamo della foresta.&lt;br /&gt;Ma ogni donna poi è tutte e nessuna delle precedenti nature…Universo complesso e affascinate per chi voglia smettere di vederla solo come “gnocca”.&lt;br /&gt;Il vero uomo è quello che non direbbe mai “me la dai?” ma che vuole TE  tutta intera, non un pezzo di te.&lt;br /&gt;E’ quello che ti guarda negli occhi e entra dentro di te prima da li.&lt;br /&gt;Un’ utopia?&lt;br /&gt;Assolutamente no…semplicemente un uomo in cammino, non ancorato a schemi sicuri di seduzione ma sempre disponibile al cambiamento perchè anche se ama un'unica donna è consapevole che non è mai la stessa, muta e si trasforma continuamente e la sessualità con lei si evolve.&lt;br /&gt;Un vero uomo non rifiuta il cambiamento, non è statico,ma si rinnova.Luciana…anche gli UFO prima o poi, atterrano. Te lo assicuro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Legare l’amore al sesso è stata una delle trovate più bizzarre del Creatore." Milan Kundera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E’ bizzarro si pensare che sesso e amore debbano prima o poi connettersi poiché nel nostro immaginario si associa la sessualità a qualcosa di estremamente carnale e animalesco.&lt;br /&gt;Se da un lato le prime esperienze sessuali sono spesso vissute come scoperta e scarica di energia in esubero man mano che la persona si evolve e matura il desiderio di vivere il sesso come ponte per esperienze più profonde si fa maggiore.&lt;br /&gt;Molte sono le donne che venute a cercarmi per una problematica uroginecologica chiedono poi quelle cose che non hanno mai avuto modo di chiedere a nessuno.&lt;br /&gt;Se il maschile tende spesso ad accontentarsi il femminile è più inquieto e chiede, chiede insistentemente: ma si può “sentire di più”? Si può coinvolgersi in modo diverso?&lt;br /&gt;Legare sesso e amore è bizzarro perché il sesso ci è sempre stato presentato come qualcosa di “sporco” o molto simile al mangiare: fatto per soddisfare bassi appetiti.&lt;br /&gt;Eppure nella culture orientali la sessualità è strumento per accedere al sacro.&lt;br /&gt;Forse è il nostro concetto di Amore che va cambiato. Amore non come platonico affetto, come rispetto e dedizione..o almeno non solo questo.&lt;br /&gt;Amore come legame profondo che non vuole barriere…teso alla continua reciproca scoperta.&lt;br /&gt;Amore come anelito di simbiosi momentanea dove da due si diventa UNO.&lt;br /&gt;Sessualità come INCONTRO DI ANIME E DI CORPI. Sessualità come occasione per levarci la maschera e mostrarci per quello che siamo davvero: nudi, dentro e fuori.&lt;br /&gt;E nell’incontro con l’altro incontrare anche i nostri bisogni, le nostre paure e pudori. &lt;br /&gt;Può esserci sesso senza amore certo. Anche del buon sesso. Dell’ottimo sesso.&lt;br /&gt;Ma deve comunque crearsi INTIMITA’… e se ci crea…anche se non vogliamo ammetterlo una forma d’amore c’è perché permettiamo all’altro di entrare dentro di noi, nel nostro profondo, in quella sfera che condividiamo solo con noi stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Amore è stare svegli tutta la notte con un bambino malato. O con un adulto molto in salute." David Frost&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Alla fine di questo piccolo viaggio qualche suggerimento per una sessualità amorosa più completa.&lt;br /&gt;La vita inizia e finisce con un respiro…perché fare l’amore in apenea? Ricordiamoci che se si porta più consapevolezza al respiro si sente molto di più e si pensa molto di meno.&lt;br /&gt;La lentezza aumenta le percezioni: gli stereotipi pornografici non corrispondono molto alla fisiologia umana……più lentamente si tocca e più profondo è il godimento.&lt;br /&gt;L’eiaculazione precoce sembra associata alla masturbazione turbo appresa in adolescenza per non farsi scoprire: investi in salute, godi lentamente.&lt;br /&gt;I preliminari non sono mai troppi:  quando ‘è confidenza si tende a saltarli. Ma la vagina  reagisce all’eccitazione modificandosi e allungandosi, predisponendosi al rapporto. Quante donne con problematiche anche lievi (prolasso, infiammazioni vulvari), potrebbero godere comunque se solo il patner avesse queste piccole attenzioni?&lt;br /&gt;Le zone erogene sono diffuse: esploriamole con fantasia. C’è una così scarsa conoscenza del corpo nella nostra società che si finisce con il toccare i soliti tre punti. Prendiamo dell’olio da massaggio e proviamo a toccare ed esplorare TUTTO il corpo. Variamo “gli stili di tocco”: lento, veloce, superficiale, profondo. &lt;br /&gt;Venire è un verbo orribile, dovendosi riferire a un momento estatico. Edmund Wilson&lt;br /&gt;Concludiamo parlando di orgasmo. La frase che ho citato è davvero bella.La parola venire non rende le percezioni che un orgasmo veicola.&lt;br /&gt;L’orgasmo infatti può  avere diversi livelli di intensità a seconda del grado di coinvolgimento e di consapevolezza corporea.&lt;br /&gt;Si può percepire solo a livello genitale.O può coinvolgere tutto l’essere della persona  portando a stati estatici.&lt;br /&gt;Orgasmo di valle o orgasmo multiplo sono le espressioni che definiscono quello stato di profonda beatitudine e di piacere senza picchi ma continuo che si raggiunge facendo l’amore a lungo, coinvolgendosi, respirando, nella lentezza, insomma con quelle caratteristiche di cui abbiamo parlato prima.&lt;br /&gt;Orgasmo utero annessiale per la donna significa piacere che si prolunga fino all’ultero e lascia un senso di profonda gratitudine verso il compagno e appagamento duraturo.&lt;br /&gt;Orgasmo solo clitorideo descrive un piacere più superficiale simile all’orgasmo solo genitale maschile. Soddisfa momentaneamente ma dopo un po’…si ha di nuovo fame.&lt;br /&gt;Riconoscere e comprendere  la qualità del piacere è una bella sfida perle coppie che desiderano amarsi non solo a San Valentino.&lt;br /&gt;Consiglio a tutti la lettura di un meraviglioso libro di Jacopo Fò, La scopata galattica. Non è quello che può sembrare, ma illumina menti corpi e cuori sulla connessione profonda che c’è fra Sesso e amore.&lt;br /&gt;Buon San Valentino!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Prossime Iniziative in programma: &lt;br /&gt;Maschio e femmina li creò: la percezione dell’area pelvica per il benessere sessuale e uro genitale. Stage di 4 ore domenica 20 febbraio,  dalle 9 alle 13. Necessaria iscrizione. Aperto anche ai maschietti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corso Perineo e sessualità: viaggio attraverso i 4 elementi. Percorso di consapevolezza corporea al femminile attraverso la danza e la voce. Inizio martedì 22 febbraio dalle 19 alle 20.30. Necessaria iscrizione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-3039946037424980624?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/3039946037424980624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/02/amore-e-sessualita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3039946037424980624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3039946037424980624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/02/amore-e-sessualita.html' title='Amore e sessualità'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-bNmWZLyDcTI/TVpcG5Z0CnI/AAAAAAAAAIM/NJAM_ZAlmWM/s72-c/annie_hall_kobal-9239.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-1119039142018708407</id><published>2011-02-15T02:50:00.000-08:00</published><updated>2011-02-15T02:52:32.441-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia'/><title type='text'>Camera con vista</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-j2OQsZo4HtQ/TVpavBCoWsI/AAAAAAAAAIE/GqQAar79rPE/s1600/paris%2Blove.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-j2OQsZo4HtQ/TVpavBCoWsI/AAAAAAAAAIE/GqQAar79rPE/s320/paris%2Blove.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573867252604230338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;AmoreMente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Max Cipelletti&lt;br /&gt;massimo.cipelletti@email.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo si cita ogni giorno in infinite situazioni, le più svariate ed improbabili: il principe dei sentimenti. Forse sempre più inflazionato quanto bistrattato dalle occasioni che lo chiamano in causa come sublime protagonista e poi lo riducono ad un misero partecipante.&lt;br /&gt;L’amore mantiene in vita il mondo ma non sempre lo muove giacché a farlo sono frequentemente i suoi antagonisti più brutali. Cosa sarebbe una poesia senza di lui?, quante canzoni ruotano attorno ad esso?, e se dovessimo elencare i film che gravitano sull’amore? Primo attore indiscusso ed oggetto di studio da sempre, poiché generatore di comune curiosità ed interesse.&lt;br /&gt;Eppure ogni volta si manifesti riesce a sorprendere, a stravolgere la quotidianità, lasciando traccia indelebile in ciò che diverrà il nostro passato, e facendoci dimenticare del futuro. Galvanizza sul presente come se il resto divenisse accessorio, o, meglio ancora, inesistente. Qualcuno addirittura asserisce che l’amore serve per poter accettare la nostra mortalità, in quanto avendolo vissuto ci consente di essere sereni nei confronti della conclusione della vita terrena. Pensiamo che potenza esso può avere.&lt;br /&gt;Talora crea delle problematiche, anche enormi: di sofferenza, di stravolgimento degli equilibri vitali, ed anche economici; ma nonostante tutto questo e molto di più, la maggior parte delle persone lo ricerca sempre, spera di esserne colto per vivere forti emozioni che solo lui può donare.&lt;br /&gt;Quello che la nostra società compie nei confronti del più nobile dei sentimenti è, però, uno sgarbo, dacché viene sempre più ostentato, esplicitato ed esternato, quando la sua natura sarebbe afferente alla sfera della privatezza. Basti pensare all’abuso che se ne fa nel mondo del gossip, dove viene annunciato e sbattuto in prima pagina, soprattutto quando presunto; lo si svilisce facendolo divenire protagonista di aneddoti dove nessuna è l’attinenza. Troppo frequentemente snaturato anche in televisione, solo usato a fini di audience; travisando la sua essenza e diffondendo un’interpretazione viziata che non fa onore alla potenza di questo sentimento.&lt;br /&gt;Molteplici sono le sue forme espressive ed i contesti ove si manifesta, ogni volta con effetto unicità e nuovo fascino: al di là che sia una realtà collettiva o individuale. E ognuno di noi può apportare qualcosa di inedito ed originale che va ad impreziosire il suo valore, esaltandolo sempre di più, come fosse una spirale che si autoalimenta.&lt;br /&gt;Tutti trattano l’amore: i poveri, la chiesa, gli orientali, i ricchi, la politica, gli intellettuali, gli occidentali. Tutti lo attraversano, lo vivono, ci aspirano; almeno qualche volta nella propria vita. L’esperanto dei sentimenti, ma assai più diffuso. Tutti se ne illudono ma sempre meno lo rispettano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-1119039142018708407?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/1119039142018708407/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/02/camera-con-vista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/1119039142018708407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/1119039142018708407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/02/camera-con-vista.html' title='Camera con vista'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-j2OQsZo4HtQ/TVpavBCoWsI/AAAAAAAAAIE/GqQAar79rPE/s72-c/paris%2Blove.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-7088058070551667312</id><published>2011-02-15T02:40:00.000-08:00</published><updated>2011-02-15T02:49:57.316-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia'/><title type='text'>Amore e mente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-vukdGM5SGWk/TVpZHVKxaFI/AAAAAAAAAH8/-x8ItLBKnLo/s1600/16898735.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 283px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-vukdGM5SGWk/TVpZHVKxaFI/AAAAAAAAAH8/-x8ItLBKnLo/s320/16898735.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573865471300692050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Eros e Psiche polarità della dimensione mitica dell’amore&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;antonia.murgo&lt;br /&gt;psicologa e psicoterapeuta specializzata in psicosomatica- istituto Riza di Milano&lt;br /&gt;Riceve a Padova &lt;br /&gt;338 4264513&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Georges Bataille, in una delle sue opere magistrali, L’erotismo(1969),esordisce in questo modo: &lt;br /&gt; L’erotismo si può dire,innanzitutto,che esso è l’approvazione della vita dentro la morte […] ciò  che differenzia la semplice attività sessuale dall’erotismo è una ricerca psicologica indipendente  dal fine naturale insito nella riproduzione…&lt;br /&gt; Eros è la personificazione della forza irresistibile che spinge gli esseri umani l’uno verso l’altro.&lt;br /&gt; Ed è come ci ricorda Platone nel – Convito-,un possente demone intermediario tra la natura della divinità e quella dell’uomo mortale, capace di colmare il distacco fra l’una e l’altra.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il concetto di  polarizzazione è espresso in molti miti,fra questi in modo più efficace nel mito che in origine  l’uomo e la donna erano un unico essere,che furono tagliati a metà,e da allora ogni &lt;br /&gt; maschio è alla ricerca della parte femminile di se stesso, in modo da potersi riunire con essa.  &lt;br /&gt; Nella favola di Apuleio,questo mito viene approfondito, dando origine ad un racconto  &lt;br /&gt;di inesauribile ricchezza simbolica.&lt;br /&gt; Eros e Psiche, i protagonisti della favola di Apuleio  appartengono a mondi totalmente diversi , le &lt;br /&gt;loro identità sono differenti , il loro destino è diverso.Infatti Eros appartiene al mondo degli dei, Psiche al mondo degli umani, eppure Eros per certe sue debolezze ci appare più simile ad un uomo che ad un Dio,Psiche dal canto suo, possiede una bellezza talmente straordinaria da venir assimilata ad una Dea a tal punto, da diventare oggetto di culto e di venerazione. &lt;br /&gt;Apuleio ci presenta dei personaggi che sebbene riconoscibili nei ruoli  prestabiliti, contengono i semi di una contaminazione dell’altro,che li destinerà a ri-trovare una nuova identità. &lt;br /&gt;Il narratore  pone le basi per un racconto che non si limita al fatto in sé, ma utilizza il mito per dialogare con l’inconscio dell’uomo che in esso si riflette.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In effetti Eros e Psiche non sono altro che  polarità,due differenti metà della stessa unità ,unità partecipe di ogni essere umano e ciò che si rappresenta all’interno di queste due immagini è il racconto di un processo di  riunificazione possibile solo con l’amore. Ciò che la ragione coglie come dissonante,l’amore porta a compimento.   &lt;br /&gt; Ed è appunto l’amore con la sua cieca indifferenza alle convenzioni, a sovvertire il senso banale  della vita e ad invitarci ,con la straordinaria energia sovvertitrice di ogni ordine dato, ad  approdare,ad altro da quello che siamo, per giungere al nostro –essere- più  autentico.  &lt;br /&gt; Amare significa ,allora, ri-trovare la propria identità ovvero chi ama sperimenta sempre se stesso nell’amore.    &lt;br /&gt; Eros e Psiche si desiderano, nel buio della loro inconsapevolezza.&lt;br /&gt; Psiche condannata a vivere in un paradiso allucinato di voci ed Eros incapace di separarsi dal fanciullo che è.&lt;br /&gt;Ciò che sanno di loro è il già dato. Essi vivono divisi ed inconsapevoli,in un tempo ed uno spazio separato. Desiderano l’amore proteggendo le loro identità. &lt;br /&gt; Ma in Psiche si fa strada il desiderio di scoprire l’arcano,perchè l’amore, per essere vissuto,chiede  &lt;br /&gt;di poter accedere all’identità dell’altro,non ammette nascondigli, bensì  spoliazioni.&lt;br /&gt;Afferma Platone nel Simposio:La nostra natura antica era cosìfatta e noi eravamo intesi alla brama e  all’insegnamento della interezza ; orbene a questa tensione tocca il nome di Amore.&lt;br /&gt; Psiche inizia questo cammino di conoscenza, come hanno inizio tutti  i percorsi di &lt;br /&gt;conoscenza:disobbedisce. Non sta alle regole.&lt;br /&gt; Svelando a se stessa il mistero compie l’unico atto che le permetterà di aprirsi all’amore  rompe il patto e accede così all’identità dell’altro,( e così facendo alla propria).&lt;br /&gt; Perde se stessa,o quello che era stata fino a quel momento ed  inizia un percorso di ricerca non di ciò che ha perduto bensì di ciò che non sa di sé.”Nella mia esitazione c’è il dramma di ogni trascendenza che consiste nel sapere qualcosa di sé per dono dell’altro”.-(Galimberti,1983)&lt;br /&gt;Passione è patire l’altro,è soffrire la possibilità che il trascendermi(il mio divenire) dipenda dalla libertà dell’altro.     &lt;br /&gt;Psiche compie quello che, in termini analitici, si definisce un percorso di individuazione e giunge all’amore non più da essere amato ma da  essere in grado di amare.&lt;br /&gt;E.Fromm-Nell’Arte di Amare-(1956) “Ogni tentativo d’amare è destinato a fallire se non si cerca di sviluppare più attivamente la propria personalità;…che la soddisfazione nell’amore individuale, non può essere raggiunto senza la capacità di amare il prossimo con umiltà, fede e coraggio. Senza &lt;br /&gt;queste virtù è impossibile amare veramente.”&lt;br /&gt;Allora  Psiche si metterà in cammino per ricongiungersi ad Eros e sarà pronta per affrontare le &lt;br /&gt;difficili prove che incontrerà sul suo cammino, con coraggio umiltà e determinazione.&lt;br /&gt;Afferma M.Esther Harding-I Misteri della Donna- 1971”se l’uomo vuole raggiungere la totalità &lt;br /&gt;deve affrontare lealmente la propria mancanza di integrità. Il suo conflitto interiore verrà risolto &lt;br /&gt;soltanto quando avrà stabilito un rapporto con entrambe le parti di se stesso e si sarà riconciliato con &lt;br /&gt;questi poteri regolatori della psiche, i principi maschile e femminile, che sono inerenti alla natura di &lt;br /&gt;ogni individuo.”  &lt;br /&gt;Psiche in nome di un amore divenuto consapevolezza  affronterà umiliazioni,solitudine,disperazione &lt;br /&gt;e conclusiva metafora,affronterà tutto questo, gravida di un figlio.&lt;br /&gt;Il progetto di vita che Psiche porta con sé è una nuova visione del mondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-7088058070551667312?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/7088058070551667312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/02/amore-e-mente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/7088058070551667312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/7088058070551667312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/02/amore-e-mente.html' title='Amore e mente'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-vukdGM5SGWk/TVpZHVKxaFI/AAAAAAAAAH8/-x8ItLBKnLo/s72-c/16898735.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-8080304192647074642</id><published>2011-02-15T02:33:00.000-08:00</published><updated>2011-02-15T02:38:42.260-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutrizione'/><title type='text'>Il broccolo fiolaro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-_Z9B1EE1Whk/TVpXdADOfoI/AAAAAAAAAH0/BlCS9H6J9_c/s1600/BROCCOLO%2Bfiolaro.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-_Z9B1EE1Whk/TVpXdADOfoI/AAAAAAAAAH0/BlCS9H6J9_c/s320/BROCCOLO%2Bfiolaro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573863644565765762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Elogio… al broccolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dr.ssa Loredana Circi        &lt;br /&gt;Biologa nutrizionista       &lt;br /&gt;email.loredana.circi@tiscali.it&lt;br /&gt;         &lt;br /&gt;Esiste una particolare famiglia di ortaggi, le Brassicacee, che ci accompagnano durante tutto il periodo invernale. La loro raccolta, infatti, ha inizio ai primi di novembre e si protrae per tutto febbraio. Non temono il gelo, anzi, se questi ortaggi vengono “brumati”, risultano più teneri. &lt;br /&gt;Alla famiglia delle Brassicacee appartengono gli ortaggi che noi riconosciamo nelle bancarelle dei mercati come cavolo, cavolfiore, broccoli, broccoletti.&lt;br /&gt;Se , voi lettori, avete avuto occasione e curiosità di accedere alla visione di “Progetto benessere”, la nuova trasmissione su web di viavaimagazine ( basta collegarsi al sito), vi sarete accorti che la mia attenzione dal punto di vista nutrizionale, si è riversata su una particolare varietà di queste Brassicacee, il Botrytis cauliflaura, ovvero Il Broccolo fiolaro.&lt;br /&gt;Questo nome deriva dalla presenza attorno al nucleo centrale (che non diventa mai duro) dei “fioi”(figli),ovvero germogli di consistenza erbacea che crescono lungo il fusto e all’ascella delle foglie.&lt;br /&gt;Il broccolo fiolaro ,decantato già dai cronisti ottocenteschi, trova il suo ambiente produttivo d’elezione nelle “terre bianche” ( per il suolo sabbioso-limoso o calcareo), delle colline di Creazzo, paese che si estende a ponente di Vicenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suolo, la temperatura, la naturale difesa dal gelo che attua questa pianta sempreverde, limitando i processi biologici, sono determinanti per conferire al broccolo fiolaro quelle caratteristiche bromatologiche e organolettiche che lo contraddistinguonoanche dalle altre brassicacee e che lo elevano nella “sfera” di quegli alimenti dotati di proprietà salutari ben riconosciute anche dalla moderna medicina.&lt;br /&gt;Vediamo allora quali sono queste proprietà:&lt;br /&gt;-Il broccolo fiolaro, è un ortaggio molto ricco di potassio, circa 350 mg/100 gr, quindi considerato che il potassio interviene nel regolare la pressione arteriosa, questo vegetale può contribuire a incentivare un abbassamento della stessa;&lt;br /&gt;- è ricco di Vitamine A,C,B1-B2,PP, di calcio, ferro, fosforo, zinco che vengono tutti assimilati molto bene dal nostro organismo in quanto il broccolo contiene una bassa concentrazione di OSSALATI, composti che in genere ne limitano la loro assimilazione ( una porzione di broccolo fiolaro fornisce un equivalente di Calcio pari a circa quello introdotto con una tazza quasi piena di latte, da qui l’importanza della possibilità di introdurre calcio anche tramite alimenti di origine vegetale e non solo animale, quindi alimenti che non forniscono colesterolo e grassi in genere).&lt;br /&gt;Spesso temuti e allontanati dalle cucine a causa dell’odore sgradevole che emanano durante la bollitura, i broccoli sono stati rivalutati proprio per la sostanza che causa quell’odore : Il SULFORAFANE. &lt;br /&gt;E’ questa una proteina solforata alla quale si attribuiscono proprietà antitumorali e preventive vista la sua  concentrazione circa 30-50 volte superiore a quella presente negli altri broccoli. L’alta concentrazione di antiossidanti ha inoltre attribuito al broccolo fiolaro proprietà antimutagene e antitumorali  specie nella prevenzione di tumori dell’apparato digerente, polmonare, del seno, della prostata e dell’endometrio.&lt;br /&gt;Estremamente povero di calorie ( circa 27 kcal/100 gr), è ingrediente ricercato in un’ampia gamma di ricette, dagli antipasti ai dolci, sino al gelato. Prova di tale versatilità in cucina si può avere visitando la Festa del Broccolo Fiolaro che si tiene ogni anno ai primi di febbraio a Creazzo, sin dal 2000.&lt;br /&gt;Il Broccolo Fiolaro si avvale della denominazione De.Co., cioè prodotti a denominazione comunale, frutti della terra che ,per  loro specificità territoriale, caratterizzano e qualificano il territorio stesso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-8080304192647074642?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/8080304192647074642/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/02/il-broccolo-fiolaro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8080304192647074642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8080304192647074642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/02/il-broccolo-fiolaro.html' title='Il broccolo fiolaro'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-_Z9B1EE1Whk/TVpXdADOfoI/AAAAAAAAAH0/BlCS9H6J9_c/s72-c/BROCCOLO%2Bfiolaro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-6405118804680614346</id><published>2011-02-10T03:21:00.000-08:00</published><updated>2011-02-10T05:35:11.954-08:00</updated><title type='text'>Schio - M'illumino di meno - 18 febbraio 2011</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-97q8iYC_dUI/TVPKqkCgaMI/AAAAAAAAAHs/rUBzYFy-5LY/s1600/art_37150_1_omo_illuminato.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 302px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-97q8iYC_dUI/TVPKqkCgaMI/AAAAAAAAAHs/rUBzYFy-5LY/s320/art_37150_1_omo_illuminato.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572019996564940994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;M'illumino di meno in Comune a Schio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Schio, sui pedali per illuminare l'Omo tricolore. Si cercano squadre. Anche&lt;br /&gt;la giunta in sella&lt;br /&gt;Venerdì 18 il M'illumino Mob con una grande dinamo fatta da quattro&lt;br /&gt;biciclette. Tante le iniziative in programma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quattro bici, una statua, tre colori e tante gambe che pedalano. Saranno&lt;br /&gt;questi gli ingredienti del M'illumino Mob di venerdì 18 febbraio, una gara&lt;br /&gt;a squadre per la produzione di energia a pedali che servirà ad illuminare&lt;br /&gt;di bianco rosso e verde la statua dell'Omo in piazza Rossi a Schio. Già&lt;br /&gt;aperte le iscrizioni per partecipare. I requisiti sono minimi: 4 persone e&lt;br /&gt;voglia di pedalare per 5 o 10 minuti. Come ogni gara che si rispetti non&lt;br /&gt;mancheranno i premi: alle squadre che percorreranno più chilometri (pur&lt;br /&gt;rimanendo ferme) andranno omaggi sostenibili (come dei caricabatteria del&lt;br /&gt;cellulare con pannello fotovoltaico). La grande dinamo con le 4 biciclette&lt;br /&gt;è stata realizzata da Comune di Schio e Ciclofficina. Anche la giunta&lt;br /&gt;comunale sta preparando la sua squadra per partecipare. Le iscrizioni&lt;br /&gt;vengono raccolte dal Servizio Ambiente del Comune oppure la sera stessa in&lt;br /&gt;piazza Rossi.&lt;br /&gt;“Siamo pronti a salire sui pedali per illuminare l'Omo e rilanciare il&lt;br /&gt;messaggio del risparmio energetico – sottolinea il sindaco Luigi Dalla Via&lt;br /&gt;– Sin dalla prima edizione il nostro Comune aderisce a M'illumino di meno:&lt;br /&gt;lo facciamo con la consapevolezza che è un impegno da portare poi avanti&lt;br /&gt;tutto l'anno in modo concreto, come amministratori e come cittadini.&lt;br /&gt;Utilizzare le biciclette per dare questo messaggio è un ulteriore modo per&lt;br /&gt;ribadire l'impegno dell'amministrazione per incentivare sempre più l'uso di&lt;br /&gt;questo mezzo e di una mobilità sostenibile. E' questo un nostro contributo&lt;br /&gt;al bene del paineta”.&lt;br /&gt;L'evento è una delle iniziative con le quali il Comune di Schio aderisce a&lt;br /&gt;“M'illumino di meno”, la giornata del risparmio energetico lanciata dalla&lt;br /&gt;trasmissione radiofonica Caterpillar. Il programma delle iniziative, al&lt;br /&gt;quale potrebbero aggiungersi ancora delle sorprese, prenderà il via&lt;br /&gt;mercoledì 16 febbraio alle ore 16 nella biblioteca civica di Schio con la&lt;br /&gt;presentazione del libro per ragazzi “Il clima” di Daniele Pernigotti. Alle&lt;br /&gt;20.30 il Lanificio Conte ospiterà la presentazione pubblica del primo&lt;br /&gt;inventario dei gas serra del Comune di Schio. Giovedì 17 alle 20.30, sempre&lt;br /&gt;al Conte, si parlerà invece di “Nucleare sì, nucleare no: opinioni a&lt;br /&gt;confronto”: interverranno Giulio Bettanini del Forum Nucleare Italiano,&lt;br /&gt;Davide Sabbadin di Legambiente Veneto, Fulvio Auriemma e Mario Dalla Palma&lt;br /&gt;del Consorzio RFX di Padova.&lt;br /&gt;La giornata di venerdì 18 si aprirà alle 9 nell'aula magna IPSIA Garbin con&lt;br /&gt;l'incontro per studenti “Le nuove frontiere della green economy”. Relatori&lt;br /&gt;saranno Andrea Lanaro di Alca Technology Schio e Vanni Lughi e Stefano&lt;br /&gt;Visintin della Facoltà di Ingegneria Materiali e Risorse Naturali di&lt;br /&gt;Trieste. Alle 18 l'appuntamento è in piazza Rossi per il M'illumino Mob con&lt;br /&gt;la statua dell'Omo che sarà illuminata di bianco rosso e verde grazie&lt;br /&gt;all'energia delle bici. Alle 21 infine al Teatro Astra spettacolo gratuito&lt;br /&gt;con il concerto “Il futuro del mondo” di Luca Bassanese e la Piccola&lt;br /&gt;Orchestra Popolare.&lt;br /&gt;Le iniziative sono organizzate da Comune di Schio, Ciclofficina,&lt;br /&gt;Legambiente, Tuttinbici FIAB ed EGS (progetto sul risparmio energetico cui&lt;br /&gt;partecipano le scuole del Campus).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo link un breve filmato di presentazione del M'illumino Mob con&lt;br /&gt;l'invito a partecipare alla "maratona del risparmio energetico" da parte&lt;br /&gt;della Ciclofficina: http://www.youtube.com/watch?v=I1JpfwcRA9Q&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-6405118804680614346?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/6405118804680614346/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/02/schio-millumino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6405118804680614346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6405118804680614346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/02/schio-millumino.html' title='Schio - M&apos;illumino di meno - 18 febbraio 2011'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-97q8iYC_dUI/TVPKqkCgaMI/AAAAAAAAAHs/rUBzYFy-5LY/s72-c/art_37150_1_omo_illuminato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-3486214693542799198</id><published>2011-01-07T08:45:00.000-08:00</published><updated>2011-01-07T08:49:44.443-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Suad Amiry al Teatro Olimpico di Vicenza'/><title type='text'>Suad Amiry a Vicenza il 14 gennaio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSdD-Ov1zrI/AAAAAAAAAHg/xhPeRfIsGj8/s1600/buks41210_1_innerbig.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 192px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSdD-Ov1zrI/AAAAAAAAAHg/xhPeRfIsGj8/s320/buks41210_1_innerbig.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5559487001401872050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La scrittrice palestinese Suad Amiry all’Odeo del Teatro Olimpico venerdì 14 gennaio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa significa vivere nei territori occupati palestinesi. Ne parlerà la scrittrice Suad Amiry che sarà all’Odeo del Teatro Olimpico venerdì 14 gennaio alle 18.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’assessorato alla famiglia e alla pace del Comune di Vicenza, in collaborazione con l’associazione vicentina “Salaam ragazzi dell’olivo”, impegnata nel progetto di diffusione della cultura palestinese, promuove l’incontro allo scopo di diffondere la cultura della pace e dei diritti umani.  &lt;br /&gt;All’incontro, ad ingresso libero, parteciperanno l’assessore alla famiglia e alla pace Giovanni Giuliari e l’assessore alla cultura Francesca Lazzari. La scrittrice sarà introdotta dalla dottoressa Elisabetta Bartuli, membro del consiglio dei docenti del Master di mediazione intermediterranea coordinato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scrittrice palestinese, che è anche architetto, che sarà in Italia dal 12 al 15 gennaio, grazie alla consolidata collaborazione con l’università Ca’ Foscari di Venezia. Vive a Ramallah dove insegna alla Birzeit University. Ha fondato e dirige il Riwaq Centre for Architectural Conservation di Ramallah impegnato nella riqualificazione del patrimonio architettonico e culturale con l’obiettivo di preservare l’identità palestinese e creare occupazione nelle zone rurali. Ha pubblicato numerosi studi e cataloghi sull’architettura storica del suo Paese e, nel 2002, ha raccolto in un volume i suoi diari tenuti durante l’assedio israeliano al quartier generale di Arafat a Ramallah. &lt;br /&gt;I suoi romanzi, dalla scrittura ironica e leggera, raccontano con incisività le condizioni della vita del popolo palestinese: “Sharon e mia suocera (2003), tradotto in 11 lingue e con la quale nel 2004 ha vinto il premio Viareggio, “Se questa è vita” (2005), “Niente sesso in città” (2007) e “Murad Murad” (2009).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni contattare l’assessorato alla famiglia e alla pace allo 0444222512 oppure l’associazione “Salama ragazzi dell’ulivo” allo 0444530763 o allo 0444317234.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-3486214693542799198?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/3486214693542799198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/suad-amiry-vicenza-il-14-gennaio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3486214693542799198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3486214693542799198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/suad-amiry-vicenza-il-14-gennaio.html' title='Suad Amiry a Vicenza il 14 gennaio'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSdD-Ov1zrI/AAAAAAAAAHg/xhPeRfIsGj8/s72-c/buks41210_1_innerbig.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-8089091542194884111</id><published>2011-01-05T09:56:00.000-08:00</published><updated>2011-01-05T10:09:36.427-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia'/><title type='text'>L'ipermercato della felicità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSSz2lVdpSI/AAAAAAAAAHY/Etwgj86i-GQ/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 256px; height: 197px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSSz2lVdpSI/AAAAAAAAAHY/Etwgj86i-GQ/s320/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558765590398477602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L'ipermercato della felicità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dott.ssa Antonia Murgo - Psicologa - Psicoterapeuta&lt;br /&gt;338/4264513&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo periodo capita di ascoltare  una pubblicità che dice cosi: “….tutto il mondo a portata di mano…” ed allude ad un viaggiatore comodamente seduto che  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;partecipa ad una riunione di lavoro, saluta il figlioletto e svolge una serie di altri compiti collocati in luoghi lontanissimi fra loro mentre è in viaggio verso un’altra &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;destinazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nulla ci appare più soddisfacente  ed ovvio che poter gestire la nostra attività , i nostri affetti, tutti i nostri rapporti e forse anche i nostri sogni ,premendo tasti e connettendoci &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di qua e di là nell’illusione di poter gestire (e controllare) il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si spiegherebbe altrimenti il posto centrale che questa tecnologia è riuscita ad occupare nella nostra vita Non ne scorgiamo l’anomalia, anzi ci tuffiamo a piene mani e le &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ritiriamo cariche di amici …virtuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro tempo ci ha munito di cellulari per comunicare, di internet per scoprire il mondo e di altri strumenti per giocare e divertirci tutti assolutamente virtuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola virtuale sta a significare ciò che è in potenza ciò che è rappresentato e non ciò che è nella realtà come a dire che ciò che sperimento virtualmente è la &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;rappresentazione della realtà non la realtà stessa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uso indiscriminato di questi mezzi conduce all’equivoco di ritenere che ogni relazione possa essere vissuta attraverso di essi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece così non è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La relazione per dispiegarsi ha bisogno dell’incontro vivo, della conoscenza , del quotidiano. La relazione  è l’incontro con l’ignoto con ciò che non so dell’altro ma &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;soprattutto con ciò che non so di me. Perché ogni qualvolta incontro un essere umano lui diventa l’occasione per sapere qualcosa di me.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; L’incontro  con l’altro è uno scambio di odori, sensazioni che hanno la potenza di  proiettarci in  territori ignoti, ci svelano la capacità di riconoscere e &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;scoprire utilizzando una conoscenza sedimentata in noi dalla millenaria storia umana, mostrandoci, senza ombra di dubbio il filo che ci congiunge ad essa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La relazione  ci restituisce il senso di appartenenza al destino universale e ci rende immortali perché partecipi di un cammino comune, quel cammino, che ha permesso agli &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;uomini la realizzazione di ciò che oggi siamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collezioniamo amici ,partner, attraverso uno schermo azzurro, temiamo l’imprevisto e solo al sicuro nelle nostre case riusciamo ad affrontarlo. La paura  più grande è la &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;perdita di controllo su un mondo che percepiamo sempre più nemico,ma questa paura altro non è che il riflesso di una paura  ancora più profonda che risiede nell’ignoranza &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;del nostro mondo interiore e delle emozioni che lo abitano. Scegliamo così di vivere attraverso uno strumento, piuttosto che sperimentare  la vita. Non sappiamo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che così facendo ci condanniamo a vivere proprio ciò che temiamo di più: la solitudine, il fallimento, ed un mondo che progressivamente riconosceremo sempre meno perché &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sempre meno sapremo di noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tecnologia ci regala del tempo, generando il nulla. Il  viaggio umano è invece scandito dal  tempo ed ha un luogo al quale giungere,un luogo prezioso ed unico per ognuno di &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;noi, per raggiungerlo bisogna affidarsi alla vita stessa e lasciarsi condurre.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che abbiamo il dovere di imparare è la saggezza di guardare all’ essenza della vita, di accettare l’ imperfezione e la specialità che assieme fanno parte &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di essa e di ogni essere umano in quanto appartenente alla vita stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro tempo ci chiede di riflettere su questo e di progredire verso una dimensione,se così si può dire, spirituale. Andare verso noi stessi è il viaggio supremo, passo dopo passo,scanditi da un tempo che batte il ritmo della vita da sempre. Pienamente compresi in un destino universale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è proprio l’esasperato  ricorso a questo mondo virtuale  il grido di aiuto,sia pure inconsapevole, che l’uomo lancia per tornare  a partecipare di se stesso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-8089091542194884111?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/8089091542194884111/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/lipermercato-della-felicita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8089091542194884111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8089091542194884111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/lipermercato-della-felicita.html' title='L&apos;ipermercato della felicità'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSSz2lVdpSI/AAAAAAAAAHY/Etwgj86i-GQ/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-1312328936589464919</id><published>2011-01-05T06:22:00.000-08:00</published><updated>2011-01-05T06:22:06.024-08:00</updated><title type='text'>viavai tv online: Shoppers biodegradabili dal 1° gennaio 2011</title><content type='html'>&lt;a href="http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/shoppers-biodegradabili-dal-1-gennaio.html?spref=bl"&gt;viavai tv online: Shoppers biodegradabili dal 1° gennaio 2011&lt;/a&gt;: "Dal primo gennaio 2011 obbligatoria la produzione di borsette biodegradabili       “Ci vogliono almeno 200 anni per decomporre le..."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-1312328936589464919?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/shoppers-biodegradabili-dal-1-gennaio.html?spref=bl' title='viavai tv online: Shoppers biodegradabili dal 1° gennaio 2011'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/1312328936589464919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/viavai-tv-online-shoppers.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/1312328936589464919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/1312328936589464919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/viavai-tv-online-shoppers.html' title='viavai tv online: Shoppers biodegradabili dal 1° gennaio 2011'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-675366538946549880</id><published>2011-01-05T06:21:00.001-08:00</published><updated>2011-01-05T06:21:36.452-08:00</updated><title type='text'>viavai tv online: Internet e società.</title><content type='html'>&lt;a href="http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/internet-e-societa.html?spref=bl"&gt;viavai tv online: Internet e società.&lt;/a&gt;: "Via Vai magazine ha molte fortune, e, tra le tante anche quella di avere un sociologo doc che scrive sulle sua pagine. Que..."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-675366538946549880?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/internet-e-societa.html?spref=bl' title='viavai tv online: Internet e società.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/675366538946549880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/viavai-tv-online-internet-e-societa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/675366538946549880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/675366538946549880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/viavai-tv-online-internet-e-societa.html' title='viavai tv online: Internet e società.'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-3103800414657752577</id><published>2011-01-05T06:21:00.000-08:00</published><updated>2011-01-05T06:21:16.770-08:00</updated><title type='text'>viavai tv online: Stagione agonistica di sci alpino sulle piste di M...</title><content type='html'>&lt;a href="http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/stagione-agonistica-di-sci-alpino-sulle.html?spref=bl"&gt;viavai tv online: Stagione agonistica di sci alpino sulle piste di M...&lt;/a&gt;: "L’Us Asiago Sci apre a  Malga Rivetta  la stagione 2010-11 dello sci alpino   L’ US Asiago Sci  rinnova anche per il 2011 l’ape..."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-3103800414657752577?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/stagione-agonistica-di-sci-alpino-sulle.html?spref=bl' title='viavai tv online: Stagione agonistica di sci alpino sulle piste di M...'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/3103800414657752577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/viavai-tv-online-stagione-agonistica-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3103800414657752577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3103800414657752577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/viavai-tv-online-stagione-agonistica-di.html' title='viavai tv online: Stagione agonistica di sci alpino sulle piste di M...'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-6252331501316055584</id><published>2011-01-05T06:20:00.000-08:00</published><updated>2011-01-05T06:20:50.083-08:00</updated><title type='text'>viavai tv online: Vicenza: blocco dei mezzi più inquinanti dal 10 ge...</title><content type='html'>&lt;a href="http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/vicenza-blocco-dei-mezzi-piu-inquinanti.html?spref=bl"&gt;viavai tv online: Vicenza: blocco dei mezzi più inquinanti dal 10 ge...&lt;/a&gt;: "Blocco dei mezzi più inquinanti dal 10 gennaio: fermi Euro 0 ed Euro 1 e, nel cuore del centro storico, anche gli Euro 2 diesel. Aim of..."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-6252331501316055584?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/vicenza-blocco-dei-mezzi-piu-inquinanti.html?spref=bl' title='viavai tv online: Vicenza: blocco dei mezzi più inquinanti dal 10 ge...'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/6252331501316055584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/viavai-tv-online-vicenza-blocco-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6252331501316055584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6252331501316055584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/viavai-tv-online-vicenza-blocco-dei.html' title='viavai tv online: Vicenza: blocco dei mezzi più inquinanti dal 10 ge...'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-466339639519868171</id><published>2011-01-05T06:05:00.000-08:00</published><updated>2011-01-05T06:19:40.982-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Blocco traffico Vicenza'/><title type='text'>Vicenza: blocco dei mezzi più inquinanti dal 10 gennaio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSR99MqnQEI/AAAAAAAAAHQ/NwiFthLfLXs/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 194px; height: 259px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSR99MqnQEI/AAAAAAAAAHQ/NwiFthLfLXs/s320/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558706330407485506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Blocco dei mezzi più inquinanti dal 10 gennaio: fermi Euro 0 ed Euro 1 e, nel cuore del centro storico, anche gli Euro 2 diesel. Aim offre sconti sui mezzi pubblici&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 10 gennaio scatta il blocco infrasettimanale del traffico per i mezzi più inquinanti. Lo stop alla circolazione riguarda i veicoli Euro 0 e gli Euro 1, i ciclomotori e motoveicoli a due tempi e non catalizzati, e, novità di quest’anno, anche gli Euro 2 diesel. Questi ultimi non potranno circolare in centro storico, all’interno del perimetro delle mura, nella zona quindi a più alta densità abitativa e dove si colloca il maggior numero di attività.&lt;br /&gt;Infatti la città sarà suddivisa in due aree: nell’area gialla, compresa tra i quartieri di San Pio X, Stanga, San Francesco, Laghetto, Villaggio del Sole e San Lazzaro, non potranno transitare gli Euro 0 e gli Euro 1, i ciclomotori e motoveicoli a due tempi e non catalizzati; nell’area rossa, corrispondente al perimetro delle mura cittadine, non potranno avere accesso, oltre ai mezzi già indicati.&lt;br /&gt;Il divieto sarà in vigore fino al 15 aprile, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.&lt;br /&gt;Chi non rispetta le limitazioni alla circolazione è soggetto a una sanzione amministrativa da 155 euro a 624 euro e, nel caso di reiterazione della violazione nel biennio, alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da 15 a 30 giorni.&lt;br /&gt;“Il provvedimento di limitazione della circolazione è obbligatorio per la nostra città poiché nel 2010 è stato superato il limite giornaliero di Pm10, pari a 50 microgrammi per metro cubo d’aria, per 87 giornate, il doppio quindi della soglia fissata a 35 superamenti annui – spiega l’assessore all’ambiente Antonio Marco Dalla Pozza -. In particolare Vicenza è rimasta sotto la soglia dei 50 microgrammi per metro cubo durante le piogge che hanno imperversato da novembre, riprendendo i livelli al di fuori della norma con l’arrivo del bel tempo, dal 28 dicembre (63 _g/m3), quindi, fino al 31 gennaio (78 _g/m3).”&lt;br /&gt;In concomitanza con il blocco del traffico partono anche gli sconti sui mezzi pubblici Aim per i possessori dei veicoli coinvolti. &lt;br /&gt;E’ sufficiente che il cittadino si rechi agli sportelli commerciali di Aim Trasporti Vicenza di via Fusinieri (aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 15.30) o alla biglietteria unica Aim-Ftv situata all’interno della stazione Ftv, vicino alla stazione ferroviaria (aperta nei giorni feriali dalle 7 alle 20.30 e nei giorni festivi dalle 7.30 alle 19.30) per presentare un’autocertificazione con informazioni relative alla classificazione e alla proprietà del veicolo, nonché alla residenza. Da lì in poi, ogni volta che il proprietario del veicolo si presenta agli sportelli per acquistare i biglietti avrà automaticamente diritto agli sconti che saranno validi nel periodo del blocco.  &lt;br /&gt;Aim, in accordo con l’amministrazione comunale, propone quindi l’acquisto di un carnet di 10 biglietti per 20 corse andata e ritorno, valevole due mesi e da utilizzare per le corse urbane al costo di 12 euro.&lt;br /&gt;E’ prevista un’agevolazione anche per il centro bus: l’abbonamento trimestrale (dal 15 gennaio al 15 aprile) valido da Park Dogana o da Park Cricoli costerà 13 euro e potrà essere utilizzato dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30.&lt;br /&gt;“I provvedimenti di fermo delle auto costituiscono una parte di quelle iniziative adottate per la limitazione degli inquinanti in atmosfera che hanno come origine gli impianti di riscaldamento e le industrie e sono aggravati dalle condizioni atmosferiche – spiega l’assessore Dalla Pozza -. L’amministrazione comunale ha la facoltà di prendere decisioni solamente in merito al blocco auto, sebbene con la consapevolezza di creare disagio ad una parte dei cittadini. In generale per la lotta agli inquinanti ci aspettiamo interventi da Regione e Stato, competenti in materia, che hanno la facoltà di erogare finanziamenti ad hoc per la sostituzione degli impianti di alimentazione delle auto e di trasformazione in impianti a gas e per la sostituzione delle caldaie più inquinanti. L’invito ai cittadini è di attenersi scrupolosamente alle limitazioni visto anche il raddoppio delle sanzioni che prevedono anche la sospensione patente. Inoltre è bene che vengano adottati comportamenti a favore dell’ambiente.”&lt;br /&gt;Tra i comportamenti da privilegiare, come indicato in un elenco contenuto nell’opuscolo informativo in distribuzione in Comune e nelle scuole cittadine, spegnere l’auto ai semafori, non riscaldare il motore dell’auto da ferma, evitare brusche frenate e accelerazioni, verificare gli scarichi, nelle abitazioni controllare gli impianti di riscaldamento e mantenere la temperatura entro i 19°.&lt;br /&gt;“Ringrazio Aim per la scontistica offerta a chi è soggetto alle limitazioni – conclude l’assessore - auspicando che sia un’iniziativa utile per promuovere l’uso di mezzi alternativi all’auto.”&lt;br /&gt;Le limitazioni stabilite nel territorio comunale sono comunque mitigate da deroghe, tra le quali il permesso di circolazione anche su auto inquinanti per chi ha più di 65 anni, per chi accompagna o va a prendere i bambini a scuola (fino alle medie), per chi adotta il car pooling (3 persone a bordo della stessa auto), per i disabili, per chi assiste ammalati, per chi va in stazione. &lt;br /&gt;Una segreteria telefonica con informazioni aggiornate è attiva 24 ore su 24 al numero 0444222324. Per ulteriori informazioni contattare il Settore Ambiente e Tutela del Territorio 0444221580; l’Ufficio Relazioni con il Pubblico 0444221360; il Comando di Polizia Locale 0444545311. &lt;br /&gt;Per notizie dettagliate, inoltre, è possibile consultare la sezione dedicata nel sito www.comune.vicenza.it nella sezione Primo piano che contiene anche la mappa con la segnalazione dell’area rossa e gialla, il modulo di autocertificazione e l’ordinanza. &lt;br /&gt;Il modulo per l’autocertificazione si può ritirare anche all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (corso Palladio, 98), al Comando di Polizia Locale (contrà Soccorso Soccorsetto), alle portinerie dei palazzi comunali (Corso Palladio, 98 e Piazza Biade, 26) e nelle Circoscrizioni. Nelle stesse sedi si potrà ritirare anche un opuscolo informativo a partire da lunedì 10 gennaio che sarà anche distribuito agli alunni delle scuole della città.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-466339639519868171?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/466339639519868171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/vicenza-blocco-dei-mezzi-piu-inquinanti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/466339639519868171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/466339639519868171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/vicenza-blocco-dei-mezzi-piu-inquinanti.html' title='Vicenza: blocco dei mezzi più inquinanti dal 10 gennaio'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSR99MqnQEI/AAAAAAAAAHQ/NwiFthLfLXs/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-5414103101765131936</id><published>2011-01-05T03:34:00.000-08:00</published><updated>2011-01-05T05:42:18.072-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Malga Rivetta'/><title type='text'>Stagione agonistica di sci alpino sulle piste di Malga Rivetta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSR1CTnrKZI/AAAAAAAAAHI/rX1ztz6X-VI/s1600/clip_image004.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 144px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSR1CTnrKZI/AAAAAAAAAHI/rX1ztz6X-VI/s320/clip_image004.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558696522568903058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L’Us Asiago Sci apre a  Malga Rivetta  la stagione 2010-11 dello sci alpino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L’ US Asiago Sci  rinnova anche per il 2011 l’apertura della sua  stagione agonistica di sci alpino sulle piste di Malga Rivetta organizzando la prima prova del Gran Prix “ragazzi-allievi” Circoscrizione di Vicenza.&lt;br /&gt;La località trentina, posta appena a valle del Passo Vezzena, ben si presta per una gara giovanile soprattutto grazie all’ottimo innevamento sul quale può contare.&lt;br /&gt;Le abbondanti nevicate degli scorsi mesi e la “quota parte” di innevamento artificiale predisposto dai gestori consente allo staff organizzativo dell’Us Asiago Sci di presentare un campo-gara in perfette condizioni di agibilità e sicurezza anche perché le recenti piogge non hanno arrecato danno mentre le temperature rigide di questi giorni hanno consolidato ulteriormente il manto nevoso. Rifacendosi alle edizioni più recenti Domenica 9 gennaio al via i concorrenti saranno circa centocinquanta suddivisi fra “allievi” e “ragazzi”, maschi e femmine. &lt;br /&gt;Le gare del circuito vicentino sono complessivamente sei: due slalom, due “giganti” ed altrettanti super-g. Successivamente si passerà alle finali regionali.&lt;br /&gt;A Malga Rivetta i concorrenti inizieranno con lo slalom speciale. C’è una novità regolamentare: si correrà affrontando un solo paletto.&lt;br /&gt;Questa  e le altre modifiche di carattere tecnico introdotte da questa stagione agonistica  sono state presentate agli sci club vicentini riuniti appositamente dal presidente provinciale Fisi Silvano Panozzo.&lt;br /&gt;Gli “allievi”, i nati nel 95-96,  saranno impegnati su due manche. Discesa unica invece per i “ragazzi”(97-98).&lt;br /&gt;Per le categorie in gara  squadre agonistiche dell’Us Asiago si presentano con una ventina di effettivi e disponendo di buone individualità possono anche puntare a qualche podio. Del resto l’allieva Stefania Carli già si è messa in luce.&lt;br /&gt;La manifestazione proposta dall’ Us Asiago Sci, società costituitasi nell’ormai lontano 1922, è sponsorizzata da Aviva, compagnia d’assicurazioni, come avvenuto  in precedenti circostanze.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;UFFICIO STAMPA Giornalismo e Comunicazione&lt;br /&gt;Renato Angonese: renato.angonese@libero.it Tel. 0445.891469&lt;br /&gt;Delfino Sartori: delfino.sartori@alice.it tel. 338.2995152&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-5414103101765131936?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/5414103101765131936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/stagione-agonistica-di-sci-alpino-sulle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5414103101765131936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5414103101765131936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/stagione-agonistica-di-sci-alpino-sulle.html' title='Stagione agonistica di sci alpino sulle piste di Malga Rivetta'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSR1CTnrKZI/AAAAAAAAAHI/rX1ztz6X-VI/s72-c/clip_image004.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-8776510549797552093</id><published>2011-01-05T02:52:00.000-08:00</published><updated>2011-01-05T02:57:43.994-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='shoppers ecologiche'/><title type='text'>Shoppers biodegradabili dal 1° gennaio 2011</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSROk2cF0XI/AAAAAAAAAHA/Y2fuyMfkYCs/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 202px; height: 249px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSROk2cF0XI/AAAAAAAAAHA/Y2fuyMfkYCs/s320/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558654235077628274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dal primo gennaio 2011 obbligatoria la produzione di borsette biodegradabili&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ci vogliono almeno 200 anni per decomporre le buste di plastica ed è importante la decisione di non perdere ancora tempo prezioso e farle uscire al più presto dal mercato come è già stato fatto in altri Paesi”. È quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per la decisione del Consiglio dei Ministri di confermare lo stop all'utilizzato dei sacchetti di plastica dal 1° gennaio 2011, senza proroghe. “Gli italiani - precisa la Coldiretti - sono tra i massimi utilizzatori in Europa di shoppers in plastica con un consumo medio annuale di 300 sacchetti a testa. In Italia arriva un quarto dei 100 miliardi di pezzi consumati in Europa dove vengono importati per la maggioranza da paesi asiatici come la Cina, Thailandia e Malesia. Il 28% di questi sacchetti diventa rifiuto e va ad inquinare l’ambiente in modo pressoché permanente poiché occorrono almeno 200 anni per decomporli”. Il problema non si limita a quello che si vede tra i rifiuti delle città, ma occorre pensare, per esempio, a quello che accade nei fiumi italiani e più in generale del mondo, quando le sponde ad ogni piena si trasformano in vere discariche; oppure alle isole di plastica degli oceani dove per un gioco di correnti si accumulano quantità enormi di rifiuti plastici galleggianti che quando si degradano avvelenano le catene alimentari, uccidendo migliaia di animali e soffocando gli organismi sul fondo dei mari. Sulla terraferma spesso i rifiuti di plastica sono bruciati e ciò comporta l’emissione di sostanze clima-alteranti come l’anidride carbonica e inquinanti come le diossine, composti pericolosissimi per la salute dell’uomo e dell’ambiente. Inoltre, l’inquinamento derivante dai sacchetti non è legato solo allo smaltimento, ma anche alla produzione. Si stima, infatti, che per produrne 200 mila tonnellate vengano bruciate 430 mila tonnellate di petrolio. “Con mezzo chilo di mais e un chilo di olio di girasole - precisa la Coldiretti - è possibile produrre circa 100 bustine di bioplastica non inquinante (bio shopper). Nei mercati e nei punti vendita degli agricoltori di Campagna Amica sono molteplici le iniziative per favorire questo passaggio come i progetti  “Porta la Sporta” e “Compostiamoci meglio” (vedi sul portale www.campagnamica.it nella sezione stili sostenibili). La Coldiretti di Rovigo ha ideato e messo a disposizione dei frequentatori dei mercati di Campagna amica, una capiente borsa riutilizzabile con i loghi “Punto campagna amica” e “Coldiretti 100% solo prodotti agricoli italiani”. Una shopper in vero cotone naturale con grammatura di 250 grammi al metro quadro: praticamente indistruttibile e non paragonabile alle leggere borse di iuta che si trovano comunemente in vendita”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-8776510549797552093?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/8776510549797552093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/shoppers-biodegradabili-dal-1-gennaio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8776510549797552093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8776510549797552093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/shoppers-biodegradabili-dal-1-gennaio.html' title='Shoppers biodegradabili dal 1° gennaio 2011'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSROk2cF0XI/AAAAAAAAAHA/Y2fuyMfkYCs/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-3394809209070884465</id><published>2011-01-04T03:16:00.000-08:00</published><updated>2011-01-04T03:23:26.965-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='In linea dopo le feste'/><title type='text'>Dopo le feste, ecco i consigli della nutrizionista.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSMC-W-eDZI/AAAAAAAAAG4/xPkh7sVF5sM/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 259px; height: 194px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSMC-W-eDZI/AAAAAAAAAG4/xPkh7sVF5sM/s320/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558289635448065426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dr.ssa Loredana Circi       &lt;br /&gt;Biologa nutrizionista         email.loredana.circi@tiscali.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;RITORNIAMO IN LINEA…DOPO LE FESTE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Le festività natalizie e il relativo e giusto turbinio di inviti, auguri,incontri, soprattutto cene sono stati superati lasciando su di noi sicuramente bei ricordi,riguardo l’aspetto più puro dello spirito natalizio, ma spesso lasciando sul nostro corpo implacabili segni di appesantimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il sistema entrate – uscite, il “piatto della bilancia” si è sbilanciato, in questo periodo, dalla parte delle entrate? Cioè, ho introdotto di più di quello che il mio organismo ha potuto consumare? Come è stato possibile? Probabilmente, se dopo il periodo Natale – Epifania mi trovo con qualche chilo in più effettivamente ciò è avvenuto anche con l’aiuto di un tempo che ha permesso ben poche passeggiate tra piogge e temperature rigide. Sfogliando riviste di cucina si fa presto a capire che il bisogno di kcal necessario per un’intera giornata può essere stato abbondantemente superato con la sola cena della Vigilia  e subito dopo con il Pranzo di Natale e poi ancora con il Cenone dell’ultimo dell’anno ecc… Per esempio basta ricordare che 100 gr (una fetta scarsa) di panettone o pandoro viaggiano sulle 400 kcal , che un bicchiere di vino, di prosecco, di spumante raggiungono circa le 100 kcal, che un cioccolatino “pesa” circa 50 kcal, che la frutta secca si aggira sulle 500-600 kcal per 100 gr. A conti fatti il nostro organismo è stato rimpinzato all’inverosimile di energia che non ha potuto o saputo dissipare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come rimediare a tutto ciò?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Sicuramente questo non è un messaggio per ritrovare un benessere puramente estetico, non si vogliono dare consigli per la “prova bikini” che ben presto inizieranno ad esserci su riviste di vario genere, i consigli che si vogliono dare servono per permettere al nostro organismo di recuperare una forma di benessere introducendo alimenti sani e completi soprattutto privilegiando fibre, vitamine e Sali minerali che, in questo periodo, sono stati spesso soppiantati a favore di grassi ( animali) e di zuccheri (raffinati).&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Per prima cosa&lt;/span&gt; riprendiamo le abitudini di un sano movimento quotidiano, la passeggiata a passo spedito per almeno trenta minuti giornalieri, con il consiglio di arrivare ai 45’ nel giro di breve ( in questo modo ossigeniamo l’organismo, le cellule e favoriamo la “respirazione cellulare” che tramite l’ossigeno che fa da comburente, utilizza gli zuccheri per la produzione di energia favorendo poi il suo utilizzo).&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Cerchiamo , ad ogni pasto,&lt;/span&gt; di percepire e quantificare il nostro senso di fame e sazietà: chiediamoci, prima di mangiare qualunque cosa, il nostro livello di fame, distinguiamo la fame dalla voglia e sappiamo rinunciare se prevale quest’ultima ( la voglia è un mangiare con gli occhi, non con la “pancia”!)&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ad una giornata “impegnativa”&lt;/span&gt; dal punto di vista calorico, facciamone seguire una leggera e drenante da tenere come “Jolly” a seconda delle necessità: per esempio iniziare la giornata con una buona colazione (ricordando che tutto ciò che viene ingerito a colazione viene utilizzato completamente dal nostro organismo) a base di thè con fette biscottate integrali e marmellata senza zucchero aggiunto o con una composta di frutta cotta e qualche granello di frutta secca, a pranzo jogurt e frutti di bosco, a cena pesce bollito e zucchine o finocchi lessati.&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nei giorni successivi&lt;/span&gt; della settimana, non far mai mancare zuppe di legumi e cereali al posto della carne (forniscono proteine nobili - complete pur avendo un carico calorico inferiore della carne e soprattutto sono prive di colesterolo), sempre con l’aggiunta di un buon cucchiaio di olio extravergine d’oliva a crudo.&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Verdura di stagione sempre&lt;/span&gt; a ogni pasto, sia cruda che sottoforma di minestroni o zuppe.&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Poca carne,&lt;/span&gt; pochi formaggi e poco sale.&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Preferire&lt;/span&gt; il pesce&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Durante il giorno&lt;/span&gt; bere tisane a base di frutta, anice, finocchio, menta, malva, ortica (sono dissentanti e depurano l’organismo)&lt;br /&gt;Infine, approfittiamo dei nostri amici a quattro zampe (in sovrappeso anche loro?) per fare più movimento possibile, loro saranno felici e noi…ritroveremo il nostro benessere fisico senza troppe rinunce e, anzi, guadagnandoci sicuramente in salute.&lt;br /&gt;Si ricorda che questi consigli sono generici e rivolti a persone sane, non con specifiche patologie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-3394809209070884465?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/3394809209070884465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/dopo-le-feste-ecco-i-consigli-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3394809209070884465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3394809209070884465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/dopo-le-feste-ecco-i-consigli-della.html' title='Dopo le feste, ecco i consigli della nutrizionista.'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSMC-W-eDZI/AAAAAAAAAG4/xPkh7sVF5sM/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-1946484337611714650</id><published>2011-01-04T03:05:00.000-08:00</published><updated>2011-01-04T03:14:52.763-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><title type='text'>Internet e società.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSMBD2SX8eI/AAAAAAAAAGw/K2O1G_OBwf0/s1600/immagine.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 280px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSMBD2SX8eI/AAAAAAAAAGw/K2O1G_OBwf0/s320/immagine.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558287530729140706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Via Vai magazine ha molte fortune, e, tra le tante anche quella di avere un sociologo doc che scrive sulle sua pagine.&lt;br /&gt;Questo mese, volto all’ossservazone di internet e le sue ricadute sociali, chi meglio di Max Cipelletti può aiutarci a comprendere e fornirci un ulteriore punto di vista?&lt;br /&gt;Ecco le domande che gli ho voluto porgere e vedrete che le risposte non sono per nulla scontate&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Massimo, cos'è per te internet e quanto la utilizzi?&lt;br /&gt;Un potente strumento limitato, necessario per scambiarsi informazioni di ogni tipo, a seconda delle esigenze e degli interessi. Dico limitato perché, nonostante la nostra comune impressione che la “rete” ci fornisca tutto e più di tutto, in tempo reale, mancano le emozioni; non si colgono le sfumature e sono completamente assenti i toni. Per questo motivo rimango un fermo sostenitore della comunicazione diretta, vis a vis, face to face: la più potente e la più naturale. Certamente la più difficile, giacché dobbiamo esporci in prima persona, ma la più umana; e noi nasciamo umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal tuo angolo di osservazione sociologico, qual è il suo posizionamento nella società contemporanea?&lt;br /&gt;Internet è divenuta la “prima donna” nel film della vita di molti. Intendo sostenere che ha un ruolo dominante – con tutte le dovute sfumature casistiche nell’utilizzo – in moltissime persone dalle quali non ci si sarebbe mai attesi un avvicinamento a mezzi così contemporanei. Diciamo che è quindi una star, data, però, in pasto al popolo, e quindi generatrice di moltissime distorsioni, presunte verità e interpretazioni nell’approccio alla realtà. Per un uso imbevuto di raziocinio è indispensabile possedere e mantener vivo un senso critico: elemento in via d’estinzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come vedi il fenomeno del citizen journalism (o giornalismo partecipativo), ci sono più rischi o aspetti positivi nel suo sviluppo?&lt;br /&gt;Se dovessi darti una risposta, stando alla moda attuale, dovrei dirti che la difesa di tale fenomeno è sacrosanta perché è l’unico modo per combattere l’informazione pilotata, politicizzata, ecc. ecc. Quindi per non cadere in un’opinione inflazionata ed influenzata dalla tendenza esasperata al politically correct, dico che se il “giornalismo partecipativo” è la democratica possibilità di fornire il proprio contributo ed esprimere la personale opinione, è un progresso positivo; mentre se, per esempio, si considera qualsiasi intervento senza un termometro qualitativo, allora ci sono dei netti rischi da evitare. La differenza, anche in questo scenario, la fanno il senso critico e l’obiettività. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come inquadrare le micro web tv?&lt;br /&gt;Dipende da quante telecamere si hanno a disposizione… Scherzi a parte, io le vedo bene poiché, nei limiti sopra citati, riescono a trasmettere il maggior numero di emozioni in internet, quindi rappresentano il livello di vita più alto nel mondo della “rete”. Mentre la fotografia rappresenta la condizione più privata di noi, la tv, e quindi i video (si veda il fenomeno di Youtube), appartengono alla dimensione più pubblica. Inoltre le micro web tv dimostrano un principio: l’inserimento di un mezzo oramai storico, come la tv, in un contesto più recente. Una tarda avanguardia.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritieni importante geolocalizzare siti e notizie in internet?&lt;br /&gt;Questo è un tema delicato e complesso; esiste un compromesso – non raggiunto – fra rispetto delle identità ed apertura alla mondializzazione. Ci può essere tutto e di più in internet, ed è giusto sia così, il limite sta nell’acquisire o mantenere degli orizzonti culturali ampi senza annullare le identità specifiche, bensì preservandole e dando loro continuità. Il rischio, sia in internet, sia nella realtà, non è che si crei un’identità globale, peraltro già esistente, dacché una in più ci arricchisce culturalmente, ma piuttosto che essa soffochi le sue matrici; quelle identità dalle quali si è generata. Sono convinto che le differenze siano una ricchezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-1946484337611714650?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/1946484337611714650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/internet-e-societa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/1946484337611714650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/1946484337611714650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/internet-e-societa.html' title='Internet e società.'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TSMBD2SX8eI/AAAAAAAAAGw/K2O1G_OBwf0/s72-c/immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-8263032910545552316</id><published>2011-01-03T09:20:00.000-08:00</published><updated>2011-01-03T09:22:25.059-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cordoglio per Matteo Miotto'/><title type='text'></title><content type='html'>Vicenza, 3 gennaio 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il cordoglio del Sindaco di Vicenza Variati ai sindaci e alla popolazione di Thiene e Zanè.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Profondo amor di patria e senso del dovere” hanno contraddistinto il giovane Matteo Miotto. &lt;br /&gt;Il sindaco Variati esprime il suo cordoglio ai genitori, ai sindaci di Thiene e Zanè e alla sezione di Vicenza dell’Ana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Matteo è stato fiero di appartenere alla grande famiglia alpina nella quale ha espresso il migliore senso del dovere imparato dai genitori e a tutti coloro che lo conoscevano ha trasmesso una grande forza d’animo”.&lt;br /&gt;Così il sindaco Achille Variati esprime le sue condoglianze con una lettera inviata ai genitori del giovane alpino caduto sul fronte “che ha lasciato la sua vita in un paese lontano ma che ora riporta nella sua famiglia, fra i suoi cari tutta l’intensità dei sentimenti più nobili che hanno contraddistinto le sue scelte, fino alla sua ultima missione”.&lt;br /&gt;Il sindaco rivolge anche parole di cordoglio a Maria Rita Busetti, sindaco di Thiene, e ad Alberto Busin, sindaco di Zanè, dove Matteo ha risieduto: “Il dolore profondo che s’impadronisce di noi tutti ogniqualvolta una bara ritorna in Patria avvolta dal Tricolore, è solo un segno dell’affetto che nutriamo verso questi nostri figli che con il prezzo più alto della loro vita hanno saputo testimoniare la fedeltà ai loro principi, alla loro missione e a quella della Nazione a cui appartengono.”&lt;br /&gt;Al presidente della sezione cittadina dell’associazione nazionale alpini, Giuseppe Galvanin, Variati sottolinea l’apprezzamento per il “profondo amor di patria e senso del dovere che spinge questi giovani alpini nelle missioni internazionali. Ragazzi come Matteo portano in alto il nome dell’Italia nel mondo, così come solo gli alpini sanno scalare le vette più alte con generosità e ardimento”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-8263032910545552316?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/8263032910545552316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/vicenza-3-gennaio-2011-il-cordoglio-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8263032910545552316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8263032910545552316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2011/01/vicenza-3-gennaio-2011-il-cordoglio-del.html' title=''/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-995965955377431292</id><published>2010-09-21T08:10:00.000-07:00</published><updated>2010-09-21T08:24:16.227-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><title type='text'>Rievocazione storica Thiene 1942</title><content type='html'>Sabato 2 e Domenica 3 Ottobre la grande rievocazione storica a Thiene.&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-4468869b06155b47" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" 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src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-6455155911409511714</id><published>2010-09-20T08:56:00.000-07:00</published><updated>2010-09-20T08:57:28.230-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='biennale venezia'/><title type='text'>A Vicenza artisti per un giorno</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Mostra internazionale di architettura di Venezia, domenica nella Loggia del Capitaniato un laboratorio ludico per trasformarsi in artisti e progettisti per un giorno&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un laboratorio a carattere ludico per avvicinare, sensibilizzare e coinvolgere attivamente bambini, ragazzi, adulti e famiglie ai temi della 12^ Mostra internazionale di architettura di Venezia, aperta al pubblico ai Giardini e all’Arsenale fino al prossimo 21 novembre. È “People meet… Biennale”, l’happening attivo-creativo che si terrà a Vicenza, nella Loggia del Capitaniato di piazza dei Signori, dalle 16 alle 18, in occasione della domenica senz’auto in programma per il 26 settembre prossimo. &lt;br /&gt;L’iniziativa sarà condotta da operatori specializzati della Biennale, che favoriranno l’elaborazione di linguaggi artistici attraverso la fantasia e l’immaginazione in un luogo pubblico di incontro e aggregazione, stimolando così la relazione con il contesto sociale e il territorio. Bambini e ragazzi si trasformeranno quindi in artisti e in progettisti per realizzare opere legate alle discipline delle arti e dell’architettura dando libero sfogo alla creatività.&lt;br /&gt;In linea con il tema della 12^ Mostra internazionale di architettura, l’iniziativa è organizzata nell’ambito del progetto “Educational” della Biennale, finalizzato a creare una serie di appuntamenti che agevolino la comunicazione diretta tra gli individui, in un’epoca in cui le tecnologie più avanzate sostituiscono il dialogo diretto tra le persone.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-6455155911409511714?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/6455155911409511714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/vicenza-artisti-per-un-giorno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6455155911409511714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6455155911409511714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/vicenza-artisti-per-un-giorno.html' title='A Vicenza artisti per un giorno'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-6569079062498523801</id><published>2010-09-17T00:00:00.000-07:00</published><updated>2010-09-17T00:03:51.339-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='digitale'/><title type='text'>Digitale in Veneto: slitta lo switch off</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TJMSrXCIxoI/AAAAAAAAAFc/PvUJvXBj_ag/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 273px; height: 185px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TJMSrXCIxoI/AAAAAAAAAFc/PvUJvXBj_ag/s320/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517774504585643650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SLITTA A FINE NOVEMBRE IL PASSAGGIO ALLA TV DIGITALE IN VENETO.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA, 4 AGOSTO 2010 - Posticipata di oltre un mese la data in cui si effettuerà in Veneto il passaggio definitivo dalla tecnica analogica alla tecnologia digitale, con il graduale spegnimento di tutte le trasmissioni televisive in analogico. Lo ha reso noto il ministero dello Sviluppo economico spiegando che il Comitato Nazionale Italia Digitale (composto dai rappresentanti dell'Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni, delle Regioni, delle associazioni di Tv locali e delle emittenti nazionali, dei produttori e distributori, dei consumatori e presieduto dal vice ministro Paolo Romani), ha concordato sulla data proposta dal ministero che sancisce il posticipo dell'inizio delle operazioni in tutto il Nord Italia, al fine di garantire le condizioni necessarie perché sia possibile il passaggio alla nuova tecnologia in un'area tanto vasta e complessa. Lo switch off nella Regione Veneto avverrà dal 27 novembre al 15 dicembre (invece dell'iniziale previsione di metà ottobre); stesse date per il Friuli Venezia-Giulia e l'Emilia Romagna. In Piemonte Orientale e Lombardia avverrà dal 25 ottobre al 26 novembre; in Liguria è stato, invece, posticipato al primo semestre del 2011, anche al fine di valutare la compatibilità radioelettrica con l'area tecnica toscana. La complessità tecnica del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze, elaborato dall'Agcom, e i conseguenti problemi con le emittenti locali, hanno dilatato i tempi e impedito sino ad oggi la convocazione dei tavoli tecnici regionali propedeutici alle relative delibere di pianificazione e all'assegnazione delle frequenze da parte del ministero. Il Piano, infatti, è stato approvato e pubblicato sul sito solo il 28 giugno 2010. Questo, assieme alle incertezze relative alla numerazione automatica dei canali – il regolamento è stato approvato dall'Autorità il 17 luglio s corso - hanno reso necessario, nel rispetto delle esigenze di tutti gli attori del processo (comprese le imprese della produzione e distribuzione degli apparati), il rinvio a una data che consentirà, in ogni caso, di ultimare il passaggio in tutte le aree in oggetto entro il 2011. Il Piano di assegnazione deciso dall'Agcom è stato fortemente contestato dalle emittenti televisive del Veneto, le quali hanno denunciato il rischio di restare senza frequenze, o con frequenze tali da pregiudicare la prosecuzione dell'attività. Alla protesta si è associato anche il presidente della Regione, Luca Zaia. Anche l'Ordine dei giornalisti del Veneto, nelle scorse settimane, ha scritto al viceministro Romani e all'Agcom sollecitando una revisione del Piano di assegnazione, al fine di salvaguardi l'emittenza locale della regione, e con essa il pluralismo dell'informazione. Soddisfazione per il rinvio è stata espressa dal capogruppo del Pdl in Regione Venet o, Dario Bond, mentre secondo i consiglieri regionali veneti del Pd, Sergio Reolon e Piero Ruzzante lo slittamento è di durata talmente breve che rischia di non consentire la soluzione dei problemi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-6569079062498523801?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/6569079062498523801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/digitale-in-veneto-slitta-lo-switch-off.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6569079062498523801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6569079062498523801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/digitale-in-veneto-slitta-lo-switch-off.html' title='Digitale in Veneto: slitta lo switch off'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TJMSrXCIxoI/AAAAAAAAAFc/PvUJvXBj_ag/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-6324839123290752103</id><published>2010-09-15T05:44:00.001-07:00</published><updated>2010-09-15T05:47:56.492-07:00</updated><title type='text'>24° Scopriamo l'autunno nei campi a Schio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TJDAdxfEPmI/AAAAAAAAAFU/Xxd69y82psA/s1600/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 222px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TJDAdxfEPmI/AAAAAAAAAFU/Xxd69y82psA/s320/locandina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517121161261235810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Scopriamo l’autunno nei campi – il prossimo 19 settembre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grande attesa per la ventiquattresima edizione della pedalata “Scopriamo l’autunno nei campi”, in programma per il prossimo 19 settembre, che conduce le persone alla scoperta di campi e fattorie. “Quest’anno – spiega il presidente Coldiretti di Schio, Fabio Scorzato - abbiamo l’intenzione di dimostrare come l’agricoltura possa entrare anche nelle case cittadine. Proponiamo perciò il progetto Coldiretti della filiera agricola tutta italiana mettendo a disposizione alimenti locali, contadini e riconoscibili. La stretta relazione vitale tra agricoltura e territorio poi, già sperimentata pedalando e “vivendo” le aziende agricole tramite i laboratori, si arricchirà quest’anno grazie all’uso di stoviglie biodegradabili, realizzate con materiali derivanti da fonti vegetali rinnovabili, atte a gestire in modo più sostenibile i nostri rifiuti”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-6324839123290752103?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/6324839123290752103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/24-scopriamo-lautunno-nei-campi-schio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6324839123290752103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6324839123290752103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/24-scopriamo-lautunno-nei-campi-schio.html' title='24° Scopriamo l&apos;autunno nei campi a Schio'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TJDAdxfEPmI/AAAAAAAAAFU/Xxd69y82psA/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-7016037899147643205</id><published>2010-09-15T05:39:00.000-07:00</published><updated>2010-09-15T05:41:42.350-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vicenza'/><title type='text'>Vicenza senza auto - Domenica 26</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TJC-5y0q-3I/AAAAAAAAAFM/p9NhSnCZO0o/s1600/IMG_1652.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 219px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TJC-5y0q-3I/AAAAAAAAAFM/p9NhSnCZO0o/s320/IMG_1652.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517119443633372018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Domenica 26 settembre “Vieni in città senza la tua auto” : l’ordinanza e il calendario delle manifestazioni&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Semaforo rosso per automobili e motorini, semaforo verde per pedoni, ciclisti... e farfalle, perché quando l’aria si fa troppo inquinata questi animali sono tra i primi a morire. Ritorna, con la suggestiva immagine che la pubblicizza, la domenica senz’auto di settembre: domenica 26 settembre, in centro storico e nei quartieri San Pio X, San Francesco, Laghetto, Villaggio del Sole e San Lazzaro, dalle 10 alle 18 sarà vietata la circolazione a tutti i veicoli a motore con qualsiasi tipo di alimentazione.&lt;br /&gt;L’assessore all’ambiente e alla sicurezza Antonio Marco Dalla Pozza questa mattina ha presentato nel dettaglio l’iniziativa che viene organizzata al termine della Settimana europea della mobilità sostenibile. L’appuntamento internazionale, lanciato nel 2002 dalla Direzione generale ambiente della Commissione europea, quest’anno promuove il tema “Muoversi bene, vivere meglio” ( www.mobilityweek.eu ). Per questo motivo, con il blocco del traffico, l’amministrazione comunale di Vicenza propone un calendario di manifestazioni che quest’anno si annuncia particolarmente ricco.&lt;br /&gt;“Da una giornata di divieto alla circolazione dei veicoli a motore – ha detto l’assessore Antonio Dalla Pozza – vogliamo trasformare il 26 settembre in una domenica di festa in cui far emergere, con la collaborazione delle associazioni e degli enti che hanno aderito all’iniziativa, la sensibilità ambientale dei cittadini che è sicuramente in crescita. Quanto agli interventi invernali per combattere l’inquinamento atmosferico, siamo in attesa di direttive univoche dalla Regione che riguardino tutti i capoluoghi. Con molta probabilità ripeteremo le limitazioni per i mezzi più inquinanti, ma sarà molto difficile quest’anno riuscire a sostenere i costi per più blocchi totali della circolazione”.&lt;br /&gt;Centrobus e autobus urbani gratuiti&lt;br /&gt;In occasione della domenica ecologica il Comune ha disposto che il centrobus (sia la sosta sia la corsa) e tutte le corse urbane degli autobus siano gratuiti.&lt;br /&gt;Per tutto il giorno, quindi, centrobus gratuiti e intensificati nelle corse collegheranno i parcheggi di interscambio Stadio (circa 400 posti auto), Cricoli (circa 600 posti auto) e Dogana (circa 200 posti auto) con il centro storico. Nel dettaglio, la linea 10 Stadio – Cricoli funzionerà dalle 7.30 alle 20.30 ogni 8 minuti circa; la linea 20 Dogana – Duomo viaggerà dalle 7.30 alle 14 ogni 24 minuti e dalle 14 fino alle 20.25 ogni 12 minuti.&lt;br /&gt;Anche le linee urbane degli autobus saranno gratuite per tutti il giorno e nel pomeriggio verranno appositamente intensificate: la linea 1 nella tratta via Moneta – Stanga passerà ogni 10 minuti; la linea 5 tra il Villaggio del Sole e Ospedaletto avrà 4 corse ogni 12 minuti alternate a una corsa ogni 24 minuti; la linea 7 tra San Pio X e la stazione circolerà ogni 15 minuti.&lt;br /&gt;A presidiare i 16 varchi alla zona vietata, assieme agli agenti della polizia locale, ci saranno i volontari della protezione civile, degli alpini e degli scout dell’Agesci. La sanzione per chi viola il divieto di accesso sarà di 78 euro, ma la presenza di volontari alle porte della città servirà proprio a informare e a scoraggiare comportamenti a rischio multa. &lt;br /&gt;In caso di previsioni di pioggia battente la domenica senz’auto sarà annullata e tutti i divieti installati ai varchi saranno rimossi. “In quel caso – ha precisato l’assessore – la manifestazione non sarà riproposta in un’altra giornata perché non potremmo permetterci di sostenere di nuovo i costi, che ammontano a circa 22 mila euro”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi può circolare&lt;br /&gt;Nell’area vietata alla circolazione, con autocertificazione o apposita certificazione, potranno circolare come al solito i veicoli dei portatori di handicap, quelli che trasportano malati gravi o persone da sottoporre a terapie, cure, analisi o visite mediche; i mezzi delle persone che assistono ricoverati in luoghi di cura e nei servizi residenziali; i veicoli al seguito di matrimoni, funerali o altre cerimonie religiose; chi deve raggiungere una farmacia di turno all’interno del perimetro (con autocertificazione o ricetta medica); chi accompagna o va a prendere persone alla stazione dei treni, delle corriere, oppure a prendere aerei o navi (con autocertificazione o biglietto); gli ospiti degli alberghi dell’area vietata per quanto riguarda il percorso per e dalla struttura (con copia della prenotazione); i veicoli con targa estera e targa E.E. (escursionisti esteri); quelli dei sacerdoti e ministri di culto per gli adempimenti del proprio ministero; quelli dei direttori e giudici di gara che si stanno recando a una manifestazione; i mezzi con almeno 4 persone a bordo che trasportano atleti che si stanno recando o tornano da una gara; i turnisti residenti o che lavorano nell’area interdetta, con turno non sufficientemente coperto dal servizio di trasporto pubblico.&lt;br /&gt;Potranno inoltre circolare i mezzi dei corpi e servizi di polizia, i mezzi di soccorso e dei medici in servizio di visita domiciliare, i veicoli di paramedici e tecnici ospedalieri o di case di cura in servizio di reperibilità, i mezzi di associazioni che svolgono assistenza sanitaria o sociale, i veicoli che trasportano pasti confezionati per mense e comunità. &lt;br /&gt;Circolazione consentita anche agli autobus di linea, ai bus turistici, ai taxi e alle vetture in servizio di noleggio con conducente, ai mezzi del pronto intervento, a quelli per il trasporto delle derrate deperibili, dei farmaci, ai veicoli a servizio dei mezzi di informazione (con contrassegno esterno o autocertificazione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perimetro della zona vietata (le strade in neretto sono percorribili):&lt;br /&gt;Via Ferretto de Ferretti (dalla linea ferroviaria a Viale Verona) – Viale Verona (dall’altezza del distributore Esso nei pressi di Via Sella fino a Viale San Lazzaro) – Viale San Lazzaro – Strada Padana Superiore verso Verona (da Viale San Lazzaro a Viale del Sole – raccordo Nord Ovest – raccordo Est) – Viale del Sole (da Strada Padana verso Verona fino a Via Brg Granatieri di Sardegna) - Via Brg Granatieri di Sardegna (da Viale del Sole a Via Biron di sopra) – Strada Biron di sopra (escluso il tratto compreso nell’area interdetta da Via Brg Granatieri di Sardegna fino a Strada del Pasubio) - Strada Pasubio (da Via Biron di Sopra a Viale Diaz) - Viale Diaz (da rotatoria all’Albera fino a Viale Dal Verme – il perimetro passa a nord dell’area abitata presente tra Via Albricci e Via Monte Suello, queste sono comprese nell’area vietata) – Viale Dal Verme - Strada Sant’Antonino (da Via Monte Suello a Via Cresolella) – Strada della Cresolella (il perimetro prosegue fino a Via Lago Maggiore, strada compresa all’interno dell’area interdetta congiungendosi con Strada Marosticana) - Strada Marosticana (da Via Lago Maggiore fino a Viale Grappa) – Viale Grappa (da Strada Marosticana fino a Via Pforzeim, per la sola uscita dal park Cricoli) - Via Pforzeim - Viale Cricoli (da Via Pforzeim a Viale Fiume) – Viale Fiume – Viale Trieste (da Via Fiume fino alla ferrovia Vicenza - Schio) – ferrovia Vicenza - Schio (da Viale Trieste fino a strada di Bertesina) – Strada di Bertesina (da ferrovia Vicenza - Schio fino a Via Moro) - Via Moro (fino a Strada di Ca’ Balbi) – Strada di Ca’ Balbi (da Via Moro a Viale Camisano) - Viale Camisano (da Strada di Ca’ Balbi alla ferrovia Milano Venezia) – ferrovia Milano Venezia (da Viale Camisano fino a Via Ferretto de Ferretti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strade percorribili all’interno del perimetro:&lt;br /&gt;Via Fermi – tutta percorribile; Via Pieropan (da Via Fermi a Strada delle Cattane) - Raccordi Nord Ovest ed Est di Viale del Sole; Strada delle Cattane – tutta percorribile; Viale Crispi– tutta percorribile; Viale del Mercato Nuovo (da Via L. Antonini a Via Fermi); Via Farini– tutta percorribile; Via Legione Antonini (da Via del Mercato Nuovo a Via Pecori Giraldi) – Viale Pecori Giraldi (da Via Legione Antonini a rotatoria all’Albera); Viale Dal Verme - tutta percorribile; Viale Diaz – tutta percorribile; Strada Sant’Antonino – tutta percorribile; Strada della Cresolella – tutta percorribile; Strada Marosticana – tutta percorribile; Viale Fiume – tutta percorribile; Via Ragazzi del ’99 – tutta percorribile; Viale Astichello – nel tratto compreso tra via Ragazzi del ’99 fino a Via Baden Powell compresa; Viale Trieste – percorribile dall’intersezione con Via Quadri verso Treviso; Via Quadri – tutta percorribile; Strada di Bertesina – tutta percorribile; Via Spalato – tutta percorribile; Viale Trissino – da Viale della Pace a Via Bassano; Via Bassano – tutta percorribile; Viale della Pace – percorribile da Viale Trissino fino all’intersezione con Viale Camisano; Viale Camisano – tutta percorribile; Via Vittime Civili di Guerra – tutta percorribile; Via dello Stadio – percorribile da Via Bassano alla Riviera Berica; Viale Risorgimento Nazionale – tutta percorribile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo completo dell’ordinanza, la mappa, l’elenco delle vie che delimitano la zona vietata, il modulo per l’autocertificazione sono pubblicati sul sito www.comune.vicenza.it (sezione Primo piano).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni: &lt;br /&gt;Ufficio relazioni con il pubblico – tel 0444221360&lt;br /&gt;Settore ambiente e tutela del territorio – tel 0444221598&lt;br /&gt;Comando polizia locale – tel 0444545311&lt;br /&gt;Segreteria telefonica 24 ore su 24 – 0444222324&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il programma delle iniziative&lt;br /&gt;In occasione della domenica senz’auto sono particolarmente numerose, quest’anno, le iniziative che sono state messe in campo per proporre un modo più ecologico di vivere la città. Anche i negozi del centro, domenica 26 settembre, resteranno aperti.&lt;br /&gt;Ponte degli Angeli e Riviera Berica: “Puliamo il mondo”&lt;br /&gt;La pulizia del Bacchiglione a Ponte degli Angeli e della pista ciclabile della Riviera Berica, tra Porta Monte a Debba, saranno l’obiettivo dell’edizione vicentina di “Puliamo il mondo”. Si tratta della più grande iniziativa di volontariato ambientale, alla quale, l’anno scorso, hanno partecipato 1.700 comuni e 700.000 mila volontari per contribuire a creare città più pulite e vivibili. A Vicenza operatori del consorzio Alta Pianura Veneta e di Aim Valore ambiente effettueranno la pulizia straordinaria dell’alveo del fiume in prossimità del ponte e volontari coordinati dal Comune di Vicenza e da Legambiente si occuperanno della pulizia della pista ciclabile Casarotto. &lt;br /&gt;Questa mattina, alla presentazione della manifestazione, c’era il presidente del consorzio Antonio Nani: “Abbiamo aderito con entusiasmo alla proposta di Vicenza – ha detto Nani - che ci ha chiesto di metter a disposizione i nostri uomini e i nostri mezzi per pulire il Bacchiglione nella zona di ponte degli Angeli. Compito del consorzio è tenere pulito il territorio, ma la competenza sul Bacchiglione sarebbe del genio civile, che però non ha i mezzi per intervenire. Pertanto ci accolleremo noi il lavoro perché siamo convinti che l’acqua sia un bene di tutti e che, se i fiumi sono puliti, il beneficio ricada su tutti”. &lt;br /&gt;Quanto alla pulizia della pista ciclabile organizzata dal Comune con Legambiente, l’assessore Dalla Pozza ha lanciato un appello: “Invito tutti i cittadini che hanno voglia di vivere in modo davvero ecologico domenica 26 a contattare l’assessorato all’ecologia (0444221598 oppure assambiente@comune.vicenza.it) per ricevere l’apposito kit di “Puliamo il mondo “ ed essere inseriti nelle squadre dei volontari che, se saranno sufficientemente numerosi, potranno occuparsi anche della pulizia degli altri percorsi ciclabili della città”.&lt;br /&gt;Piazza Castello&lt;br /&gt;Fin dal mattino nei gazebo allestiti da Tuttinbici e da Zeppeling sarà possibile prendere informazioni sulla mobilità ciclabile; nel pomeriggio, con partenza alle 15, Tuttinbici organizzerà una pedalata ecologica alla scoperta delle mura della città alla quale si potrà partecipare anche noleggiando gratuitamente le biciclette di Zeppeling. Sempre in piazza Castello, Cicletica proporrà dimostrazioni su come riparare la propria due ruote.&lt;br /&gt;Piazza dei Signori e Piazza Biade&lt;br /&gt;Al Forum Center di piazza dei Signori sarà possibile visitare (con orario 10-13, 14-18) la mostra fotografica ad ingresso libero “Scatti d’aria pulita – immagini di mobilità sostenibile”, tappa conclusiva del concorso organizzato dal Comune di Vicenza in collaborazione con il fotoclub “Il punto focale”. &lt;br /&gt;Nella Loggia del Capitaniato, tra le 16 e le 18, ci sarà “People meet ... Biennale”, un laboratorio per ragazzi condotto da operatori specializzati della Biennale di Venezia in occasione della 12 a Mostra Internazionale di Architettura.&lt;br /&gt;Durante tutto il giorno sia piazza dei Signori che piazza Biade saranno allestite con i golosi banchi della Piazza dei Sapori, tradizionale manifestazione proposta da Confesercenti.&lt;br /&gt;Contrà Garibaldi&lt;br /&gt;Davanti al palazzo delle poste, per tutta la giornata, ci saranno i gazebo informativi di WWF, Legambiente, Italia Nostra e Acque Vicentine, e un’esposizione di veicoli elettrici ad emissione zero (iniziativa, quest’ultima, in via definizione).&lt;br /&gt;Corso Fogazzaro e Piazza San Lorenzo&lt;br /&gt;Annullata per il maltempo mercoledì 8 settembre, la 22a edizione di “Mestieri in strada” verrà riproposta domenica 26 tra corso Fogazzaro e piazza San Lorenzo in collaborazione con la neonata associazione “Vivere il centro” e con il supporto dell’Associazione Artigiani e Aim. Dalle 9 alle 20 saranno rievocati i mestieri di inizio ‘900 con 25 figuranti in abiti d’epoca e ci sarà spazio per l’animazione dei più piccoli. &lt;br /&gt;Campo Marzo&lt;br /&gt;Per tutto il giorno a Campo Marzo saranno di scena gli sport nell’ambito dell’iniziativa “Camminando tra gli sport” che vedrà la presenza numerose associazioni cittadine invitate a presentare le più diverse discipline.&lt;br /&gt;Dalle 9 alle 12,30, buone letture e libri in prestito al Punto Biblioteca della Bertoliana.&lt;br /&gt;Altre iniziative di domenica 26 settembre&lt;br /&gt;A palazzo Chiericati sarà possibile accedere alle visite guidate del cantiere della pinacoteca civica (prenotazione telefonica allo 0444222811-13); al teatro Olimpico, alle 18, sarà messo in scena l’Oreste di Euripide nell’ambito del 63° Ciclo di spettacoli classici (a pagamento). Al Lamec (piano terra della Basilica Palladiana) si potrà visitare la mostra di Fabio Sandri “Produzione di immagini” (ingresso libero). Le frecce tricolori saranno protagoniste di una mostra fotografica allestita al Palazzo delle Opere Sociali per ricordare i 50 anni della storica formazione (ingresso libero). A Palazzo Barbaran Da Porto, infine, si potrà visitare la mostra “Sulla scena del crimine. I corpi del reato e i luoghi del delitto a Vicenza (1820-1850)”, allestita da Cisa e Archivio di Stato di Vicenza (ingresso 3 euro). &lt;br /&gt;Aspettando la domenica ecologica&lt;br /&gt;In occasione della Settimana europea della mobilità sostenibile l’associazione Tuttinbici FIAB Vicenza proporrà due iniziative dedicate a chi si sposta abitualmente sulle due ruote: giovedì 16 settembre, dalle 9 alle 12 a piazza Castello, volontari dell’associazione conteranno una a una le biciclette che entreranno in centro e regaleranno ai ciclisti un piccolo dono, mentre mercoledì 22 settembre sempre in piazza Castello dalle 20.30 alle 22 ci sarà l’evento “Il ciclista illuminato”, con la distribuzione di giubbetti rifrangenti ai ciclisti che entreranno in centro (contributo di 2 euro).&lt;br /&gt;Sabato 18 settembre alle 18, infine, al Forum Center di piazza dei Signori ci sarà l’inaugurazione della mostra fotografica “Scatti d’aria pulita – immagini di mobilità sostenibile”, a conclusione del concorso organizzato dal Comune di Vicenza in collaborazione con il fotoclub “Il punto focale” .&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-7016037899147643205?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/7016037899147643205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/vicenza-senza-auto-domenica-26.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/7016037899147643205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/7016037899147643205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/vicenza-senza-auto-domenica-26.html' title='Vicenza senza auto - Domenica 26'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TJC-5y0q-3I/AAAAAAAAAFM/p9NhSnCZO0o/s72-c/IMG_1652.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-136938001866133961</id><published>2010-09-15T02:24:00.000-07:00</published><updated>2010-09-15T02:27:32.065-07:00</updated><title type='text'>Bibloteca Bertoliana parte il progetto "Volti vicentini"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TJCRffo3AJI/AAAAAAAAAFE/BeKnzExrSUc/s1600/GiovanniMariaBertolo.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 241px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TJCRffo3AJI/AAAAAAAAAFE/BeKnzExrSUc/s320/GiovanniMariaBertolo.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517069513783705746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Biblioteca Bertoliana, parte il progetto “Volti vincenti” per creare una banca dati on line dei ritratti dei vicentini illustri &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ritratti di uomini politici, intellettuali, scienziati, religiosi, viaggiatori, che hanno fatto la storia di Vicenza, raccolti in una banca dati on line. &lt;br /&gt;E’ l’obiettivo della nuova iniziativa targata Biblioteca Bertoliana che intende così soddisfare le numerose richieste da parte di studiosi e di cittadini interessati alla storia della città e che intende dimostrare che anche a Vicenza esiste ed è forte il binomio “ritratto-potere”: perché chi conquista un posto nella storia acquisisce il diritto di essere ricordato attraverso la sua effige e il ritratto diviene pertanto il principale veicolo di manifestazione del potere guadagnato. &lt;br /&gt;La creazione di una galleria di ritratti dei vicentini illustri – che è stata presentata questa mattina a palazzo Trissino dall’assessore alla cultura Francesca Lazzari, dal presidente della Biblioteca Bertoliana, Giuseppe Pupillo, e dal vicepresidente della Fondazione Cariverona, Ambrogio Dalla Rovere - passerà dunque attraverso il recupero, la scansione digitale e la catalogazione dell’iconografia contenuta negli archivi della Bertoliana: finora infatti il recupero di molte informazioni non era agevole, in quanto la catalogazione fatta nel tempo si riferisce alle opere nel loro complesso e non ai singoli contenuti. &lt;br /&gt;“L’iniziativa è molto importante e interessante per la vita culturale della città e della Bertoliana stessa – ha dichiarato Lazzari -. Sarà un lavoro significativo anche per il mantenimento della memoria su supporti tecnologici avanzati in modo da non perderla. Il risultato di questa iniziativa sarà una storia di Vicenza per immagini, una storia per ritratti”.&lt;br /&gt;Confezionato dalla Bertoliana per un costo complessivo di 58.500 euro, il progetto “Volti vincenti” ha trovato il sostegno della Fondazione Cariverona, che finanzia infatti il progetto con 30 mila euro. Tre le fonti su cui si procederà: le immagini della raccolta Marasca, che raccoglie i ritratti vicentini che don Pietro Marasca mise insieme durante tutta la sua vita e che a fine Ottocento donò alla biblioteca vicentina; i ritratti sciolti conservati nella raccolta dei disegni della biblioteca; e la raccolta di ritratti e foto utilizzati dal memorialista Giovanni Da Schio per impreziosire i 18 volumi manoscritti della sua monumentale opera “Persone memorabili di Vicenza” (secolo XIX).&lt;br /&gt;“Il grande problema delle biblioteche storiche – ha spiegato Pupillo – è stato in questi anni quello di passare da una funzione prevalentemente conservativa, e quindi anche di accesso limitato a pochi studiosi, alla valorizzazione del patrimonio acquisito, in modo da aprire l’accesso dei documenti agli studiosi di tutto il mondo. Negli anni anche la Bertoliana ha proceduto su questa strada, ma sono stati interventi assai impegnativi e costosi, possibili grazie al sostegno generoso della Fondazione Cariverona”.&lt;br /&gt;“La Fondazione ha sempre investito molto sulla cultura – ha infatti dichiarato Dalla Rovere -. In questi ultimi anni per la Bertoliana di Vicenza abbiamo stanziato più di 300 mila euro, anche se il contributo più importante è datato giugno 2003, quando per la ristrutturazione di palazzo Cordellina, sede direzionale della biblioteca, la Fondazione stanziò 5,5 milioni. Il restauro, del resto, riguardava un monumento non soltanto architettonico, ma anche della cultura vicentina”. &lt;br /&gt;Se dunque l’iniziativa “Volti vincenti” consentirà da un lato di delineare la storia di chi rappresentava il “potere” vicentino, dall’altro permetterà di creare una galleria di immagini di illustri vicentini sulla falsa riga di quanto Paolo Giovio nel Cinquecento insegna a fare nei suoi “Elogia”, profili biografici che corredano il ritratto relativo a ciascun personaggio della sua collezione. La sistematizzazione della memoria proposta dal letterato, dall’epoca arcaica a quella contemporanea, si pone come modello per un’ampia catalogazione dei personaggi che hanno fatto la storia della civiltà. &lt;br /&gt;L’abbondante trattatistica relativa al ritratto che si diffonde dalla fine del XVI secolo, del resto, dimostra il crescente interesse di pubblico verso il genere. Basti pensare che nel corso del Cinquecento si moltiplicano le commissioni di gallerie di ritratti di uomini illustri e virtuosi, distintisi nelle lettere, nelle armi o nella vita religiosa. E la ritrattistica arriva addirittura ad essere regolamentata attraverso i dictat proposti nei trattati d’arte. &lt;br /&gt;Il ruolo del ritratto rispetto al potere rimane dunque invariato nei secoli: i due termini sono vincolati da stretti e sottili legami di diritti e doveri che ne determinano l’uguale sorte, comune fortuna o sventura, ricordo eterno o definitiva “damnatio memoriae”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-136938001866133961?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/136938001866133961/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/bibloteca-bertoliana-parte-il-progetto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/136938001866133961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/136938001866133961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/bibloteca-bertoliana-parte-il-progetto.html' title='Bibloteca Bertoliana parte il progetto &quot;Volti vicentini&quot;'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TJCRffo3AJI/AAAAAAAAAFE/BeKnzExrSUc/s72-c/GiovanniMariaBertolo.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-6369587006812878790</id><published>2010-09-13T08:55:00.000-07:00</published><updated>2010-09-13T08:57:45.589-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mostra fotografica'/><title type='text'>Fabio Sandri a Vicenza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TI5JqTjqPXI/AAAAAAAAAE8/8OyX6kXGjIY/s1600/Sandri+1.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TI5JqTjqPXI/AAAAAAAAAE8/8OyX6kXGjIY/s320/Sandri+1.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516427584728612210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“Produzione di immagini”, la mostra di Fabio Sandri al LAMeC &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Produzione di immagini” la mostra di Fabio Sandri che verrà inaugurata sabato 18 settembre alle 18,30, al LAMeC (Basilica Palladiana) riunisce una serie di opere emblematiche del suo percorso artistico recente, basato sull’uso sperimentale dell’impronta diretta su carta fotosensibile. La mostra è realizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza con il sostegno di Regione Veneto, Aim e Gemmo Spa. Questo supporto che reagisce alla luce, viene utilizzato come un elemento bidimensionale che registra in modo meccanico e automatico presenze e forme dello spazio tridimensionale e permette anche di dare forma allo scorrere del tempo. L’artista ha iniziato questo percorso usando con modalità originali il fotogramma, tecnica già sperimentata nelle arti visive a partire dalle Avanguardie primo-novecentesche (in particolare da Man Ray e Lazslo Moholy-Nagy), nella quale le immagini vengono fissate senza l'impiego di una macchina fotografica: nel caso di Sandri, sono intere stanze abitative a venire registrate e riprodotte. Un’altra serie di lavori mostra i risultati dell’esposizione continua della carta fotografica alla luce naturale dell’ambiente e al fascio di luce più intensa di una videoproiezione.&lt;br /&gt;La mostra, a cura di Eva Fabbris, ha il suo fulcro nell’opera-dispositivo “Garage”, una “nicchia d’ombra” nella quale si producono gli “Autoritratti di tempi lunghi”. Chi si affaccia verso l’interno del box viene ripreso da una telecamera e la sua immagine viene proiettata in tempo reale sulla parete di fondo, che è ricoperta parzialmente di carta fotosensibile. Grazie all’intensità luminosa della proiezione, quest’immagine si registra sulla carta: gli “Autoritratti di tempi lunghi” esposti in mostra sono stati realizzati nella primavera e estate del 2010 e ritraggono l’artista stesso e i visitatori del suo studio, ai quali Sandri ha chiesto di stare in posa sulla soglia del Garage per un minimo di quindici minuti. Nel corso della mostra si produrranno nuovi ritratti del pubblico, che avrà così la possibilità di fare in prima persona l’esperienza di un tempo lungo trascorso in una situazione di stasi, durante il quale “cerca” e forma una propria immagine.&lt;br /&gt;Per questa occasione è stato prodotto un catalogo con testi di Tim Otto Roth ed Eva Fabbris. &lt;br /&gt;La mostra resterà aperta al pubblico fino al 24 ottobre, dal martedì alla domenica, dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 19. Informazioni allo 0444222122, uffmostre@comune.vicenza.it&lt;br /&gt;Note biografiche&lt;br /&gt;Fabio Sandri è nato a Valdagno (Vicenza) nel 1964 e vive a Brogliano. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia; nel 1988 ha tenuto la sua prima mostra personale intitolata Luoghi. Dal 1991 al 1996 ha collaborato alla programmazione del laboratorio Otttomat di Montecchio Maggiore (Vicenza); insegna al Liceo Artistico “U. Boccioni” di Valdagno. Ha esposto il suo lavoro in Italia, Slovenia, Cekia e Gran Bretagna, di recente ha partecipato a Fotografia Europea 2009, tenuto mostre presso Exitarte di Vittorio Veneto e la Galleria Artericambi di Verona ed è stato presente in collettive presso l’Istituto di Cultura Italiana a Berlino, il Kurpfalzischmuseum di Heidelberg, la Kettle’s Yard dell’University of Cambridge.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-6369587006812878790?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/6369587006812878790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/fabio-sandri-vicenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6369587006812878790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6369587006812878790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/fabio-sandri-vicenza.html' title='Fabio Sandri a Vicenza'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TI5JqTjqPXI/AAAAAAAAAE8/8OyX6kXGjIY/s72-c/Sandri+1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-908952858904481217</id><published>2010-09-13T07:35:00.000-07:00</published><updated>2010-09-13T07:52:18.690-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mostra mercato'/><title type='text'>Vicenza: Fiori, colori e..."</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TI46SzsnFbI/AAAAAAAAAE0/PTJcbQbrokc/s1600/Fiori_Colori_E_2009_1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TI46SzsnFbI/AAAAAAAAAE0/PTJcbQbrokc/s320/Fiori_Colori_E_2009_1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516410688364811698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ritorna in piazza dei Signori “Fiori, colori e…”, seconda edizione della mostra mercato di floricoltura, orto botanica e prodotti della natura&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorna da venerdì 17 a domenica 19 settembre la manifestazione “Fiori, colori e...”, la mostra mercato di floricoltura, orto botanica e prodotti della natura organizzata dall’associazione culturale Il Tritone in collaborazione con il Comune di Vicenza e l’associazione Noter de Berghem di Bergamo. &lt;br /&gt;Dopo il weekend della grande festa della Rua e quello delle manifestazioni proposte in concomitanza di VICENZAORO Choice, tra cui il tradizionale Mercato dell’artigianato e collezionismo organizzato proprio dall’associazione Il Tritone, anche il prossimo fine settimana si caratterizzerà per un’attenzione particolare al centro storico di Vicenza, dove i negozi resteranno aperti anche di domenica.&lt;br /&gt;Questa mattina hanno presentato la seconda edizione dell’evento l’assessore allo sviluppo economico e produttivo Tommaso Ruggeri e la presidente dell’associazione “Il Tritone” Anna Marsiletti.&lt;br /&gt;“Questa rassegna ci è particolarmente gradita perché rientra nel progetto di abbellimento del centro utilizzando i fiori – dichiara l’assessore Ruggeri -. Negli ultimi tempi abbiamo infatti arricchito le vie della città con fioriere e aiuole colorate e continueremo poco per volta proseguendo per questa strada in corrispondenza con la disponibilità economica. Per questo ringrazio l’associazione Il Tritone che si rende disponibile ad organizzare anche la seconda edizione della manifestazione. Quest’anno abbiamo allargato gli orizzonti - continua l’assessore - accogliendo anche l’associazione Ghoan che si occupa della diffusione della cultura giapponese e con la quale nel 2010 abbiamo sviluppato anche altri progetti. In fondo Vicenza è una delle città più multietniche d’Italia e i numerosi turisti giapponesi amano del nostro paese la cultura, la gastronomia e i nostri prodotti.”&lt;br /&gt;“Saranno 60 gli espositori che arriveranno in piazza dei Signori e piazza Biade – spiega la presidente dell’associazione “Il Tritone” Anna Marsiletti -. Quest’anno verrà allestita l’area di fronte alla Basilica con degli ombrelloni in modo da dare l’idea che i fiori nascano dalla pavimentazione, mentre nella Loggia del Capitaniato verranno ospitate alcune associazioni collegate al mondo della floricoltura che l’anno scorso non erano presenti”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fortemente voluto dal sindaco Achille Variati, che ha fatto di “Vicenza fiorita” uno slogan della sua amministrazione, l’evento “Fiori e colori e ...” è stato pensato per rispondere al crescente interesse verso la cultura del verde. &lt;br /&gt;Piazza dei Signori e piazza Biade si trasformeranno infatti in un vero giardino con la presenza di 60 espositori italiani e stranieri che a partire dalle 12 di venerdì 17 settembre coloreranno il “salotto” della città, con i suoi palazzi e la Basilica Palladiana. Piante, articoli di giardinaggio, manuali e volumi fotografici, attrezzature per l’arredo giardino, ma soprattutto composizioni e angoli fioriti con erba e piante, pozzi di ville venete, pietre antiche ed ancora golose specialità della natura proposte per la prima volta nella tre giorni di Vicenza saranno protagonisti di un’unica grande manifestazione che renderà uniche le due piazze del centro storico.&lt;br /&gt;Particolarmente ricca, dopo i positivi riscontri della prima edizione, la platea degli ospiti.&lt;br /&gt;Il club bonsai Il Faggio di Monticello Conte Otto, che riunisce dal 2005 gli appassionati delle piccole piante per favorire lo studio e la promozione della nobile ed antichissima arte orientale del bonsai, esporrà numerosi bonsai rari, proponendo la propria consulenza nell’impostazione, nella coltivazione e nel mantenimento di queste piante. &lt;br /&gt;Grazie alla presenza degli Amici dei Parchi la manifestazione darà inoltre l’opportunità di conoscere da vicino un mondo che esalta la bellezza degli alberi. L’associazione, con sede alla biblioteca La Vigna di Vicenza, favorisce infatti la conoscenza ed il corretto uso dei parchi storici e delle aree verdi di Vicenza, in particolare nelle scuole, dove promuove il concorso Alberi per il futuro.&lt;br /&gt;Tra le nuove partecipazioni ci sarà quella dell’associazione Gohan, costituita nel 2007 con lo scopo di far conoscere e diffondere la cultura giapponese nei suoi molteplici aspetti, tra cui il celebre vivaismo dalla secolare tradizione. &lt;br /&gt;Saranno inoltre presenti l’associazione Garden Club di Vicenza aderente all'A.G.I. (Associazione Giardini Italiani), impegnata nella diffusione della conoscenza dei giardini, nella difesa del mondo della natura, nella protezione della flora spontanea, nella conservazione di parchi e giardini pubblici e privati, e l’associazione Civiltà del Verde, sempre con sede in città, che si rivolge a tutti i cittadini che amano il verde e il proprio territorio e lo ritengono un bene da difendere, salvaguardare e valorizzare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-908952858904481217?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/908952858904481217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/vicenza-fiori-e-colori-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/908952858904481217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/908952858904481217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/vicenza-fiori-e-colori-e.html' title='Vicenza: Fiori, colori e...&quot;'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TI46SzsnFbI/AAAAAAAAAE0/PTJcbQbrokc/s72-c/Fiori_Colori_E_2009_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-3977756845296581154</id><published>2010-09-13T02:47:00.000-07:00</published><updated>2010-09-13T02:51:59.677-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><title type='text'>Rose e cucina</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TI3z1lsQzhI/AAAAAAAAAEs/2BoAAOnqWDM/s1600/rosa-rosa-sfondo-desktop-1920x1200-03836.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TI3z1lsQzhI/AAAAAAAAAEs/2BoAAOnqWDM/s320/rosa-rosa-sfondo-desktop-1920x1200-03836.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516333220575104530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La rosa in cucina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Gabrialle Grasselli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lessi in un manuale sulla bellezza naturale:&lt;br /&gt;“La figlia di un sultano,&lt;br /&gt;vide, passare lento,&lt;br /&gt;uno strato oleoso,&lt;br /&gt;Dall’odore intenso di rose”, (suggestionava il libro)&lt;br /&gt;Capii trattarsi di “olio di rose”.&lt;br /&gt;Uscii velocemente in giardino e raccolsi più petali di rose che potei, le misi in un barattolo di vetro e … aspettai per qualche settimana.&lt;br /&gt;Alla mattina esponevo il barattolo al sole e lo ritiravo al tramonto, prima dello scendere della rugiada.&lt;br /&gt;Uff! Dopo un po’ il mio nettare andò a marcire e buttai tutto nel letamaio a fare “compost”, per le verdure a venire.&lt;br /&gt;Ricordo, per consolarmi mi cimentai in una torta di rose: pan di spagna, ricoperto alla glassa di zucchero a velo, petali di rose per guarnizione e per finire una bella foto, la quale adesso sta in soffitta dentro ad una busta semiaperta  ad emanare il ricordo di odori e profumi lontani nel tempo.&lt;br /&gt;- Torno alla cucina, la stanza di casa dove, il profumo di donna, si mescola con gli aromi del cibo.&lt;br /&gt;Aromi intensi, profusi, dolci, amari, sensibili, delicati, piccanti, potenti.&lt;br /&gt;Odori acri, pungenti, soffocanti, inebrianti, stuzzicanti, provenienti da terre lontane, da etnie diverse, da colori diversi.&lt;br /&gt;Dall’angolo del cane e del gatto, si sente salire l’odore intenso di crocchette: pasta alle verdure con pezzetti di carne, il tutto irrorato con un fruttato filo d’olio d’oliva. &lt;br /&gt;Odore d'avanzi di pesce, resti di un pranzo importante.&lt;br /&gt;Il “miao” del gatto, ti chiede un po’ di latte: latte fresco appena munto, fresco di montagna come l’odore di Pino Silvestre dentro al tampone  assorbi odori messo vicino al lavabo.&lt;br /&gt;Se, poi verso sera, entrano gli amici, faccio loro onore con un buon bicchierino di rosolio.&lt;br /&gt;Dolce armonia di miscuglio fra le rose del giardino, alcool e acqua zuccherata; imprigionato dentro ad una bottiglia di vetro dall’aspetto antico che fa bella mostra di se, messa sopra al comò.  &lt;br /&gt;Sullo scaffale, fra i libri di cucina, ritrovo il mio “ manuale della bellezza naturale” di un tempo.&lt;br /&gt;Sfoglio la pagina sull’indice delle rose e scopro una nuova ricetta: “Rose Bowl”.&lt;br /&gt;Inizia perciò, per me, una nuova stagione di vasi e travasi.&lt;br /&gt; Mettere e togliere spezie. Aggiungere oli essenziali.&lt;br /&gt; Intanto sta arrivando l’inverno. L’odore tremendo di cavolo verza, “appesta” brevemente tutta la casa.&lt;br /&gt;Aspetta! ... Apro il mio “Rose Bowl”. &lt;br /&gt;E’ fantastico!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-3977756845296581154?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/3977756845296581154/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/rose-e-cucina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3977756845296581154'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3977756845296581154'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/rose-e-cucina.html' title='Rose e cucina'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TI3z1lsQzhI/AAAAAAAAAEs/2BoAAOnqWDM/s72-c/rosa-rosa-sfondo-desktop-1920x1200-03836.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-6649579595201926234</id><published>2010-09-13T02:26:00.001-07:00</published><updated>2010-09-13T02:28:13.692-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Carreras a Marostica (Vi)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TI3ug4IqM_I/AAAAAAAAAEk/p8N_smTRmxg/s1600/art_563_1_CARRERAS.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 231px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TI3ug4IqM_I/AAAAAAAAAEk/p8N_smTRmxg/s320/art_563_1_CARRERAS.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516327367190655986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il grande ritorno di Josè Carreras&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Stefano Saggin&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’appuntamento per tutti i vicentini e non  è per il 14 settembre a Marostica  in una delle più belle piazze italiane, ovvero piazza degli Scacchi dove si potrà seguire il concerto di uno dei più grandi tenori di ogni tempo ovvero: Josè Carreras.&lt;br /&gt;L’usignolo catalano arriva in veneto, dopo aver trascorso anni ad inebriarci di melodie fantastiche giunte poi all’apice e alla consacrazione definitiva con l’esibizione: THE THREE TENORS’ del 1990, in perfetta simbiosi con altri due grandi della lirica come Placido Domingo e Luciano Pavarotti.&lt;br /&gt;Marostica  è pronta a riceverLo vestita a festa e trasformata in un grande teatro all’aperto, dove il Maestro sarà accompagnato dall’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza diretta dal maestro spagnolo David Gimenez, reduce da grandi successi internazionali. Nel corso della grande esibizione il  Maestro potrà contare sul supporto del grande soprano Gladys Rossi che ci guideranno tra le più belle canzoni italiane e spagnole tra cui: “L’Arlesienne Suite” di George Bizet, i Vespri Siciliani di Giuseppe Verdi, La Cavalleria Rusticana di Mascagni  e molti altri brani mai dimenticati.&lt;br /&gt;Sicuramente è un’occasione più unica che rara vedere all’opera Carreras, visto che son passati 19 anni dell’ultima esibizione nel vicentino e più precisamente a Vicenza in Piazza dei Signori dove registrò un successo incredibile contornato da numerosi bis. Finalmente potremmo ammirarlo anche nell’Alto Vicentino, dove arriva dopo aver cantato in tutti i più grandi teatri del mondo come il Staatsoper di Vienna, il Covent Garden di Londra, il Metropolitan Opera di New York.&lt;br /&gt;Poi nel1975 il gran  debutto alla Scala di Milano dove interpretò Riccardo nell’opera “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi; purtroppo il 1987 non è stato l’anno migliore per il tenore catalano in quanto venne colpito da una grave forma di leucemia, quando tutti pensavano che fosse giunto al capolinea eccolo rialzarsi e raccogliere al suo fianco gli amici di sempre: Luciano Pavarotti e Placido Domingo.&lt;br /&gt; Ed  è proprio in concomitanza con i mondiali di calcio a Roma, che viene fissato il primo concerto dei tre tenori destinato soprattutto a raccogliere fondi  a favore della fondazione contro la leucemia. Quindi prima di essere il Maestro, il tenore, l’usignolo abbiamo anche l’onore di avere davanti ai nostri occhi una persona che ha visto probabilmente la morte in faccia, e dopo aver aggirato l’ostacolo si è messo a disposizione dei meno fortunati. Dunque riassumendo il tutto abbiamo la più bella piazza dell’Alto Vicentino tirata a lucido, pronta a ricevere il più grande tenore vivente, una serata di settembre da mettere in cornice e tutta da assaporare, un’organizzazione di alta professionalità messa a disposizione dalla Due Punti Eventi di Thiene che ha deciso di installare un sistema di maxi schermo per farci godere  una visione dello spettacolo a livello ottimale, supportati dal reportage di Via Vai che come in ogni occasione importante non finisce mai di stupirvi e di tenervi costantemente  informati sui grandi eventi musicali. Quindi vi aspettiamo a Marostica  e per una serata potremmo dimenticare i tanti problemi della vita quotidiana ascoltando la voce dell’usignolo che risponde al nome di Josè Carreras pronto per l’occasione a dare scacco matto!&lt;br /&gt;Stefano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-6649579595201926234?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/6649579595201926234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/il-grande-ritorno-di-jose-carreras-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6649579595201926234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6649579595201926234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/il-grande-ritorno-di-jose-carreras-di.html' title='Carreras a Marostica (Vi)'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TI3ug4IqM_I/AAAAAAAAAEk/p8N_smTRmxg/s72-c/art_563_1_CARRERAS.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-3203418953984067515</id><published>2010-09-10T06:39:00.000-07:00</published><updated>2010-09-10T09:15:22.348-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il Giro della Rua. Evento di tradizione”, un convegno per conoscere storia e simbologia della Rua&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 11 settembre prosegue il programma legato al ritorno del Giro della Rua, con un appuntamento aperto a chi desidera conoscere più da vicino il grande simbolo della città.&lt;br /&gt;Alle 17, nella prestigiosa cornice delle Gallerie di palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza (contrà Santa Corona 25), il convegno dal titolo “Il Giro della Rua. Evento di tradizione” approfondirà le vicende e le simbologie della grande giostra attraverso sei secoli di storia cittadina. &lt;br /&gt;La Rua face il suo debutto nel 1444 per volere dei nodari ma, quello che oggi è considerato il simbolo cittadino per eccellenza, nasceva come contorno scenografico della processione del Corpus Domini, rispondendo col passare dei tempi, ai cambiamenti politici che interessavano anche Vicenza. Per questo troviamo documentazione di una Rua con i vessilli francesi della rivoluzione, quelli austriaci o quelli fascisti.&lt;br /&gt;I relatori Mauro Passarin, conservatore del Museo del Risorgimento e della Resistenza, monsignor Francesco Gasparini, direttore del Museo Diocesano di Vicenza, e Walter Stefani, biografo della Rua, approfondiranno il tema dal punto di vista simbolico, religioso e storico raccontando, attraverso i documenti del tempo, la vita politica, religiosa e popolare di Vicenza, in rapporto ai cambiamenti culturali che hanno caratterizzato i secoli scorsi.&lt;br /&gt;Verrà proiettato inoltre il filmato sull'ultimo breve Giro della Rua del 1928, realizzato sotto una pioggia battente e di proprietà del professore Emilio Franzina. Si potrà così ammirare la Rua che oggi non possediamo più perché distrutta nei bombardamenti della seconda guerra mondiale.&lt;br /&gt;Il macchinario ricostruito nel 2007 per volere dell'azienda municipale AMCPS in occasione dei suoi 100 anni di fondazione, protagonista della festa di sabato 4 settembre, rimarrà esposto in piazza dei Signori fino al 26 settembre.&lt;br /&gt;Il giro della Rua è stato un vero successo grazie alla partecipazione di 1500 persone in corteo e alla presenza di un numeroso pubblico di oltre 10.000. L’obiettivo degli organizzatori, ora, è di farlo diventare un appuntamento fisso nel panorama delle manifestazioni cittadine, proseguendo in modo sempre rinnovato e contemporaneo un'antica tradizione, come dimostrazione di una solidarietà fatta di passione e volontariato.&lt;br /&gt;L'ingresso alla conferenza è gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.&lt;br /&gt;Per informazioni: laruadivicenza@yahoo.it, numero verde Gallerie di Palazzo Leoni Montanari 80057885.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-3203418953984067515?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/3203418953984067515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/il-giro-della-rua.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3203418953984067515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3203418953984067515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/il-giro-della-rua.html' title=''/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-5869067608570789727</id><published>2010-09-10T06:13:00.000-07:00</published><updated>2010-09-10T06:34:15.390-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutrizione'/><title type='text'>Alimentazione ed emozioni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TIozTWGuIoI/AAAAAAAAAEc/QiQETeS2fCg/s1600/241.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TIozTWGuIoI/AAAAAAAAAEc/QiQETeS2fCg/s320/241.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515277101112894082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emozioni e cibo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dr.ssa Loredana Circi biologa - nutrizionista       &lt;br /&gt;loredana.circi@tiscali.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è un posto, nel nostro corpo, dove ogni ricordo si trasforma in emozione. E’ questo un posto “magico” fatto sicuramente di cellule ma forse anche … di qualcosa di più.&lt;br /&gt; Quante volte per esempio, un profumo che noi registriamo come gradevole o meno ci evoca il ricordo di una situazione, di un vissuto, di un posto a noi caro. Non tanto tempo fa, aprendo una vecchia credenza in cantina ho istantaneamente visto l’immagine di me bambina che prende il pane, quel pane cotto a legna di un tempo e di un luogo che non c’è più.&lt;br /&gt;Come è possibile questo?, il pane non era lì presente, nella credenza non c’era nulla che evocasse visivamente quell’immagine, era rimasto semplicemente un odore, una molecola chimica fatta di “banalissimi” atomi che tuttavia hanno stimolato in me un ricordo.&lt;br /&gt;Cosa c’è allora nella nostra mente che permette tutto ciò, chi è l’artefice di tutto questo?&lt;br /&gt;Si chiama Amigdala, semplicemente dal greco…mandorla, un’area del cervello grande in media come la mandorla stessa .&lt;br /&gt;L’amigdala, o mandorla delle emozioni, è da tempo ritenuta importante nei processi emotivi e coinvolta anche in una forma particolare di memoria che è quella emozionale. Uno studio recente ha, per esempio, identificato in quest’area profonda del cervello i meccanismi chimici che scatenano il sentimento della paura e non solo. Uno studio dell’Università della California ha rivelato che i due sessi utilizzano diversi lati dell’amigdala per immagazzinare ricordi di esperienze ad alto tasso di emotività. L’amigdala in pratica fornisce a ogni stimolo il livello ottimale di attenzione, lo arricchisce di emozioni e, infine, lo immagazzina sotto forma di ricordo. &lt;br /&gt;Questo esempio ci serve per richiamare all’attenzione di quanto tutto ciò che facciamo quotidianamente è regolato, nel razionale e nel subconscio anche e soprattutto dalla nostra mente e quindi a maggior ragione si rafforza quel concetto di salute approvato dall’O.M.S che vede la salute come …“benessere fisico, psichico e sociale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come un profumo, un odore, un’immagine possono evocare ricordi ed emozioni, ancora di più il cibo è in grado di personificare le nostre emozioni, anzi siamo noi stessi che, nella pratica quotidiana, con le nostre abitudini e talvolta in seguito alle nostre frustrazioni diamo al cibo dei significati del tutto diversi ed estremamente lontani dalla sua naturale essenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando torniamo a casa la sera, stanchi e innervositi da una giornata di lavoro, quando ci sentiamo soli, tristi, abbandonati, quando vogliamo gridare al mondo che ci siamo, ma anche quando ci troviamo in compagnia di amici o quando aspettiamo con ansia e gioia il ritorno di qualcuno a noi caro, il cibo esprime le nostre emozioni, il cibo fa parte di noi il cibo ci rappresenta. Sin dall’antichità il cibo esprime le emozioni di ogni persona, il cibo si offre, il cibo si accetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La neurodietologia è la scienza che studia gli effetti dell’alimentazione sul comportamento psichico e sociale. Essa evidenzia che la scelta oculata dei cibi permette di influenzare gli atteggiamenti comportamentali. Il terreno biochimico dell’organismo, determinato dai valori percentuali dei minerali organici, risultato di un adattamento a stress nutrizionali, fisici e psichici, influenza l’umore, la personalità e l’emotività.&lt;br /&gt;La neurodietologia afferma che mangiare un cibo che piace particolarmente stimola il rilascio di ß-endorfine, proteine esaltanti il tono umorale. I variegati colori dei diversi cibi influiscono sul benessere psicofisico: ogni gradazione cromatica stimola la produzione di ormoni ed enzimi differenti, aiutandoci a stare meglio.&lt;br /&gt;I cibi contenenti carboidrati (come pasta, riso, orzo, pane) possiedono proprietà sedative perché provvisti di un aminoacido, il triptofano, che induce la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore cerebrale che stimola il rilassamento. Alimenti tranquillizzanti sono la lattuga, il radicchio rosso, ortaggi, cipolla e aglio; la frutta dolce, soprattutto le albicocche; il miele; il lievito di birra. &lt;br /&gt;I legumi (particolarmente i piselli) attenuano la diffidenza; verdure come i pomodori, le patate e i peperoni agevolano il rilassamento liberando dal senso di solitudine e abbandono.&lt;br /&gt;Cioccolato, cacao, caffè, tè, bevande a base di cola  e alcol contengono sostanze nervine eccitanti il sistema nervoso.&lt;br /&gt;Un’alimentazione eccessivamente ricca di carne e grassi saturi  incrementa i livelli di aggressività predisponendo a collera, animosità, ira. &lt;br /&gt;Un consumo eccessivo di prodotti animali in genere causa emozioni quali risentimento, senso di inadeguatezza, depressione, paura, instabilità emotiva, ostilità, perdita di controllo. &lt;br /&gt;Una dieta monotona o sbilanciata intossica l’organismo provocando risveglio difficoltoso, bocca amara, lingua patinata, stato dell’umore peggiorato e instabile, pensiero negativo, irritabilità e ridotta creatività. &lt;br /&gt;La neurodietologia conferma che scegliendo e calibrando opportunamente gli alimenti ingeriti si possono influenzare atteggiamenti psichici, reazioni emotive, tono umorale.&lt;br /&gt;A questo punto vale la pena ricordare il detto: …….. “Siamo ciò che mangiamo”?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-5869067608570789727?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/5869067608570789727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/cibo-ed-emozioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5869067608570789727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5869067608570789727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/cibo-ed-emozioni.html' title='Alimentazione ed emozioni'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TIozTWGuIoI/AAAAAAAAAEc/QiQETeS2fCg/s72-c/241.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-4644710393460310605</id><published>2010-09-07T01:03:00.000-07:00</published><updated>2010-09-07T01:09:43.065-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><title type='text'>8 settembre a Vicenza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TIXzNJvaFkI/AAAAAAAAAEU/onJ_eKmfk6U/s1600/arrotino.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TIXzNJvaFkI/AAAAAAAAAEU/onJ_eKmfk6U/s320/arrotino.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5514080726063650370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;22a edizione di “Mestieri in strada”, mercoledì 8 settembre in corso Fogazzaro e Piazza San Lorenzo &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 8 settembre corso Fogazzaro e Piazza San Lorenzo ospiteranno la 22a edizione di “Mestieri in strada”, promossa dagli assessorati alla cultura e al turismo del Comune di Vicenza, e realizzata in collaborazione con la neo nata associazione “Vivere il centro” e con il supporto dell’Associazione Artigiani e Aim. &lt;br /&gt;Dalle 9 alle 20 verranno rievocati i mestieri di inizio ‘900 con 25 figuranti in abiti d’epoca che fanno parte del Gruppo Presepisti Corte di Iverno, novità di quest’anno.&lt;br /&gt;Si potrà quindi veder all’opera i battitori che conieranno sul posto le monete, il ferrariolo, l’arrotino, il cestaio, il vasaio; e poi le lavandaie, l’esperto di meridiane e sarà pure possibile scoprire l’arte della filatura a partire dai bachi da seta. &lt;br /&gt;Si potrà vedere anche la macinatura delle spezie, molto in voga all’epoca e, per rallegrare ancor di più l’atmosfera, sarà presente un cantastorie. &lt;br /&gt;Come da tradizione “Mestieri in strada” propone anche i sapori. &lt;br /&gt;L’Italian food, con espositori provenienti da diverse regioni d’Italia, oltre che dalla nostra provincia e dal Veneto, avrà uno spazio privilegiato in piazza San Lorenzo, dove ritorneranno gli abituali frequentatori di “Colori e sapori”, già conosciuti e apprezzati dai vicentini durante il mercatino dello scorso 9 maggio. &lt;br /&gt;La manifestazione ha riscosso numerose adesioni: sono stati infatti occupati tutti i posti disponibili. &lt;br /&gt;Non mancherà l’animazione: per tutto il giorno verranno distribuiti ai bambini dei palloncini mentre al pomeriggio è previsto l’intrattenimento musicale affidato a Chano, un cantante vicentino, che proporrà musica d’autore in uno stile molto personale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-4644710393460310605?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/4644710393460310605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/8-settembre-vicenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4644710393460310605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4644710393460310605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/8-settembre-vicenza.html' title='8 settembre a Vicenza'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TIXzNJvaFkI/AAAAAAAAAEU/onJ_eKmfk6U/s72-c/arrotino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-8012074999337114650</id><published>2010-09-07T00:45:00.000-07:00</published><updated>2010-09-07T00:48:17.416-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><title type='text'>Il pranzo è servito</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TIXuCM8O4uI/AAAAAAAAAEM/DQI-LzYOo7s/s1600/La-cena-familiar-II.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 231px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TIXuCM8O4uI/AAAAAAAAAEM/DQI-LzYOo7s/s320/La-cena-familiar-II.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5514075040386048738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il pranzo è servito&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Massimo Cipelletti - sociologo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fluttualità del quotidiano ci concede frequentemente di alimentarci ma non di mangiare, apprezzando il piacere della tavola sociale. Ciò accade esclusivamente il fine settimana, sempre se in programma non vi è qualche evento prioritario che tralascia a pieno il momento conviviale per eccellenza. Sì, perché di questo si tratta.&lt;br /&gt;Lo “stare a tavola”, eccezione portata per i pranzi solitari, è da considerarsi un rituale straordinario per i rapporti interpersonali, siano essi di famiglia che di amicizia. Nulla è più favorevole per il dialogo della realtà situazionale del convivio. Ci si rilassa, si prova piacere e si “stacca” dalla routine o dal ritmo della giornata. E poi quanti gli affari, specie nelle nostre zone nordiche, che nascono e si chiudono a tavola? Le famose “cene di lavoro” con clienti e potenziali tali. Oppure le “colazioni di lavoro”: molto diffuse nei centri di affari metropolitani.&lt;br /&gt;Ecco che il pranzo, e diurno e serale sia, è uno dei momenti ai quali si dà o si dovrebbe fornire profonda attenzione e cura: dalla preparazione al consumo. I ritmi lavorativi, invece, ci inducono ad accelerare la pausa pranzo, se non a saltarla. Sminuiamo il momento, sviliamo questa tappa periodica invece per molti attesa con passione ed emozione.&lt;br /&gt;E ancora, quante le conoscenze che si possono realizzare durante questo appuntamento?, pensiamo solo ai vicini di tavolo di un ristorante; piuttosto che al personale di servizio di una pizzeria; o ancora di quei freschi incontri avvenuti durante l’aperitivo. Una situazione che ci predispone ad aprirci e confrontarci, che muove la nostra curiosità e apre le nostre menti che vanno ad arricchirsi di esperienza raccontata ed immaginata.&lt;br /&gt;Ma non sono solo gli impegni professionali che riducono il peso del pranzo, giacché a contribuirvi sono altresì gli innumerevoli e diffusi fast-food che, per quanto fascinosi e con cibi appetitosi, ci veicolano verso l’individualismo del nostro vassoio che, paradossalmente, diviene il miglior compagno di tavolo. Ci si aliena dal resto, si consuma in fretta e con gusto intenso perché il tutto deve durare non poco, bensì il meno possibile. Qualcuno ci può parlare ma il protagonista indiscusso riamane il cheese-burger di turno; il resto passa in secondo piano.&lt;br /&gt;Per fortuna nei Paesi mediterranei forte è il rito del sedersi a tavola e quindi arduo diventa scalfire un’usanza che ci rende celebri verso altre popolazioni e che spesso viene emulata, peraltro con scarsi risultati.&lt;br /&gt;Forse un maggiore rispetto di noi stessi ci concederebbe anche di raggiungere anche traguardi, e nel lavoro e nella vita, superiori. Ma quest’ultima è solo una personale opinione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-8012074999337114650?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/8012074999337114650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/il-pranzo-e-servito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8012074999337114650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8012074999337114650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/il-pranzo-e-servito.html' title='Il pranzo è servito'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TIXuCM8O4uI/AAAAAAAAAEM/DQI-LzYOo7s/s72-c/La-cena-familiar-II.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-3178728760052490988</id><published>2010-09-07T00:41:00.000-07:00</published><updated>2010-09-07T00:45:21.792-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cucina'/><title type='text'>Un amore di cucina</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TIXtgwOOoCI/AAAAAAAAAEE/GYQbabFnwD8/s1600/girlcooking.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 259px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TIXtgwOOoCI/AAAAAAAAAEE/GYQbabFnwD8/s320/girlcooking.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5514074465741217826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Un amore di cucina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Patrizia Landini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amata e curata, odiata e trascurata, profumata e linda, trasandata e vuota: &lt;br /&gt;la cucina è essenzialmente un luogo dell’anima, perché cucinare può significare amare, ma anche il suo contrario.&lt;br /&gt;Non tutti sono legati a questo ambiente e, in esso, non tutti si trovano a proprio agio ed è anche vero che molte volte, proprio perché ci si esprime con creatività, tende a rispecchiare la personalità di chi la frequenta maggiormente.&lt;br /&gt;Spesso rivela delle particolarità inaspettate e sorprendenti, come quando visiti la casa di chi ti appare molto ordinato e preciso nei gesti e nell’abbigliamento e scopri che possiede, invece, una cucina variopinta e zeppa di barattoli e spezie in bella mostra.&lt;br /&gt;Se vi capita, prestate attenzione alle cucine che visitate, io le trovo sempre rivelatrici della persoanlità di chi le abita.&lt;br /&gt;E, in base a queste osservazioni, ho potuto notare che le persone che appaiono piuttosto svagate e distratte hanno, per contro, cucine classiche in perfetto ordine e pulitissime e viceversa.&lt;br /&gt;In ogni caso, “perfettini” o “pasticcioni” che siamo, preparare un piatto con tutto il nostro cuore ha un significato enorme per le persone care che lo gusteranno e, permettetemi questa digressione metafisica, l’energia che impieghiamo per assolvere, specie noi donne, a questo compito, si trasforma e agisce come un ingrediente segreto nelle nostre preparazioni.&lt;br /&gt;Non è un caso che si dica “cucinato con amore” per un piatto particolarmente seguito, curato e che è riuscito davvero bene.&lt;br /&gt;La scelta degli ingredienti, la loro qualità, la realizzazione serena, attenta e senza fretta, seguendo la cottura senza distrarsi, ecco, questa potrebbe essere la giusta filosofia per cucinare bene.&lt;br /&gt;La sola presenza fisica non basta, serve quella particolare diligenza e voglia di riuscita che si applica quando mettiamo davvero la nostra attenzione e  consapevolezza in tutti i nostri gesti.&lt;br /&gt;Confesso, non sono una grande cuoca, e posso portare un’intera famiglia a testimone, ma, anch’io, ancora così lontana dal trovare soddisfazione nelle preparazioni di tutti i giorni, sento che lo spirito giusto per cucinare è proprio quello di farlo con in mente non la sola ricetta, ma i volti e i sorrisi di chi amiamo.&lt;br /&gt;Sperando proprio che l’amore possa sopperire all’incapacità, all’inesperienza o alla semplice distrazione.&lt;br /&gt;E chi vive da solo, per chi cucinerà con amore?&lt;br /&gt;E’ naturale: chi dobbiamo amare di più, se non noi stessi?&lt;br /&gt;Allora, ecco risolto il dilemma: cuciniamo solo con amore, per noi stessi e per gli altri.&lt;br /&gt;Proviamo la cucina dell’anima e assaporiamone il risultato.&lt;br /&gt;Io scommetto che sarà squisitamente amorevole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-3178728760052490988?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/3178728760052490988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/un-amore-di-cucina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3178728760052490988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3178728760052490988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/09/un-amore-di-cucina.html' title='Un amore di cucina'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TIXtgwOOoCI/AAAAAAAAAEE/GYQbabFnwD8/s72-c/girlcooking.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-3940733232482767435</id><published>2010-08-27T08:08:00.000-07:00</published><updated>2010-08-27T08:10:46.794-07:00</updated><title type='text'>Torna il giro della Rua a Vicenza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THfVTKcAuQI/AAAAAAAAAD0/h6LkANMUFTs/s1600/LA+RUA+AMCPS+(4).jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 213px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THfVTKcAuQI/AAAAAAAAAD0/h6LkANMUFTs/s320/LA+RUA+AMCPS+(4).jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510107194307164418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si avvicina la grande festa del Giro della Rua: sabato 4 settembre corteo di 1000 persone e spettacolare cerimonia in piazza dei Signori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Conto alla rovescia per la grande festa del Giro della Rua, un simbolo della città ritrovato&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sabato 4 settembre, alle 21, un corteo di 1000 persone sfilerà lungo le strade del centro storico con a capo la “Ruetta”, riproduzione in scala ridotta della grande giostra realizzata nel 1444, per giungere fino in piazza dei Signori, dove ci sarà la spettacolare illuminazione della storica macchina ricostruita a grandezza naturale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E’ da qualche anno che la città ha riacceso l’interesse per il suo storico simbolo, la grande giostra familiarmente chiamata la Rua, nata nel 1444 per volere dell’ordine dei notai che ne hanno finanziato la costruzione, mantenendo ben visibile al centro il proprio simbolo, la ruota. Per sei secoli la Rua e il suo famoso “giro” all’interno del centro storico hanno rappresentato la stessa città di Vicenza, prima in occasione della festività del Corpus Domini, poi con l’apposizione dei vessilli civici modificati con il mutare della situazione politica: si sono infatti avvicendate una Rua vicentina, una “rivoluzionaria” francese, quella austriaca, fino alla Rua fascista che concluse la sua esperienza nel 1928 con l’ultima apparizione pubblica. Fu proprio in quell’anno che, sotto una pioggia battente, la Rua compì il suo ultimo giro, di cui resta un annebbiato filmato dell’Istituto Luce. Con i bombardamenti della seconda guerra mondiale venne perso anche il macchinario, affidando dunque a foto, locandine, ricordi e soprattutto alle pubblicazioni di Walter e Antonio Stefani, la memoria di questo grande simbolo._&lt;br /&gt;Oltre al Giro della Rua, Vicenza aveva un suo palio, come Siena e Asti, che proseguiva la festa popolare con una partecipazione straordinaria di persone e mezzi.&lt;br /&gt;Dopo che la ricostruzione della storica macchina della Rua, per i 100 anni di AMCPS festeggiati nel 2007, è nato un Comitato che a maggio si è costituito in associazione per promuovere l’antica tradizione e inserirla nel panorama italiano ed europeo delle feste storiche. Al sindaco spetta la carica di presidente dell’associazione, mentre il presidente dell’ordine dei notai ha assunto la carica di vicepresidente. Gli altri membri dell’associazione, indicati da enti e istituzioni o singole persone, rappresentano la città e le sue forze culturali, politiche e imprenditoriali.&lt;br /&gt;Il 4 settembre di quest’anno, su iniziativa del Comitato, ritorna il grande Giro della Rua, che inaugurerà il ricco settembre vicentino alla vigilia della Festa dei Oto.&lt;br /&gt;L’iniziativa ha il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza e viene realizzata grazie a una serie di contributi pubblici e privati, tra i quali quello di 20 mila euro della Regione Veneto, concesso dall’assessore al turismo Marino Finozzi._&lt;br /&gt;Questa mattina l’evento è stato presentato dal sindaco Achille Variati, da Paolo Brando in rappresentanza dell’Ordine dei notai, dal consigliere provinciale Pietro Magaddino in rappresentanza del presidente Attilio Schneck e da Davide Fiore, segretario del Comitato e regista della festa._“Quest’iniziativa – ha detto il sindaco – ha preso forma grazie a una grande collaborazione tra istituzioni, realtà associative, ordini professionali. La nostra volontà è di riprendere un’antica tradizione nella quale i vicentini si sono per secoli riconosciuti. L’attenzione che colgo nei mondi associativi verso questa iniziativa, la partecipazione di tante istituzioni, dimostrano la voglia di stringersi attorno a un simbolo che rappresenti la comunità. Ma ci muoveremo perché questo simbolo possa avere anche un effetto sullo sviluppo turistico della città”._&lt;br /&gt;“La Provincia – gli ha fatto eco il consigliere Pietro Magaddino – è ben felice di contribuire al recupero di questa storica festa perché le istituzioni hanno il dovere di non disperdere le tradizioni che rappresentano la nostra storia”._“Anche il notariato vicentino – ha ricordato Paolo Brando – è particolarmente orgoglioso per la rinascita della festa della Rua, simbolo dei notai fin dal 1270, come ponte tra passato e futuro, così come tra passato e futuro si pone la nostra categoria, pronta alla sfida dell’atto telematico garantendo la stessa sicurezza dell’antico atto notarile cartaceo”.&lt;br /&gt;La serata avrà inizio alle 21, quando un corteo di quasi 1000 persone che rappresentano le associazioni, i gruppi sportivi, le confraternite, gli ordini militari e gli ordini professionali del territorio, muoverà da piazza Duomo. La sfilata sarà capeggiata dalla Ruetta, la riproduzione in scala di proprietà dell’Ipab che l’ha realizzata nel 1949 e di recente restaurata ad opera di Giovanni Zanini. La Ruetta, che pesa 400 chili ed è alta 8 metri, si presenterà con una cascata di fiori, naturalmente biancorossi. A sostenerla, a turno, saranno 18 atleti vicentini accompagnati dal ritmo della fanfara storica degli alpini._&lt;br /&gt;Da piazza Duomo il corteo raggiungerà piazza Castello, percorrerà quindi corso Palladio, e contrà Santa Barbara da dove entrerà in piazza dei Signori. &lt;br /&gt;In piazza dei Signori, dalle 22, ci sarà la spettacolare cerimonia di illuminazione della storica grande Rua ricostruita da Amcps, alta 24 metri e del peso complessivo di 300 quintali, installata fina dai prossimi giorni in piazza. &lt;br /&gt;Saranno le diverse arti dello spettacolo a condurre la festa di piazza: “Non una rievocazione storica e filologica di una manifestazione con 6 secoli di storia – ha detto Davide Fiore, regista della manifestazione – soluzione peraltro non praticabile per quanto riguarda il trasporto della grande Rua dati gli attuali parametri di sicurezza, ma una celebrazione attraverso una grande festa della contemporaneità vicentina”.&lt;br /&gt;Vicentino sarà del resto anche il cast che animerà la cerimonia di illuminazione, coinvolgendo musica, teatro, danza, opera lirica e tanta tecnologia luminosa. &lt;br /&gt;Aristide Genovese e Matteo Zandonà di Theama teatro interpreteranno le voci popolari della Rua, con un copione studiato sui declami dei secoli scorsi, scritti per la manifestazione. L’antico corpo bandistico di Centrale di Zugliano assicurerà dal vivo la colonna sonora della serata, assieme ai 16 elementi della fanfara storica degli Alpini. &lt;br /&gt;La danza sarà affidata al corpo di ballo di DNA Danza che giocherà sull’improvvisazione e sugli spazi ampi della piazza.&lt;br /&gt;Per valorizzare la voce di Andrea Zaupa, baritono vicentino dello stabile di Bologna, è stato inventato il personaggio del “capitano della città”, che declamerà a cappella, direttamente dal balcone della Loggia Bernarda alcuni sonetti musicati per l’occasione.&lt;br /&gt;In questa prima edizione “musa dei nodari”, cioè dei notai, sarà Anna Rigon, presentatrice e modella, finalista di miss Universo nel 2002, che indosserà un abito da gran sera con i colori di Vicenza, creato per l’evento dallo stilista russo Sergei Grinko. Uno spettacolo luminoso curato dalla Raggi di Luce si intersecherà con la musica dal vivo. &lt;br /&gt;Dopo le 23 la festa di piazza proseguirà con uno spettacolo di Casanova Venice Ensemble, diretta dal maestro Tino Carollo (Leone D'oro alla Carriera nel 2006 al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia ), con arrangiamenti ritmico-sinfonici di Antonio Lanzillotti. "Hallo Musical" il titolo dell’evento, un viaggio nel mondo del grande musical, da Cats a Jesus Christ Superstar, da Blues Brothes a Fame. Sul palco, con i musicisti, le voci di Chiara Luppi (Balia nel Giulietta e Romeo di Cocciante ), Mauro Donà, Vittorio Zambon (primo premio come miglior interprete protagonista nella Rassegna Teatro d’autore 2008 Jean Val Jean), Davide Basso ed Anna Bille (è nel cast del musical "Il conte di Montecristo" di Gino Landi), e il corpo di ballo di Armonia Danza che suggerirà, con coreografie originali di Alessandra Dall'Amico, atmosfere ed ambientazioni. In occasione della festa il sindaco ha disposto la proroga facoltativa dell’orario di chiusura dei negozi e degli esercizi pubblici fino alle 2 di notte.&lt;br /&gt;Volontari della Protezione Civile di Vicenza e Croce Rossa Italiana collaboreranno con le forze dell’ordine e i vigili del fuoco per assicurare la necessaria assistenza.&lt;br /&gt;La grande Rua rimarrà esposta al pubblico tra le colonne di piazza dei Signori per tre settimane.&lt;br /&gt;Sabato 11 settembre ci sarà un seguito culturale all’iniziativa, con una conferenza proposta alle 17 a Palazzo Leoni Montanari dove i relatori Mauro Passarin, monsignor Francesco Gasparini e Walter Stefani approfondiranno il tema “Il Giro della Rua: Evento di tradizione”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-3940733232482767435?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/3940733232482767435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/torna-il-giro-della-rua-vicenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3940733232482767435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/3940733232482767435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/torna-il-giro-della-rua-vicenza.html' title='Torna il giro della Rua a Vicenza'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THfVTKcAuQI/AAAAAAAAAD0/h6LkANMUFTs/s72-c/LA+RUA+AMCPS+(4).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-6165505190363738975</id><published>2010-08-27T07:53:00.000-07:00</published><updated>2010-08-27T07:57:23.229-07:00</updated><title type='text'>Il formaggio sotto il cielo di Asiago</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THfR79t4YxI/AAAAAAAAADs/3JPuHb85IIU/s1600/1277826574729_LavorazioneAsiagoDop.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 303px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THfR79t4YxI/AAAAAAAAADs/3JPuHb85IIU/s320/1277826574729_LavorazioneAsiagoDop.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510103497220580114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grande attesa per la 10^ edizione dell’annuale manifestazione &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il formaggio sotto il cielo di Asiago&lt;/span&gt;, un evento sempre molto atteso e ricco di novità, che vedrà quale scenario la splendida &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Piazza Carli sabato 28 e domenica 29 agosto&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Diciotto i produttori che esporranno le proprie prelibatezze ed il Consorzio di tutela&lt;br /&gt;del formaggio Asiago Dop che promuoverà la conoscenza di questa straordinaria tipicità vicentina. Molte le novità dell’edizione 2010 della manifestazione, tra le quali la partecipazione alla mostra-concorso di soli produttori dell’Altopiano: una ventina di partecipanti che sottoporranno a giudizio 37 forme di Asiago. &lt;br /&gt;Non mancheranno dei produttori vinicoli vicentini, che consiglieranno i migliori abbinamenti con il formaggio, e la straordinaria torta Monte Ortigara, un ulteriore segnale di valorizzazione dei prodotti del territorio. &lt;br /&gt;Ed infine, un’eccellente degustazione di miele e marmellate italiane certificate, che si accompagnerà alla proposta tradizionale delle tipicità agroalimentari vicentine. &lt;br /&gt;“La 10^ edizione de “Il formaggio sotto il cielo di Asiago” – commenta il presidente Coldiretti di Asiago, Dino Panozzo – vuole premiare il territorio con I produttori locali e le eccellenze che ci contraddistinguono anche all’estero. &lt;br /&gt;Un’occasione importante, dunque, per fare informazione e contribuire a contrastare la cultura del consumo non consapevole. Saranno una ventina i produttori che si contenderanno il primo posto alla mostra-concorso, attraverso 37 forme di Asiago. &lt;br /&gt;Grande spazio sarà dedicato ai laboratori didattici nella serata di sabato, con la tradizionale Tosella in piazza ed alle degustazioni di miele e marmellate con i formaggi: stravecchio di malga, di Burlina, caprino ed Asiago”. A valutare le 37 forme di Asiago partecipanti al concorso sarà una giuria qualificata e locale, composta da un rappresentante di Veneto Agricoltura, dal direttore di Agriform, da due tecnici della Comunità montana, da Marco Pasquali di Slow Food e da un esperto casaro dell’Altopiano. &lt;br /&gt;Nel corso dell’evento sarà presente un corner informatico, che consentirà ai visitatori di esprimere un commento sulla manifestazione, attraverso la neonata pagina facebook di Terranostra Vicenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-6165505190363738975?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/6165505190363738975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/il-formaggio-sotto-il-cielo-di-asiago.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6165505190363738975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6165505190363738975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/il-formaggio-sotto-il-cielo-di-asiago.html' title='Il formaggio sotto il cielo di Asiago'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THfR79t4YxI/AAAAAAAAADs/3JPuHb85IIU/s72-c/1277826574729_LavorazioneAsiagoDop.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-8834124226457285074</id><published>2010-08-26T06:44:00.000-07:00</published><updated>2010-08-26T06:49:18.101-07:00</updated><title type='text'>Cibo e vino: quali sono i migliori abbinamenti?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THZwE5J5iNI/AAAAAAAAADc/l9jKX2_hI_c/s1600/Vino01.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 237px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THZwE5J5iNI/AAAAAAAAADc/l9jKX2_hI_c/s320/Vino01.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509714423498508498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SAPPIAMO ABBINARE IL VINO CON IL CIBO?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Patrizia Landini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trattiamo un argomento raffinato, da “grand gourmet”: l’abbinamento tra cibo e vino. &lt;br /&gt;Sono d’accordo, non sempre è possibile, specie per problemi di tempo, dedicarsi alla scelta del vino adatto a ciò che abbiamo cucinato.&lt;br /&gt;Quando è possibile, però, è interessante dedicarsi all’accostamento tra il vino che porteremo in tavola e la pietanza preparata (anche se non è stata cucinata da Vissani).&lt;br /&gt;Regole precise, riguardo agli abbinamenti, sono molto difficili da stabilire.&lt;br /&gt;Cibo e vino sono sostanze complesse, che possono dare sensazioni al gusto e all’olfatto molto diverse; infatti, mentre il sapore dei cibi dipende sia dagli ingredienti usati sia dal metodo di preparazione della pietanza, le caratteristiche organolettiche di un vino, dipendono dal vitigno utilizzato, dai diversi tipi di terreno su cui è coltivato e dalle condizioni climatiche, oltre che dai diversi stili di produzione (per esempio l'invecchiamento in botti di legno rende un vino più corposo e morbido, donandogli il retrogusto della qualità del legno della botte stessa). &lt;br /&gt;In linea generale, il vino non dovrebbe mai predominare sul piatto e viceversa: il corpo del vino deve essere adeguato alla pietanza. Un piatto dal sapore delicato richiede un vino "leggero", mentre un piatto ricco ne richiede uno ben strutturato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli antipasti non richiedono vini troppo strutturati. Infatti, bisogna considerare sia la consistenza della pietanza, sai la necessità di servire i vini durante il pasto secondo un criterio crescente di corpo ed alcoolicità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; E’ meglio servire vini bianchi secchi (anche spumanti) o eventualmente, se la pietanza è più elaborata, vini rosati o rossi giovani. &lt;br /&gt;La pasta e il riso possono essere considerati cibi neutri, nel senso che le caratteristiche gustative di tali pietanze, e conseguentemente del vino che deve accompagnarle, dipendono sostanzialmente dal condimento utilizzato. Se il condimento è a base di pesce, sono da preferire vini bianchi, più o meno corposi in relazione alla struttura del piatto: gli spaghetti con le vongole o frutti di mare richiedono un vino bianco più delicato rispetto ad un condimento a base di sarde. Per condimenti a base di carne, si dovrebbe preferire un vino rosso, purché non troppo corposo. Se la pasta è accompagnata da elementi molto profumati, anche il vino deve disporre di appropriate caratteristiche aromatiche: la pasta con i tartufi, a causa della presenza di un ingrediente particolarmente profumato, richiede un vino che ecceda per le sue caratteristiche olfattive. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La carne si presta ad essere cucinata in molti modi, con conseguente diversità delle caratteristiche gustative. Come regola, le carni rosse preferiscono i vini rossi mentre quelle bianche, specie se servite fredde, possono essere accompagnate anche da vini bianchi di buon corpo. L'utilizzo di un vino nella preparazione del piatto (stracotti e brasati) impone di utilizzare lo stesso anche per l'abbinamento. Con piatti saporiti e strutturati (come quelli a base di selvaggina e cacciagione) sono da preferire vini rossi importanti corposi e invecchiati. Se la pietanza contiene intingoli succulenti può essere necessario che il vino sia tannico e giustamente alcolico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pesce richiede generalmente vini bianchi, ma ci sono eccezioni (per esempio un pesce grasso in umido) che fanno preferire anche un vino rosso leggero. Il tipo di cottura influenza la scelta del vino: i pesci bolliti richiedono un vino meno corposo di quelli cotti al forno, mentre il pesce fritto, come in genere tutte le fritture, richiede un vino bianco secco con buona acidità. &lt;br /&gt;Aragoste e frutti di mare si sposano bene con vini bianchi secchi, freschi e delicati o con spumanti. Di fronte a preparazioni a base di aceto la cosa migliore è non bere vino, poiché i due elementi non legano bene assieme.  In generale, i formaggi a pasta molle e quelli non stagionati, richiedono vini poco corposi, bianchi o rossi leggeri; mentre i formaggi a pasta dura e quelli stagionati, prediligono vini con maggiore struttura.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contrariamente alla consuetudine, non è una buona norma accompagnare i dolci con spumanti secchi.&lt;br /&gt;La regola è che i prodotti di pasticceria richiedono in accostamento vini amabili o dolci.  Ovviamente, anche in questo caso, il corpo di un vino deve essere conforme alla struttura della pietanza. Il panettone può ben andare d'accordo con un vino dolce e leggero, mentre dolci elaborati e ricchi possono esaltarsi con vini liquorosi. In caso siano utilizzati liquori nella preparazione alimentare si suggerisce di utilizzare lo stesso liquore in abbinamento. &lt;br /&gt;Normalmente si preferisce escludere l'abbinamento di un vino con il cioccolato; tuttavia, talora, può andare bene un vino liquoroso dolce.&lt;br /&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-8834124226457285074?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/8834124226457285074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/cibo-e-vino-sappiamo-abbinarli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8834124226457285074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8834124226457285074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/cibo-e-vino-sappiamo-abbinarli.html' title='Cibo e vino: quali sono i migliori abbinamenti?'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THZwE5J5iNI/AAAAAAAAADc/l9jKX2_hI_c/s72-c/Vino01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-4549220236244092</id><published>2010-08-25T07:57:00.001-07:00</published><updated>2010-08-25T07:59:28.663-07:00</updated><title type='text'>Quando le stelle...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THUvkJsYxqI/AAAAAAAAADU/bn3ez8YI4VM/s1600/2282168833_bdd508eb66_o.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 180px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THUvkJsYxqI/AAAAAAAAADU/bn3ez8YI4VM/s320/2282168833_bdd508eb66_o.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509362017281558178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quando le stelle.....e la luna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Silvana Lotto&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nel mese di agosto è quasi doveroso parlare di stelle...la notte di San Lorenzo ce lo ricorda: il romanticismo è d'obbligo!!&lt;br /&gt;Le stelle cadenti rievocano sogni e desideri...e noi esseri umani di desideri ne abbiamo a iosa, tanti come un cielo stellato e se per caso siamo così fortunati di vedere un astro cadente...ecco che un nostro desiderio potrebbe anche avverarsi!! Chi lo sa? Restiamo con la bocca aperta sotto un manto di stelle....sempre se quella notte non ci sono nuvole.....&lt;br /&gt;E la luna? Che posto occupa nella nostra vita?&lt;br /&gt;Sembra che gli antichi dessero molta importanza ad essa e non solo per un motivo romantico.&lt;br /&gt;Noi uomini moderni e tecnologici alcune idee dei nostri nonni ci fanno ridere, ma se riuscissimo ad approfondire alcune leggi della natura oltre a quelle astronomiche, capiremmo meglio i motivi per cui i nostri avi prendevano in considerazione le fasi lunari.&lt;br /&gt;Sappiamo molto bene che, la Luna esercita, sul nostro Pianeta, una forza di attrazione magnetica, una forza di sollevamento sui liquidi (esempio maree) e guarda caso il nostro corpo è costituito da circa il 70% di acqua. Appunto per questo, dobbiamo sapere che durante la fase di luna piena questa forza di attrazione potrebbe scatenare anche in noi, a seconda della predisposizione, delle autentiche maree biologiche.&lt;br /&gt;Quindi non preoccupiamoci se diventiamo più nervosi, più suscettibili o semplicemente non ci sentiamo in forma o magari notiamo nelle persone che ci circondano questo influsso; la risposta è perchè "abbiamo la Luna"!! Così abbiamo spiegato anche il motivo per cui quando ci troviamo difronte a noi una persona scontrosa diciamo che è 'Lunatica'&lt;br /&gt;Facciamo tutti parte di un Sistema Planetario chiamato Solare, che prende il nome dal Sole, naturalmente, la Terra il nostro pianeta ruota intorno al sole e intorno a se stessa, ma non dobbiamo mai scordare che anche noi, inconsapevolmente, lo facciamo assieme a lei e purtroppo ce lo dimentichiamo, specialmente quando vogliamo che le cose girino a modo nostro.... poi, come se non bastasse abbiamo anche la Luna che ruota attorno a noi! Pensate che bello così non ci annoiamo mai!!&lt;br /&gt;L'ho buttata sull'ironico, ma se ci pensiamo bene tornare alla natura e alle sue fasi, non fa solo bene all'orto e al vino....ma anche a tipi computerizzati come noi....abitanti dell'universo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-4549220236244092?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/4549220236244092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/quando-le-stelle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4549220236244092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4549220236244092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/quando-le-stelle.html' title='Quando le stelle...'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THUvkJsYxqI/AAAAAAAAADU/bn3ez8YI4VM/s72-c/2282168833_bdd508eb66_o.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-6592087015066777291</id><published>2010-08-23T02:11:00.000-07:00</published><updated>2010-08-23T02:29:41.985-07:00</updated><title type='text'>Notte d'agosto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THI_co1OLlI/AAAAAAAAADM/D2O8AC-ibdA/s1600/262829490_15344553e6_o.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THI_co1OLlI/AAAAAAAAADM/D2O8AC-ibdA/s320/262829490_15344553e6_o.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5508535055457070674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Notte d'agosto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Roberta Cervellin&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa notte&lt;br /&gt;splendida d'agosto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando le stelle &lt;br /&gt;brillano di più&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti prego aiutami&lt;br /&gt;a guardare oltre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ritrovare &lt;br /&gt;il senso della vita &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fermo un attimo&lt;br /&gt;al limite del bosco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbraccio un tronco &lt;br /&gt;d'albero secolare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho sensazione&lt;br /&gt;come di radici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dimmi se è qua&lt;br /&gt;che devo germoliare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorella luna&lt;br /&gt;con un raggio d'argento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sfiora e dice&lt;br /&gt;che non è momento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E di questa notte&lt;br /&gt;splendida d'agosto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando le stelle &lt;br /&gt;brillano di più&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per un istante&lt;br /&gt;io mi sono persa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma a ritrovarmi&lt;br /&gt;ci hai pernsato TU.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-6592087015066777291?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/6592087015066777291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/notte-dagosto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6592087015066777291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6592087015066777291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/notte-dagosto.html' title='Notte d&apos;agosto'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THI_co1OLlI/AAAAAAAAADM/D2O8AC-ibdA/s72-c/262829490_15344553e6_o.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-4911077841351081079</id><published>2010-08-23T02:09:00.000-07:00</published><updated>2010-08-23T02:10:46.291-07:00</updated><title type='text'>Il vestito dell'estate</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THI7AuAm2MI/AAAAAAAAADE/bWSo9LViXW0/s1600/4430071442_3f83234104_o.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 238px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THI7AuAm2MI/AAAAAAAAADE/bWSo9LViXW0/s320/4430071442_3f83234104_o.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5508530177764153538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il vestito dell’estate&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Gabriella Grasselli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragazza camminava sul lungomare, la brezza salmastra le scompigliava un po i capelli: già assomigliavano a quelli della madre ma, a differenza di lei, i suoi erano addolciti dai suoi “quasi &lt;br /&gt;vent’anni”. Il sorriso e la stanchezza di una lunga giornata di mare le imprimevano il viso, nonostante ciò camminava sicura verso il centro del paese. Le case erano sempre le stesse, nemmeno avevano stinto un po’del loro colore.&lt;br /&gt;Fuori, nei terrazzi degli Hotel, i villeggianti, sorseggiavano dissetanti bibite, certi bicchieroni erano adorni di fiori e frutta di carta, e lei, si intenerì pensando alla sua infanzia, altri giocavano a carte, altri ancora parlavano del più e del meno.&lt;br /&gt; Sulla destra, verso il mare, gruppi di ragazzi, facevano animazione con balli rock, mentre, musicisti più maturi, intrattenevano le persone di mezza età al ritmo dei tre tempi e, per un po di romanticismo, intonavano degli incollatissimi lenti. &lt;br /&gt;Volteggiavano le gonne! Oh, se volteggiavano.&lt;br /&gt;Più su, seduti su una panchina una famiglia un pò ben messa, si sbrodolava il gelato da per tutto, sul naso, guance, occhi,  collo e …quasi torace; proprio si vedeva che erano felici. &lt;br /&gt;E! A volte pensi; basta cos’ì poco, ( classica constatazione), per essere felici.&lt;br /&gt;Arrivò al centro del paese tutta sudata, si guardò su di una vetrina per valutare le sue condizioni fisiche e, si tolse delle foglie dalla testa che, prima, si erano incastrate tra i capelli.&lt;br /&gt;Ciò gli permise di notare una signora, la quale, le sue gambe, lunghe, belle, eleganti, con i piedi anch’essi affusolati, lo smalto alle dita “di un bel rosso carminio”, insomma, il tutto ben curato: stava infilando, appunto, questo piede, dal collo del piede stratosferico, ricurvo al punto giusto, giù, dentro ad un sandalo meraviglioso, dall’alto tacco e dal cinturino alla caviglia,”dorato”, con dei lustrini lucenti, come …come, le luci della sala da giochi che stava li vicino. La seguì con lo sguardo fino a che uscita dal negozio con la borsetta in mano, girò l’angolo e non la vide più.&lt;br /&gt;Proseguì il suo giro e più in là, dentro ad una tenda,: si giocava a tiro a” qualcosa” con la speranza di vincere uno degli enormi animali  - peluche che stavano lì appesi a sonnecchiare nella speranza di entrare in qualche lettino di bambino, con la preoccupazione di restare  però con le zampe fuori, tanto erano grandi.&lt;br /&gt;Il caldo si faceva proprio sentire. Dagli usci dei negozi, uscivano follate di aria fresca e lei ci sostava dinanzi e intanto sbirciava tutto quello che c’era da sbirciare.&lt;br /&gt;Restò colpita da dei vestiti. Parità, stoffa - manufattura e prezzo non erano niente male.&lt;br /&gt;Ne provò tre. Uno era a quadri, bianco e viola, il secondo marrone con i contorni bianchi e il terzo “celeston”. Scelse il secondo: quello marrone. &lt;br /&gt;Girò le spalle allo specchio, sorrise, arricciò la bocca, si atteggiò da vamp, e disse: come sto?&lt;br /&gt; Non risposi subito. Pensai: sei stupenda “figlia mia”!  &lt;br /&gt;Per non imbarazzarla troppo, dissi semplicemente: bene!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-4911077841351081079?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/4911077841351081079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/il-vestito-dellestate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4911077841351081079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4911077841351081079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/il-vestito-dellestate.html' title='Il vestito dell&apos;estate'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/THI7AuAm2MI/AAAAAAAAADE/bWSo9LViXW0/s72-c/4430071442_3f83234104_o.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-6422791691122200078</id><published>2010-08-06T03:04:00.000-07:00</published><updated>2010-08-06T05:06:37.127-07:00</updated><title type='text'>Alimentazione in estate, facciamo il pieno di salute con frutta e verdura</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TFv6xpTXFqI/AAAAAAAAAC8/4vkJEvhNOdY/s1600/2myn1ip.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TFv6xpTXFqI/AAAAAAAAAC8/4vkJEvhNOdY/s320/2myn1ip.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5502267100570785442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ ARRIVATA L’ESTATE: FACCIAMO IL PIENO DI…SALUTE!&lt;br /&gt;     (seconda parte)&lt;br /&gt;Dr.ssa Loredana Circi Biologa nutrizionista&lt;br /&gt;loredana.circi@tiscali.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caldo, gran caldo, il solleone dell’estate da giorni riflette ed emana tutta la sua energia . Per sopravvivere a questi eventi naturali, dobbiamo modificare le nostre abitudini sia comportamentali ( vestirsi in modo leggero, non uscire nelle ore più calde, non fare attività fisica nel primo pomeriggio, ecc.) sia alimentari, scegliendo alimenti che non contribuiscano ad aumentare la nostra temperatura corporea né a rallentare i processi digestivi.&lt;br /&gt;Continuiamo quindi, con l’appuntamento di agosto, a prestare un po' di attenzione nei confronti di quegli  alimenti che, in questi periodi possono esserci d’aiuto.&lt;br /&gt;Altro frutto tipicamente estivo che evoca ricordi delle scampagnate ferragostane è sicuramente l’anguria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il cocomero&lt;/span&gt; (Cucurbita citrullus, detto anche anguria, dal greco angourion) è una pianta originaria dell'Africa tropicale appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee (parente quindi del melone e delle zucchine viste nel precedente articolo) coltivata già dagli antichi egizi. Dall'Egitto si diffuse poi nel bacino del Mediterraneo e giunse dunque in Italia, attorno al II-III secolo d.C. Attualmente viene coltivato soprattutto in Brasile, Russia, Stati Uniti e Turchia (per un totale di 1,5 milioni di ettari). In Italia la coltivazione del cocomero è diffusa soprattutto in Emilia Romagna. Il frutto di questa pianta può avere forma tondeggiante o allungata,addirittura, per razionalizzare i trasporti, anche forma cubica!, buccia dal verde scuro al verde chiaro, polpa rossa (in alcune varietà è biancastra o rosea) e dimensioni variabili. Le varietà maggiormente coltivate in Italia sono la Sugar Baby e la Crimson Sweet.&lt;br /&gt;Il cocomero ha un'elevata capacità dissetante grazie alla percentuale d'acqua contenuta, la più alta tra i frutti (95,3%, contro il 90,7% delle pesche o l'85% delle mele). Per quanto riguarda il sapore zuccherino, bisogna dire che non dipende dal contenuto in zuccheri, non molto alto, ma dalla presenza di sostanze aromatiche. In effetti, il contenuto in zuccheri dell'anguria va dal 3,7% al 6,4% (nella mela 11-15%, nella pera 9,5-15,5%), l’Indice Glicemico è pari a 75 (inferiore a quello del melone). I cocomeri sono inoltre particolarmente indicati per le diete dimagranti, sia per la capacità saziante, sia per lo scarso apporto calorico circa 28-30 kcal/100 gr di parte edibile senza alcun apporto di grassi&lt;br /&gt;Considerato importante risorsa idrico salina per le popolazioni dell’africa, contiene interessanti quantità di vitamina A, C e potassio&lt;br /&gt;La colorazione rossa dipende dalla presenza dei preziosi Carotenoidi, dalla potente azione antiossidante Attenzione ad evitare il consumo dei semi, perché contengono sostanze con una forte attività purgante. Inoltre le sostanze aromatiche presenti in questo frutto possono risultare poco digeribili nei bambini con meno di tre anni.&lt;br /&gt;Come sempre succede nel mondo naturale, la natura ci propone questo ortaggio nel momento più opportuno : d'estate, quando il caldo richiede al nostro organismo un maggior consumo di liquidi e di minerali che ci aiutino a recuperare energia e forze. Oltre che consumato da solo, il cocomero si presta molto bene a piatti come le insalate estive, in associazione con pomodori, carote, spinaci, cipolle, lattughe e ravanelli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si pensa, poi, che anticamente era solito essere deposto nelle tombe dei faraoni come mezzo di sostentamento per la vita nell’aldilà, si può intuire come il cocomero possa essere considerato quasi un elisir di lunga vita .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i frutti estivi più amati in questa stagione, vi è &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;la pesca&lt;/span&gt; (Prunus persica) al punto da rappresentare un quarto dell’intera frutta consumata nella calda stagione. Dissetante e ipocalorica, favorisce l’abbronzatura grazie all’elevato contenuto di vitamina A. L’albero del pesco è originario della Cina, dove viene considerato simbolo di immortalità. Da qui, al seguito delle carovane di mercanti, venne introdotto in Persia e successivamente, grazie ad Alessandro Magno, in tutto il bacino mediterraneo. I Romani conobbero la pesca solo nel I secolo d.C. e, credendola di provenienza persiana, le attribuirono il nome botanico di Prunus persica. Gli antichi Egizi avevano consacrato la pesca ad Arpocrate, dio dell’infanzia e non a caso le guance dei bambini, per la loro morbidezza e carnosità vengono paragonate proprio alla pesca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il profumo che emana è ottenuto dalla combinazione di oltre 80 sostanze volatili, dal punto di vista nutrizionale una pesca contiene un’altissima percentuale di acqua (90%), oligoelementi (tra cui ferro e potassio, calcio e zinco), fibre, vitamina C (fornisce il 10% del fabbisogno quotidiano) e provitamina A (fornisce il 50% dell’apporto quotidiano consigliato). La sua polpa succosa aiuta a sopportare meglio la calda stagione in quanto disseta e contribuisce a reintegrare i sali minerali perduti con il sudore e inoltre sembra avere delle grandi proprietà soporifere, utile perciò a chi soffre di insonnia estiva. Nonostante il suo sapore dolcissimo, la pesca non è affatto ipercalorica. Ricca di fibra insolubile, ha un elevato indice di sazietà ed è pertanto indicata come rompidigiuno e per chi vuole restare leggero e in forma. Al riguardo, si consiglia di consumarla lontano dai pasti in quanto richiede una digestione “acida” che, contrastando con carboidrati e latticini, può creare fastidiose fermentazioni intestinali. La pesca è ad ogni modo un frutto di facile digestione e per questo è particolarmente indicata alle donne in gravidanza, a chi soffre di gastriti iposecretive, di insufficienza epatica e di patologie intestinali in cui prevale stipsi e disidratazione.&lt;br /&gt;Le proprietà di questo frutto fanno si che la pesca possa essere utilizzata come   spuntino energetico e rinfrescante: elevata presenza di zuccheri con sole 25 calorie per 100 g, e alto contenuto di acqua ,l’indice glicemico varia da 28 a 56; come  disintossicante: è leggermente lassativa e diuretica. Ha anche azione vermifuga, per la presenza dell’acido cianidrico ( a tal proposito bere troppo dopo aver mangiato una o più pesche potrebbe causare indigestione: l’acido cianidrico, contenuto in proporzioni infinitesimali nel frutto, è infatti incompatibile con l’acqua) .&lt;br /&gt;E’ Antiossidante, per la presenza di composti fitochimici fenolici, stimola la produzione dei succhi gastrici ,  regola la pressione arteriosa e il sistema nervoso per l’alto contenuto di  manganese e potassio. Protegge da disturbi comuni come insonnia estiva, nervosismo e debolezza.&lt;br /&gt;Protegge occhi e pelle, per la discreta quantità di Beta carotene, che nell’organismo si trasforma in retinolo o vitamina A, rafforza  denti e ossa, per il contenuto di fluoro e, non da ultimo, stimola la  melanina, favorendo l’abbronzatura e aiutando la pelle a mantenersi giovane e fresca&lt;br /&gt; In cosmesi la pesca viene ampiamente sfruttata: il suo succo è un eccellente tonico per il viso, impiegato anche per attenuare le macchie cutanee; la polpa per le sue proprietà idratanti, esfolianti e sebo-riequilibranti viene utilizzata per la preparazione di creme, maschere, saponi e oli da bagno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-6422791691122200078?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/6422791691122200078/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/alimentazione-in-estate-facciamo-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6422791691122200078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6422791691122200078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/alimentazione-in-estate-facciamo-il.html' title='Alimentazione in estate, facciamo il pieno di salute con frutta e verdura'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TFv6xpTXFqI/AAAAAAAAAC8/4vkJEvhNOdY/s72-c/2myn1ip.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-5066687693705367322</id><published>2010-08-04T07:34:00.000-07:00</published><updated>2010-08-04T07:37:38.138-07:00</updated><title type='text'>Altre correnti nel golfo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TFl7J6bRiLI/AAAAAAAAAC0/2MAQEQY7v4g/s1600/Earth2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TFl7J6bRiLI/AAAAAAAAAC0/2MAQEQY7v4g/s320/Earth2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5501563830042462386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ALTRE CORRENTI NEL GOLFO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                             di Ornella Trentin &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre le ceneri del vulcano islandese dopo alcune settimane si sono  diradate, il petrolio ha continuato per mesi a riversarsi dalla piattaforma nel Golfo del Messico, al ritmo di 35.000-60.000 barili al giorno. Ancora un evento di dimensioni scarsamente gestibili – in questo caso provocato dall’uomo - che riporta  l’attenzione sull’ambiente e la necessità di rispettarne gli equilibri.  Il ciclo dell’acqua  del "Pianeta Blu" (dalla predominanza degli oceani visti  dallo Spazio), è di fatto un immenso  “Sistema Circolatorio” indispensabile alla sopravvivenza dei suoi abitanti, un complesso organismo interconnesso, a cui appartiene anche la più piccola sorgente di montagna che scende  verso il mare e ogni goccia di pioggia che cade al suolo  dopo essersi condensata in una nuvola. A loro volta, gli oceani sono straordinari eco-sistemi, popolati e frequentati da una varietà incredibile di creature, che contribuiscono a mantenere integro sia l’habitat marino che terrestre. Davanti alla meraviglia di tanta spontanea efficienza,  affronti ambientali come quelli prodotti dalla marea di petrolio nel Golfo del Messico,  pericolosamente vicina alla costa   Statunitense, lasciano allibiti.  Di certo mostrano i limiti di un sistema imperniato  su criteri del tutto opposti a quelli naturali, pensato cioè per assicurare affari colossali a pochi individui, indifferenti agli effetti deleteri di tale parzialità, e a quanto pare anche incapaci di porre rimedio ai danni macroscopici da essi causati. Ciò insinua più di un dubbio sulla validità, per  la vita dei Terrestri, di un simile modello, e sulle sue incongruenze sempre più evidenti. Mentre  qualcosa come 700 milioni di litri di greggio (calcolati a metà luglio), stanno deturpando il mare distruggendone chissà per quanto tempo ogni traccia vitale, nel Vecchio Continente un litro di benzina  viene pagato a peso d’oro. Ciononostante, la  ricerca di  fonti di energia meno inquinanti procede a rilento, e poco si sa delle scoperte  già effettuate in tal senso.&lt;br /&gt;Certo è paradossale che dopo tante guerre moderne scatenate per accaparrarsi il petrolio,  ne arrivi all’improvviso così tanto - ma in modo drammaticamente problematico - sulle acque del Paese che,  queste guerre,  spesso le aveva sostenute.  Lascia interdetti, inoltre, constatare che neppure i migliori specialisti di un  settore a cui di sicuro non mancano i mezzi, siano stati in grado, per un periodo sterminato, di bloccare la fuoriuscita di petrolio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è di buono che, forse, per scongiurare altre eventualità così devastanti,  una incompetenza tanto imbarazzante costringerà a interpellare altrove un genere diverso di esperti, di cui si spera abbonderà  il prossimo futuro: persone che   oltre a garantire una preparazione tecnologica avanzata e  una ricca inventiva, abbiano talmente a cuore le sorti del Pianeta, da realizzare solo supporti tecnici  rigorosamente  privi di qualsiasi interazione nociva con l’ambiente, e che ben volentieri orientano le loro capacità nella ricerca di soluzioni semplici e poco costose per l’utilizzo rispettoso di altre risorse naturali. Magari ci vorrà ancora un po’ di tempo per comporre  un sistema coerente, comunicante anche con gli altri ambiti, compreso quello medico,  ispirato dalla felice alchimia di  intelligenza, intuito, cooperazione,  amore per l’ambiente e gli esseri viventi, senza secondi fini. Requisiti che probabilmente potranno emergere solo con un cambio sostanziale di  prospettiva. Molti ritrovati geniali, applicabili a situazioni ed esigenze diverse, di una tale disarmante semplicità da non essere ancora visibili, sono di sicuro già pronti, concepiti nella coscienza collettiva ed esistenti per ora  solo allo stato latente; tanti altri realizzati da anni, invece, spesso  non sono stati divulgati di proposito. Tuttavia, quando i tempi saranno maturi, le novità corrispondenti a un nuovo piano di coscienza non potranno che  manifestarsi sul piano materiale in tutta la loro sbalorditiva concretezza e semplicità. &lt;br /&gt;Nella fase di transizione che stiamo attraversando, l’impegno a risanare l’ambiente, nonché - nel nostro Paese in particolare - a valorizzare e difendere un patrimonio artistico e paesaggistico unico, può diventare un terreno di sviluppo illimitato, sia con l'invenzione di lavori  diversi, che con  il  graduale proporsi di nuovi modi di concepire il lavoro.  Un orizzonte davvero  appassionante, indispensabile per alimentare e condividere  una prosperità   fondata su  più sani e gioiosi presupposti. Del resto, il petrolio non durerà in eterno. Quanto al nucleare, Dio ce ne scampi! Se per i danni più volte arrecati agli oceani dalle perdite di greggio le soluzioni sono,  come ben si vede, ancora “in alto mare”, i rimedi per le conseguenze ancora più pericolose e durature delle possibili disfunzioni delle centrali nucleari, sono inesistenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse l’enorme criticità che si sta verificando nel Golfo del Messico, potrebbe  accelerare visibilmente la sensibilità ambientale nel Pianeta, non solo incoraggiando la collaborazione tra le menti e gli animi più capaci della Terra per correre ai ripari, ma anche per ripensare l’uso della  tecnologia, affinché sia utile ma  innocua, e  non soppianti l’elemento umano. &lt;br /&gt;Proteggere l’acqua è proteggere la vita stessa. Con questo intento possiamo attivarci a molti livelli, contribuendo anche con gesti semplici, come bere consapevolmente un bicchier d’acqua. Tanto meglio se, durante l’estate, abbiamo occasione di andare al mare, al lago o lungo i fiumi! E' un'opportunità piacevole per entrare ancora più in contatto con il prezioso elemento di cui siamo fatti in buona parte e per celebrarlo. Basta  rivolgersi un istante all’acqua con un’onda di gratitudine, per sentire come il cuore immediatamente si ristori. Se affidiamo il nostro slancio amorevole alla  coscienza cristallina dell’acqua, il nostro messaggio arriverà lontano, e verrà senz’altro accolto con delicatezza e sollecitudine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-5066687693705367322?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/5066687693705367322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/altre-correnti-nel-golfo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5066687693705367322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5066687693705367322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/altre-correnti-nel-golfo.html' title='Altre correnti nel golfo'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TFl7J6bRiLI/AAAAAAAAAC0/2MAQEQY7v4g/s72-c/Earth2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-5977955147863124230</id><published>2010-08-02T07:47:00.000-07:00</published><updated>2010-08-02T07:53:16.222-07:00</updated><title type='text'>Vacanze in aereo, sappiamo i nostri diritti?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TFbbA8185sI/AAAAAAAAACs/PIKxpK2Ss0I/s1600/Airport.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TFbbA8185sI/AAAAAAAAACs/PIKxpK2Ss0I/s320/Airport.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500824804258539202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;VACANZE IN AEREO?  LEGGI CON SUPER-ATTENZIONE I TUOI DIRITTI!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;a cura della Casa del Consumatore di Schio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agosto, il mese delle vacanze per eccellenza! Parliamo allora di quali siano i “disguidi” che un viaggiatore può incontrare quando arriva all’aeroporto e, soprattutto, di quali siano i suoi diritti in queste circostanze…  Mai farsi cogliere impreparati! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;NEGATO IMBARCO ( detto OVERBOOKING)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il passeggero cioè non viene imbarcato a causa dell’eccessivo numero di  prenotazioni. In un primo momento la compagnia aerea fa appello ai volontari per verificare se vi siano, tra i passeggeri, dei volontari disposti a cedere il loro posto in cambio di benefici da concordare.  Se non ci sono volontari, il passeggero cui viene negato l’imbarco ha diritto a ricevere dalla compagnia aerea:&lt;br /&gt;1)Compensazione Pecuniaria &lt;br /&gt;euro 250 per i voli, intracomunitari o internazionali, inferiori o pari a 1.500 Km;&lt;br /&gt;euro 400 per i voli intracomunitari superiori a 1.500 km e per quelli internazionali tra i 1.500 e i 3.500km;&lt;br /&gt;euro 600 per i voli internazionali superiori a 3.500 km.&lt;br /&gt;Se al passeggero viene offerta la possibilita' di viaggiare su un volo alternativo il cui orario di arrivo non superi - rispetto al volo prenotato - rispettivamente le due, le tre o le quattro ore, la compagnia puo' ridurre queste compensazioni del 50%.&lt;br /&gt;La compensazione pecuniaria va pagata in contanti, mediante trasferimento bancario elettronico, con versamenti o assegni bancari o, d’accordo con il passeggero, con buoni di viaggio e/o altri servizi, indipendentemente dall’ammontare del prezzo all’atto dell’acquisto dei biglietti.&lt;br /&gt;2)Rimborso del prezzo del biglietto per la parte  del viaggio non effettuata o, in alternativa,  un nuovo volo (c.d. riprotezione) con partenza il prima possibile o in data successiva piu' conveniente per il passeggero, a condizioni equivalenti.&lt;br /&gt;3)Assistenza&lt;br /&gt;• pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa&lt;br /&gt;• adeguata sistemazione in albergo, nel caso in cui&lt;br /&gt;   siano necessari uno o più pernottamenti&lt;br /&gt;• trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa&lt;br /&gt;• due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;CANCELLAZIONE DEL VOLO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si verifica quando l’aereo non parte! Le tutele in questo caso sono assai simili a quelle previste in caso di negato imbarco ossia&lt;br /&gt;1)Rimborso del prezzo del biglietto per la parte del viaggio non effettuata o, in alternativa,  un nuovo volo (c.d. riprotezione) con partenza il prima possibile o in data successiva piu' conveniente per il passeggero, a condizioni equivalenti.&lt;br /&gt;2)Assistenza&lt;br /&gt;• pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa&lt;br /&gt;• adeguata sistemazione in albergo, nel caso in cui&lt;br /&gt;   siano necessari uno o più pernottamenti&lt;br /&gt;• trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa&lt;br /&gt;• due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail&lt;br /&gt;3)Compensazione Pecuniaria&lt;br /&gt;I valori sono uguali a quelli descritti per il “negato imbarco”  ma in caso di cancellazione del volo la compensazione non è invece dovuta nel caso in cui:&lt;br /&gt;- la compagnia aerea possa provare che la cancellazione del volo sia stata causata da circostanze eccezionali: ad esempio avverse condizioni meteorologiche, allarmi per la sicurezza, scioperi...&lt;br /&gt;- il passeggero sia stato informato della cancellazione:&lt;br /&gt;• con almeno due settimane di preavviso&lt;br /&gt;• nel periodo compreso tra due settimane e sette giorni prima della data di partenza e nel caso in cui venga offerto un volo alternativo con partenza non più di due ore prima rispetto all’orario originariamente previsto e con arrivo presso la destinazione finale al massimo quattro ore dopo l’orario originariamente previsto&lt;br /&gt;• meno di sette giorni prima e nel caso in cui venga offerto un volo alternativo con partenza non più di un’ora prima dell’orario originariamente previsto e con arrivo presso la destinazione finale al massimo due ore dopo l’orario originariamente previsto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;RITARDO  PROLUNGATO  DEL  VOLO &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In questo caso il viaggiatore ha diritto a:&lt;br /&gt;1)Assistenza: &lt;br /&gt;• pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa&lt;br /&gt;• adeguata sistemazione in albergo, nel caso in cui&lt;br /&gt; siano necessari uno o più pernottamenti&lt;br /&gt;• trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa&lt;br /&gt;• due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail&lt;br /&gt;Il diritto all’assistenza però viene riconosciuto in base alla tratta (intracomunitaria o internazionale) e alla distanza percorsa ossia se&lt;br /&gt;- il ritardo è di almeno due ore in voli intracomunitari o internazionali inferiori o pari a 1.500 km;&lt;br /&gt;- il  ritardo è di almeno tre ore in voli intracomunitari superiori a 1.500 km e in voli internazionali tra 1.500 e   3.500 km;&lt;br /&gt;- ritardo è di almeno quattro ore in voli internazionali superiori a 3.500 km.&lt;br /&gt;2) Rimborso del biglietto&lt;br /&gt;Se il ritardo è di almeno cinque ore il passeggero ha la possibilità di rinunciare al volo e di ottenere il rimborso del biglietto per la parte di viaggio non utilizzata, senza applicazione di penali.&lt;br /&gt;3) Compensazione&lt;br /&gt;Pur non espressamente previsto dal Regolamento CE 261/2004 il diritto alla compensazione pecuniaria è stato riconosciuto dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea n.402 del 2009 nel caso in cui i passeggeri, a causa del ritardo, raggiungano la destinazione con oltre tre ore di ritardo rispetto all’orario di arrivo pubblicato. Tale diritto viene meno solo se la compagnia aerea  dimostra che il ritardo prolungato si è verificato a causa di circostanze eccezionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le tutele sin qui descritte si applicano&lt;br /&gt;- ai voli di  linea, charter, low cost in partenza da un aeroporto comunitario;&lt;br /&gt;- ai voli di linea, charter, low cost in partenza da un aeroporto situato in un Paese non comunitario con destinazione un aeroporto comunitario, solo qualora la compagnia aerea sia comunitaria e salvo che non siano già stati erogati i benefici previsti dalla normativa locale.&lt;br /&gt;Le tutele non si applicano ai voli in partenza da un paese non comunitario con destinazione un Paese dell’UE operati da compagnie aeree non comunitarie. In questo caso si applicano le tutele assicurate dalla legislazione locale e dalle norme che regolano il contratto di trasporto!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-5977955147863124230?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/5977955147863124230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/vacanze-in-aereo-leggi-con-super.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5977955147863124230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5977955147863124230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/vacanze-in-aereo-leggi-con-super.html' title='Vacanze in aereo, sappiamo i nostri diritti?'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TFbbA8185sI/AAAAAAAAACs/PIKxpK2Ss0I/s72-c/Airport.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-7384723541835098703</id><published>2010-08-02T07:45:00.000-07:00</published><updated>2010-08-02T07:47:17.480-07:00</updated><title type='text'>La Pop art e la società dei consumi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TFbaaFQ3U-I/AAAAAAAAACk/oCd1wCbfb9M/s1600/images4.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 259px; height: 194px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TFbaaFQ3U-I/AAAAAAAAACk/oCd1wCbfb9M/s320/images4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500824136504005602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La Pop Art e la società dei consumi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Pop art è un movimento artistico nato intorno agli anni cinquanta negli Stati Uniti e in Gran Bretagna poi estesosi in tutto il mondo occidentale.&lt;br /&gt;Questa corrente nasce dall’incontro tra arte e cultura dei mass-media e matura un linguaggio originale derivante dalla società dei consumi e dalla cultura popolare, utilizzando immagini della  pubblicità, fumetti e prodotti del consumo di massa, che spesso diventano i soggetti delle opere di pop art. La pop art ricicla tutto ciò in una pittura che riproduce in modo glaciale ed impersonale le immagini proposte dai mass-media. La cultura popolare non è intesa però come arte del popolo ma, precisamente, come arte di massa prodotta in serie che ci documenta il divenire dell’universo visivo in cui si muove quella che noi definiamo la «società dell’immagine» odierna. Nel momento dell’esplosione del consumismo la Pop Art rivolge il suo sguardo al mondo esterno utilizzando i prodotti di uso quotidiano consegnandoli al mondo dell’arte. In altre parole, attinge i propri soggetti dall'universo del quotidiano, soprattutto della società americana,  facendo leva  sul fatto che quei soggetti sono per tutti assolutamente noti e riconoscibili e quindi possono essere compresi dalla maggior parte delle persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli artisti Pop Art si ispirano, per la creazione delle loro opere, alla mercificazione dell'uomo moderno condizionato dall'ossessivo martellamento pubblicitario, al consumismo eletto a sistema di vita, al fumetto visto come unico e povero veicolo di comunicazione scritta. Con sfumature diverse, gli artisti riprendono le immagini dei mezzi di comunicazione di massa, del mondo del cinema, dell'intrattenimento e della pubblicità. La Pop Art infatti usa il medesimo linguaggio della pubblicità e risulta dunque perfettamente in sintonia con la società dei consumi che l'ha prodotta. Agli artisti che hanno fatto parte di questo movimento viene riconosciuto il merito di aver introdotto nella loro produzione l'uso di strumenti e mezzi non tradizionali della pittura, come il collage, la fotografia, il cinema, il video.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esponente più rappresentativo della pop art è senza dubbio Andy Warhol (1930-1987) . Egli si rifiutava  di avvicinarsi a qualsiasi esperienza artistica maturata in Europa e considerava  la storia dell’arte inutile. L’arte di Warhol si muove unicamente dall’osservazione delle immagini prodotte dalla cultura di massa americana. La sua arte prende spunto dal cinema, dai fumetti, dalla pubblicità, senza alcuna scelta estetica, ma come puro istante di registrazione delle immagini più note e simboliche. La sua intera opera e costellata dalle immagini-simbolo della cultura di massa americana: il volto di Marilyn Monroe, le inconfondibili bottigliette di Coca Cola, il simbolo del&lt;br /&gt;dollaro,i detersivi in scatola, e così via.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nelle sue opere non domina la scelta estetica, ma neppure l’ intenzione di polemizzare nei confronti della società di massa: unicamente esse ci danno un’immagine fotografica del mondo consumista.&lt;br /&gt;Il più grosso pregio della pop art è stato quello di documentare, senza la preoccupazione di sporcarsi le mani con la cultura popolare, i cambiamenti di valori indotti nella società dal consumismo. Quei cambiamenti che consistono in una preferenza per valori legati al consumo di beni materiali e alla proiezione degli ideali comuni sui valori dell’immagine, intesa in questo caso soprattutto come apparenza. E in ciò testimoniano dei nuovi idoli o miti in cui le masse popolari tendono ad identificarsi. Miti ovviamente creati dalla pubblicità e dai mass-media che proiettano sulle masse sempre più bisogni indotti, e non primari, per trasformarli in consumatori sempre più avidi di beni materiali. La ripetizione ossessiva dell’immagine di una bottiglia di Coca Cola ci testimonia come quell’oggetto, predomini, rispetto ad altri valori interiori o spirituali, conducendoci a un tipo di esistenza che i mass media propagandano come vincente nella società contemporanea.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-7384723541835098703?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/7384723541835098703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/la-pop-art-e-la-societa-dei-consumi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/7384723541835098703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/7384723541835098703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/08/la-pop-art-e-la-societa-dei-consumi.html' title='La Pop art e la società dei consumi'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TFbaaFQ3U-I/AAAAAAAAACk/oCd1wCbfb9M/s72-c/images4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-7901640430741663380</id><published>2010-07-29T02:11:00.000-07:00</published><updated>2010-07-29T02:20:11.633-07:00</updated><title type='text'>Sposa e fiori</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TFFHIpRe0lI/AAAAAAAAACc/dtQpAC5e7VU/s1600/3299750033_47ddf41e15_b.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TFFHIpRe0lI/AAAAAAAAACc/dtQpAC5e7VU/s320/3299750033_47ddf41e15_b.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499254833839788626" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sposa e fiori, un connubio irrinunciabile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Patrizia Landini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può immaginare una sposa senza il suo buoquet: che sia tondeggiante, a cascata, colorato o bianco, il bouquet è una parte fondamentale dell’abito della sposa. &lt;br /&gt;Pezzo unico, è bene che sia realizzato con fiori diversi da quelli utilizzati per l’addobbo della chiesa o per gli allestimenti al ricevimento.&lt;br /&gt;Naturalmente, anche nella composizione del bouquet esistono delle regole "non scritte" ma che è sempre bene seguire e queste regole si riferiscono alla forma, ai fiori che lo compongono e al loro colore.&lt;br /&gt;Un buon bouquet deve essere bello, originale, in tono con la mise della sposa, ma deve avere anche alcune caratteristiche fondamentali: non deve sporcare l'abito o i guanti, deve durare tutta la giornata, essere facilmente impugnato e non troppo pesante. &lt;br /&gt;Il consiglio che sento di dare è quello di rivolgersi sempre ad un florist di nostra conoscenza che magari sia strutturato per offrire anche il servizio dell’addobbo della chiesa o della location dove intendiamo poi festeggiare. &lt;br /&gt;Quanto alla scelta dei fiori da utilizzare, essa dipende innanzitutto dalla stagionalità delle specie, anche se sono reperibili sul mercato un po’ tutti i generi di fiori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi raccomando al colore dei fiori scelti, poiché abito e bouquet vanno abbinati con sobria armonia. &lt;br /&gt;Con un abito bianco è meglio propendere per fiori lattei, della stessa tonalità del vestito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se l’abito fosse avorio, i fiori dovrebbero essere panna.&lt;br /&gt;Appunto, se utilizziamo fiori candidi, possiamo mescolare tinte pastello come rosa e giallo pallido, ma, io oserei anche con tonalità più accese accostando qualche fiore colorato e insolito, pur sempre in modica quantità. &lt;br /&gt;In ogni caso, tenete a mente che con un abito lungo, tradizionale, magari con lo strascico, il buoquet deve essere allungato verso il basso, cascante e formato da fiori di piccole dimensioni. &lt;br /&gt;Con il tailleur o un abito al ginocchio, deve essere tondeggiante e compatto, composto da fiori piccoli e leggiadri e, magari, nastri in tinta con l’abito. &lt;br /&gt;Aperto e voluminoso, composto anche solo da calle o da rose, è perfetto per una sposa romantica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può considerare anche un buoquet a fascio, da portare appoggiato al braccio e composto da fiori piuttosto lunghi, in questo caso l’abito deve essere semplicissimo.&lt;br /&gt;Per chi indossa una creazione moderna, si può osare un bouquet a forma di palla, davvero originale perché si porta appeso al polso con un nastro di seta. In questo caso si possono azzardare colori vivaci e fiori come piccoli tulipani, calle, roselline&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tradizione, il bouquet viene consegnato dallo sposo stesso, ma può arrivare direttamente a casa della sposa dal fiorista. &lt;br /&gt;Consuetudine vuole che, conclusa la cerimonia, lo si lanci alle invitate che saranno in attesa alle vostra spalle: è di buon auspicio per chi lo riceve al volo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-7901640430741663380?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/7901640430741663380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/sposa-e-fiori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/7901640430741663380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/7901640430741663380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/sposa-e-fiori.html' title='Sposa e fiori'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TFFHIpRe0lI/AAAAAAAAACc/dtQpAC5e7VU/s72-c/3299750033_47ddf41e15_b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-8242029088402288077</id><published>2010-07-19T01:24:00.000-07:00</published><updated>2010-07-19T01:28:34.272-07:00</updated><title type='text'>Il buono e il cattivo...proprietario di animali</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TEQMfcdgmqI/AAAAAAAAACU/IXQNHs1jLcw/s1600/2916500301_aff70ede16_o.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TEQMfcdgmqI/AAAAAAAAACU/IXQNHs1jLcw/s320/2916500301_aff70ede16_o.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495531179654290082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;IL BUONO E IL CATTIVO…PROPRIETARIO DI ANIMALI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di GianMaria Collicelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’universo degli animali, alla voce cani siamo abituati a trovare moltissime specie, oltre trecento quelle ufficiali, diverse nel carattere e nella fisionomia.&lt;br /&gt;Alla voce proprietari di animali, invece, ci si può stupire di trovarsi di fronte a “razze” diverse, cioè quelle che distinguono il buono e il cattivo detentore di animali. Secondo il ministero della Salute italiano, infatti, c’è il proprietario di animali, in questo caso di cani, ma anche il buon proprietario e il cattivo proprietario. &lt;br /&gt;Aggiungo che non sono criteri giuridicamente rilevanti, e nemmeno categorici o infamanti. &lt;br /&gt;Semplicemente, il ministero della Salute pubblica ha prodotto un’ordinanza per la “Tutela dell’incolumità pubblica e dall’aggressione dei cani”, emanata a marzo dello scorso anno e firmata dal sottosegretario alla Salute pubblica, Francesca Martini, nella quale si elencano gli obblighi a cui è chiamato a rispondere chiunque sia responsabile di un animale da compagnia, come appunto un cane. &lt;br /&gt;A margine di quest’ordinanza, inoltre, gli autori hanno voluto pubblicare sul sito del ministero (www.salute.gov.it) una sezione dedicata agli animali domestici, alla voce Cani, gatti e… in cui hanno reso disponibile un manuale per diffondere la conoscenza sulle buone norme che, oltre ai doveri legislativi, ogni proprietario di animali dovrebbe conoscere e, sperano, rispettare.&lt;br /&gt;Prendere un cane, per esempio, di per sé è abbastanza semplice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quali doveri implica? &lt;br /&gt;Cosa devo avere sempre con me?&lt;br /&gt;Come devo comportarmi con il mio cane per strada, in città, nei parchi giochi? &lt;br /&gt;Sono sempre responsabile del comportamento dell’animale e a chi devo rivolgermi in caso di particolari problemi?&lt;br /&gt;Domande pratiche della vita di ogni giorno, che spesso non ci si pone davanti al sorriso che sembra regalarci il nostro cucciolo, e si affacciano alla nostra mente quando ormai è troppo tardi, davanti alla sanzione, al danno compiuto o al pericoloso inconveniente.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;I DOVERI DEL PROPRIETARIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Secondo la legge, gli obblighi del proprietario del cane sono diversi:&lt;br /&gt;• GUINZAGLIO e MUSERUOLA&lt;br /&gt;E’ obbligatorio, nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, utilizzare un guinzaglio di lunghezza massima di 1,50 metri.&lt;br /&gt;La museruola, rigida o morbida, deve essere portata con sé in caso di rischio per l’incolumità delle persone, di altri animali, e potrebbe essere richiesta dalle autorità competenti.&lt;br /&gt;• INTERVENTI CHIRURGICI&lt;br /&gt;Non è permesso effettuare interventi chirurgici sull’animale, tali da modificarne la morfologia, come recisione delle corde vocali, taglio delle orecchie o della coda, fatti salvi gli interventi curativi certificati dal medico veterinario.&lt;br /&gt;• PATENTINO&lt;br /&gt;Comune, Asl e l’Ordine professionale dei medici veterinari, hanno organizzato dei percorsi formativi facoltativi per l’ottenimento di un patentino, che diventano obbligatori per i proprietari di cani considerati impegnativi.&lt;br /&gt;Le spese per i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane, che è chiamato dal Comune ad assolvere l’obbligo di ottenere tale certificazione.&lt;br /&gt;• CANI DA “BLACK LIST”&lt;br /&gt;Non esiste alcuna “black list” delle razze di cani considerati a priori impegnativi o pericolosi, come si era ipotizzato di recente.&lt;br /&gt;Il medico veterinario, nell’interesse della salute pubblica e in base alla verifica concreta di ogni caso, seganala ai Servizi Veterinari locali la presenza di cani impegnativi tra i suoi assistiti, informando il proprietario dell’animale sulla disponibilità dei corsi di formazione, in questo caso obbligatori.&lt;br /&gt;• AFFIDAMENTO&lt;br /&gt;E’ vietato registrare animali da compagnia a nome di persone minorenni, interdetti o inabili per infermità mentale.&lt;br /&gt;• DECORO URBANO&lt;br /&gt;Il proprietario che conduce il cane in ambito urbano è tenuto, per legge, a raccoglierne le feci, e ad avere con sé gli strumenti idonei a tale scopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;IL CATTIVO PROPRIETARIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel documento del ministero sono specificate tutte le attività vietate per legge ai proprietari degli animali da compagnia, in difesa dell’incolumità pubblica e come prevenzione alle aggressioni. E’ perciò vietato, per legge:&lt;br /&gt;I. L’addestramento del cane volto a esaltarne l’aggressività.&lt;br /&gt;II. Compiere operazioni di selezione o incrocio di cani con lo scopo di renderli più aggressivi.&lt;br /&gt;III. Sottoporre i cani a pratiche di doping o interventi chirurgici finalizzati a modificarne la morfologia, come taglio delle orecchie, della coda, o la recisione delle corde vocali, ma anche la castrazione nei casi non necessari.&lt;br /&gt;IV. Registrare un animale da compagnia a nome di persone considerate delinquenti abituali, o a nome di chi sia sottoposto a misure di prevenzione personale e a misure di sicurezza personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;IL BUON PROPRIETARIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A tutte queste norme obbligatorie per legge, che creano la figura del proprietario del cane agli occhi dell’autorità, si aggiungono le buone regole, cioè tutte quelle pratiche utili al fine di potersi fidare del proprio animale e condurlo in tutta serenità nei contatti con le persone o con altri esemplari. &lt;br /&gt;Il buon proprietario, secondo il manuale pubblicato dal ministero, è quindi colui che:&lt;br /&gt;1. Si informa sulla formazione del proprio cane, sul suo pedigree, sulle caratteristiche della sua indole e i problemi fisici ai quali è esposto più di frequente.&lt;br /&gt;2. Iscrive il proprio animale, nel caso del cane, all’anagrafe canina.&lt;br /&gt;3. Non lascia mai un cane incustodito in presenza di bambini.&lt;br /&gt;4. Effettua regolari controlli del proprio animale da un medico veterinario, in modo da seguire un’adeguata profilassi vaccinale e antiparassitaria.&lt;br /&gt;5. Prende provvedimenti per evitare cucciolate indesiderate.&lt;br /&gt;6. Considera l’opportunità di sottoscrivere un’assicurazione verso eventuali danni recati dal proprio animale, perché in qualsiasi caso il proprietario ne è responsabile, sotto tutti i punti di vista.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-8242029088402288077?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/8242029088402288077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/il-buono-e-il-cattivoproprietario-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8242029088402288077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8242029088402288077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/il-buono-e-il-cattivoproprietario-di.html' title='Il buono e il cattivo...proprietario di animali'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TEQMfcdgmqI/AAAAAAAAACU/IXQNHs1jLcw/s72-c/2916500301_aff70ede16_o.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-4004520652028903257</id><published>2010-07-15T06:49:00.000-07:00</published><updated>2010-07-15T06:52:42.759-07:00</updated><title type='text'>Posta certificata, facciamo chiarezza.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TD8SoDIprwI/AAAAAAAAACM/NHenwjX4Uf4/s1600/e-mail+icon.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 314px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TD8SoDIprwI/AAAAAAAAACM/NHenwjX4Uf4/s320/e-mail+icon.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5494130549660954370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Posta certificata per tutti!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I rapporti tra cittadini e pubbliche amministrazioni risultano spesso complicati e rallentati da una serie di fattori, ad es. le lunghe code agli sportelli ed i non sempre agevoli adempimenti burocratici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi anni, però, è stato avviato anche per le P.A. (Pubbliche Amministrazioni)  un processo di maggiore semplificazione di tali rapporti, partendo dalla c.d. “dematerializzazione”. Si è trattato, infatti, di sostituire parte degli archivi costituiti da documentazione cartacea, con documenti informatici, realizzando una sorta di trasformazione dei documenti con il passaggio da una consistenza materiale ad una virtuale.&lt;br /&gt;Come sostiene il CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione), la gestione “digitale” dei documenti comporta una serie di risparmi diretti (carta, spazi, ecc.) e indiretti (tempo, efficienza, ecc.), e permette di evitare quelli che sono i principali difetti della gestione cartacea (difficoltà di condivisione e archiviazione, eccessiva onerosità, tempi di ricerca elevati, facilità di errori e smarrimenti).&lt;br /&gt;E proprio all’interno di questo processo di dematerializzazione si inserisce il Progetto Posta Certificat@ che prevede la possibilità per tutti i cittadini di attivare gratuitamente una casella di posta elettronica certificata per comunicare con le pubbliche amministrazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In generale la &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PEC&lt;/span&gt; (Posta Elettronica Certificata) è uno strumento molto utile che permette di attribuire ad una e-mail lo stesso valore legale di una raccomandata a/r, ma con alcuni vantaggi in più in termini di tempo (l’invio è praticamente immediato e la ricezione avviene quasi contemporaneamente), di costi (si risparmia carta e costo della raccomandata a/r) e di semplicità (è possibile inviare anche a più destinatari simultaneamente e da qualunque postazione dotata di connessione ad internet).&lt;br /&gt;Nello specifico il Progetto Posta Certificat@ è un servizio di comunicazione elettronica esclusivamente tra cittadini e pubblica amministrazione: 50 milioni di caselle di PEC sono pronte per essere attivate su richiesta di chiunque sia interessato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo modo sarà possibile inviare, richiedere e ricevere informazioni o documentazione varia dagli uffici pubblici, il tutto attraverso “comunicazioni ufficiali” delle quali il mittente può avere una certificazione, cioè la prova legale dell’invio e della ricezione (l’e-mail si considera “consegnata” a prescindere dal fatto che il destinatario l’abbia effettivamente letta, per questo è molto importante ricordarsi sempre di controllare la propria casella).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sostanza questa particolare casella Pec, che tecnicamente si chiama Cec-Pac (Comunicazione Elettronica Certificata tra la P.a. e il Cittadino), consente al cittadino di stabilire un canale di comunicazione semplice, diretto e sicuro con le pubbliche amministrazioni, risparmiando tempo ed evitando inutili spostamenti.&lt;br /&gt;La versione base è gratuita e prevede una casella di posta elettronica certificata della dimensione di 250MB, il servizio opzionale di notifica tramite posta elettronica tradizionale (ad es. delle ricevute di accettazione e consegna conseguenti un invio), un fascicolo elettronico personale con capacità di memorizzazione di 500MB, nonché l’indirizzario di tutte le p.a. provviste di pec (che ad oggi, purtroppo, sono meno della metà di tutte le amministrazioni centrali e locali ma si auspica che aumentino in breve tempo). Ci sono poi dei servizi avanzati che saranno attivabili a pagamento da chiunque ne faccia richiesta (es. firma digitale, libretto sanitario elettronico).&lt;br /&gt;Il procedimento da seguire per ottenere questa casella PEC è suddiviso in due fasi. La prima parte è online: bisogna collegarsi al sito www.postacertificata.gov.it e seguire la procedura guidata, inserendo tutti i dati richiesti (es. dati anagrafici, contatti telefonici, indirizzo e-mail tradizionale) e scegliendo una password per effettuare l’accesso. Una volta compiuta la registrazione sul portale, si passa alla seconda fase di registrazione presso gli uffici postali abilitati all’identificazione, dove bisogna portare un documento valido di riconoscimento ed un documento comprovante il proprio codice fiscale (es. tessera sanitaria) per poter così firmare il contratto e l’informativa sulla privacy.&lt;br /&gt;Nel caso desideriate aiuto per l’attivazione della vostra casella di Posta Elettronica Certificat@ gratuita, veniteci a trovare nella sede della Casa del Consumatore - Schio!  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;LA BUONA NOTIZIA&lt;/span&gt; :  Si chiama ”Acquisto certificato. Agibilita’, sicurezza ed efficienza degli immobili” la guida presentata presso il Consiglio nazionale del notariato, frutto della collaborazione fra il notariato e 12 associazioni di consumatori (Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori) a tutela del cittadino. &lt;br /&gt;La guida e’ dedicata alle nuove norme sulla certificazione energetica degli edifici ed è disponibile al link http://www.notariato.it/export/sites/default/it/notariato/chi-siamo/allegati-chi-siamo/guida_acquisto_certificato.pdf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-4004520652028903257?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/4004520652028903257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/posta-certificata-facciamo-chiarezza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4004520652028903257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4004520652028903257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/posta-certificata-facciamo-chiarezza.html' title='Posta certificata, facciamo chiarezza.'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TD8SoDIprwI/AAAAAAAAACM/NHenwjX4Uf4/s72-c/e-mail+icon.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-5866586241075484873</id><published>2010-07-12T00:27:00.000-07:00</published><updated>2010-07-12T00:33:09.894-07:00</updated><title type='text'>Il rinascimento contemporaneo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDrE8gRatDI/AAAAAAAAACE/a27cXi25Ug0/s1600/foto_palladio_Palazzo_Chiericati.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 251px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDrE8gRatDI/AAAAAAAAACE/a27cXi25Ug0/s320/foto_palladio_Palazzo_Chiericati.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5492919239265924146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il rinascimento contemporaneo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Massimo Cipelletti &lt;br /&gt;sociologo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo dato inizio a questo nuovo secolo, nonché millennio, privi e privati di stimoli ed entusiasmi, in preda ad una valorizzazione dei saldi principi morali comuni che hanno concesso al secolo antecedente di costruire una società ed un corpo civile pensante di buonsenso.&lt;br /&gt;Ci ritroviamo oggi, giovani e meno giovani, a dover gestire e riorganizzare un quid che è stato sfasciato dalla nostra stessa evoluzione; dalla bramosia di eccedere; dal trionfo dell’esasperato in qualsiasi sua forma ed espressione.&lt;br /&gt;Mi mantengo, sinora, volutamente su di un fronte assolutamente generico, dacché qualsivoglia ambito è stato contaminato e frequentemente portato al di sopra delle proprie possibilità.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Se il Novecento ha dato molto, e molto rapidamente, le aspettative del Duemila sono di giorno in giorno disilluse; anzi celebriamo periodicamente il funerale del Novecento come se non avessimo più punti di riferimento, come fossimo quasi disorientati e questa nuova opportunità d’espressione umana non sapessimo da dove prenderla, poiché tutto ed il contrario di tutto è stato detto e fatto. Nell’arte, nella cultura, nella politica stessa.&lt;br /&gt;Viviamo indiscutibilmente in un’era post-ideologica e credo fermamente necessario cogliere questa opportunità, anziché lamentarsene e darsi per perduti. Nessuno di noi è in attesa del nuovo e di ciò che sinora non si è visto o sentito: non ci sorprenderebbe più. Quello che realmente è indispensabile è un “Rinascimento contemporaneo”. Lo realizzò Andrea Palladio nell’architettura e tutt’oggi sappiamo quanto è visto e considerato come il punto di riferimento che diede la svolta dopo secoli bui. Così sento che, sia nella cultura che nella politica, di questo si necessiti: un “Rinascimento contemporaneo”, che a differenza del XV° e XVI° secoli, deve venire – prevalentemente e non esclusivamente – dal basso. Ma cos’è il “basso”, se non la comunità civile che volutamente mi piace chiamare comunità piuttosto che società, perché rappresenta un qualcosa di più umano, meno speculativo, meno orientato al profitto economico e maggiormente sociale. La partecipazione del singolo cittadino alla vita socio-politica diviene così fondamento di un equilibrio su cui poter costruire una vera società moderna evoluta del Terzo millennio.&lt;br /&gt;Al centro va ricollocato l’essere umano, il cui insieme dà vita allo Stato, ed il conseguente obiettivo primario dev’essere il benessere comune e la dignità del singolo.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Il “Rinascimento contemporaneo” su matrice palladiana, va esteso alla politica e alla vita sociale, ripescando dalle nostre tradizioni ciò che ci appartiene, quello che ci ha educato e condotto sin qui, rileggendolo in chiave attuale, senza stravolgerlo, ma dandoci presente. Questo fece il più grande architetto di tutti i tempi, e se ancor oggidì è personaggio di riferimento per molti, auspico lo diventi anche per il mondo della politica e della socialità.&lt;br /&gt;Non siamo dei replicanti ma degli innovatori di noi stessi. E lo si può realizzare solo se in noi alberga un’idea di grandezza che ci consenta di esprimerci ai massimi livelli qualitativi e non più quantitativi. Se ora siamo vittime di un vuoto sociale che potremmo abbinare ad un vuoto ideologico-culturale, vediamoli come un’opportunità per poter colmare, attraverso la preparazione, la cultura ed il buonsenso questi spazi che ci stanno soffocando senza ragione.&lt;br /&gt;Sono profondamente convinto che anche in politica, il vivere nell’era post-ideologica non sia un male ma una naturale evoluzione che se sappiamo cogliere e gestire ci darà, a breve tempo, benefici inimmaginabili.&lt;br /&gt;Lo stesso bipolarismo è la ricchezza di poter, finalmente, evitare compromessi vetusti alla politica italiana, fra micropartiti che non avranno più ragion d’essere; mentre ben vengano i dialoghi e le discussioni aperte all’interno di grandi poli politici, dove devono convergere e convivere sempre più fazioni, gruppi di pressione, identità culturali: questo è l’esempio che la politica deve dare al popolo, rispecchiandolo. Proprio perché la quotidianità è fatta di molteplici pensieri, visioni, opinioni in qualunque ambito, con il comune scopo di conquistare il compromesso. Questo sarà il sano compromesso che andremo cercando, denso di un buonsenso in via d’estinzione, ricco di valori condivisi, potente di un senso critico ed autocritico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-5866586241075484873?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/5866586241075484873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/il-rinascimanto-contemporaneo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5866586241075484873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5866586241075484873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/il-rinascimanto-contemporaneo.html' title='Il rinascimento contemporaneo'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDrE8gRatDI/AAAAAAAAACE/a27cXi25Ug0/s72-c/foto_palladio_Palazzo_Chiericati.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-4011196854428744557</id><published>2010-07-09T09:03:00.001-07:00</published><updated>2010-07-09T09:08:53.106-07:00</updated><title type='text'>Alimentazione in estate</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDdJFn_zdyI/AAAAAAAAAB8/MouYhXVhCxE/s1600/Melone_Tiburzi.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 230px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDdJFn_zdyI/AAAAAAAAAB8/MouYhXVhCxE/s320/Melone_Tiburzi.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491938631586379554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;E’ ARRIVATA L’ESTATE: FACCIAMO IL PIENO DI…SALUTE!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;     (prima parte)&lt;br /&gt;Dr.ssa Loredana Circi       &lt;br /&gt;biologa nutrizionista       email.loredana.circi@tiscali.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente è arrivata l’estate e, assieme al caldo, la terra ci offre quanto di meglio può produrre. La natura si esprime con le sue massime potenzialità, non abbiamo più necessità di assumere alimenti cresciuti in serre o provenienti da altri continenti, basta osservare quindi orti , giardini e le campagne circostanti per capire di quali tesori abbiamo a disposizione. Parlo di tesori in quanto la frutta e la verdura di stagione sono dei veri e propri toccasana per la nostra salute in quanto ottimi fornitori di vitamine, fibre, oggi riscoperte per i loro effetti anticolesterolemici (riduzione del colesterolo "cattivo"),  antitumorali e benefici nello stimolo della peristalsi intestinale, sali minerali come, tra gli altri,  il selenio che secondo molte ricerche cliniche sono di fondamentale importanza nella prevenzione d'alcuni tumori (stomaco, colon), inoltre reintegrano l’acqua dissipata con il sudore e la traspirazione.&lt;br /&gt;Dedichiamo quindi, nei nostri appuntamenti di luglio e agosto, un po' di attenzione per questi alimenti-tesori che troppo spesso vengono considerati "di contorno", convinti che, invece, dovrebbero essere messi ogni giorno al centro della nostra &lt;br /&gt;tavola &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La frutta è un alimento indispensabile a tutte le età e in tutte le stagioni e come tale non dovrebbe mai mancare nella dieta di ogni individuo. I maggiori vantaggi della frutta si hanno mangiandola al mattino o a merenda e quindi non in associazione con altri cibi, perché talvolta quando viene consumata a fine pasto, rimane a lungo nell'apparato digerente, e quindi può andare incontro, più facilmente alla fermentazione dei suoi zuccheri. Questa fermentazione spesso è responsabile dei cosiddetti  "gonfiori gastrointestinali". &lt;br /&gt;Cerchiamo, inoltre di consumare frutta di stagione e possibilmente fresca acquistandola da chi la ha appena colta oppure consumandola subito dopo l'acquisto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frutta e verdura possono essere assunti in vari modi, cruda, cotta, come spremute, centrifughe, cocktail, semplicemente al naturale, ma ovviamente in questa stagione  privilegiamo il loro consumo a crudo perchè in questo modo si mantengono pressoché inalterate le caratteristiche organolettiche (il calore infatti nuoce alle vitamine, estremamente termolabili, la cottura in acqua, inoltre, disperde i Sali minerali contenuti in esse, impoverendo l’alimento).&lt;br /&gt;Iniziando una mini rassegna della frutta e verdura di stagione, non si può non parlare delle Albicocche.&lt;br /&gt;Il loro periodo di produzione e migliore per il consumo va da giugno ad agosto il frutto è una drupa carnosa, esternamente vellutato di colore giallo-arancio talvolta screziato di rosso, appartengono alla famiglia delle rosaceae, come le ciliegie, le prugne, le pesche,le fragole, le rose, le mandorle ecc. Le albicocche sono molto importanti perchè contengono una notevole quantità di carotenoidi che sono i precursori della Vitamina A. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi si può dire che mangiare &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;albicocche&lt;/span&gt; fa bene soprattutto d'estate, periodo in cui è fortemente consigliato il consumo, per chi sceglie di andare al mare, in quanto i capelli sono sottoposti a stress e risultano essere fragili ed opachi. Per ovviare a questi inconvenienti è necessaria proprio la Vitamina A. L’albicocca,oltre alle vitamine A,B2,B3 e C, contiene molto Potassio, oligoelementi che ci aiuta a combattere l’affaticamento muscolare e la stanchezza, l’albicocca è inoltre antianemica, 100 gr di questo frutto forniscono circa 33 Kcal, l’indice glicemico e basso e queste le rende consumabili anche dalle persone con problemi di diabete.&lt;br /&gt;Il periodo di produzione e consumo migliore del Melone (Cocumis melo) ,invece,  va da Maggio ad Agosto.&lt;br /&gt;Il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;melone&lt;/span&gt; è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae, si pensa originaria dell'Asia Tropicale o dell'Africa&lt;br /&gt;In commercio ne esistono 3 varietà che si distinguono tra loro per forma, colore della polpa e rugosità della buccia:i cantalupi: precoci, si presentano grandi e lisci, con la polpa arancione, maturano d'estate ed hanno breve conservazione; il retato: tondo, ha una buccia sottile e un marcato reticolo da cui prende il nome, ha la polpa giallo-verde e matura in estate; il melone invernale: è tardivo, ha una forma allungata di colore giallo, è poco profumato ma molto dolce. &lt;br /&gt;È un frutto che fornisce poche calorie, dalle 20 alle 40 kcal/100 gr, molto dissetante e rinfrescante grazie all'elevato contenuto in acqua che aiuta soprattutto in estate a prevenire la disidratazione, favorendo anche l'eliminazione delle tossine e combattendo la cellulite.&lt;br /&gt;Presenta inoltre un'alta percentuale di sali minerali (fosforo, magnesio e potassio sodio e calcio), vitamina A e C ,ma anche B e PP è utile per rassodare e rinforzare la pelle.. .&lt;br /&gt;E’ ricco di zuccheri (saccarosio, fruttosio e glucosio) e  l’indice glicemico è piuttosto alto, più di 100 e ciò non lo rende molto adatto ai pazienti diabetici &lt;br /&gt;Ha proprietà rinfrescanti e coadiuvanti i processi digestivi (ma è sconsigliato a chi soffre di dispepsie e di disturbi enterici). Possiede una blanda azione lassativa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Terminiamo questa prima parte con un’ottima verdura di stagione, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;la Zucchina&lt;/span&gt;, sintetizzando le sue mille virtù.&lt;br /&gt;Ipocalorica e povera di amidi, la zucchina è una delle regine delle diete. &lt;br /&gt;La zucchina (nome botanico Cucurbita pepo L.) è una specie della famiglia delle Cucurbitaceae (vedi il melone sopracitato)&lt;br /&gt;Ricchissima in acqua (circa 93 grammi su 100 di peso complessivo), è caratterizzata dalla quasi totale assenza di calorie (circa 13/100 gr), e da una bassissima presenza di amidi (addirittura l'1% del suo peso). Proprio per quest'ultima sua caratteristica la zucchina è sicuramente sfruttabile anche dai diabetici e da tutti coloro che desiderino seguire un'alimentazione che controlli la curva glicemica (e la conseguente risposta insulinica). La sua struttura e le sue caratteristiche nutrizionali l'hanno pertanto resa in passato cara alle diete ipocaloriche &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La zucchina contiene molti minerali preziosi, quali sodio, potassio, ferro, calcio, fosforo, manganese, zolfo e cloro, e altrettanto preziose vitamine (vitamina B2, PP, A, e, in misura molto modesta, vitamina C). &lt;br /&gt;Si tratta di un ortaggio altamente digeribile, soprattutto se cotto al vapore (in modo da non disperderne il contenuto di minerali) e che trova un formidabile impiego in soggetti con problemi gastrici, esse infatti svolgono nell'organismo una potente azione diuretica e depurativa, con un discreto effetto lassativo, e risultano quindi particolarmente indicate in caso di stipsi (sarà allora naturalmente consigliabile il consumo della zucchina completa della buccia, dove sono presenti le fibre), di ritenzione idrica, di cellulite, e di tendenza alla calcolosi renale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-4011196854428744557?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/4011196854428744557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/alimentazione-in-estate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4011196854428744557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4011196854428744557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/alimentazione-in-estate.html' title='Alimentazione in estate'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDdJFn_zdyI/AAAAAAAAAB8/MouYhXVhCxE/s72-c/Melone_Tiburzi.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-6091889039240076236</id><published>2010-07-08T05:57:00.000-07:00</published><updated>2010-07-08T05:59:19.039-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDXLnzZbtYI/AAAAAAAAAB0/FSa95JSjyUI/s1600/clessidra.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 208px; height: 288px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDXLnzZbtYI/AAAAAAAAAB0/FSa95JSjyUI/s320/clessidra.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491519205320406402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il tempo… perso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Massimo Cipelletti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;massimo.cipelletti@email.it &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo è misura indiscussa, dinamicità irrefrenabile; percezione soggettiva. Molto si può fermare, rallentare e frenare ma non di certo esso. Ritma le nostre giornate, le più svariate realtà situazionali; si dice sia galantuomo e che con esso tutto passi. Ma chi scandisce il tempo percepito?&lt;br /&gt;Non ce lo domandiamo così di frequente giacché siamo perpetuamente coinvolti nello stesso vortice temporale che ci risucchia senza concedere margine di riflessione e spazi ridotti di respiro intellettivo. Sia che si studi, che si lavori, piuttosto che si sia casalinghe o ci si impegni in altro: qualcosa ci assorbe quotidianamente e ci induce a dire: “devo dedicarmi del tempo”. Ma non sempre sappiamo bene – in quanto spesso lo crediamo ma non è veramente così – cosa vorremmo farne del cosiddetto tempo libero. Avremmo tutti da “fare” migliaia di faccende che usualmente non riusciamo addirittura nemmeno ad iniziare; ma si tratta di questioni puramente rituali, sottratte alla routine, in assenza di tempo: non sarebbe ugualmente un momento per noi stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se qualcuno, per assurdo, ci concedesse del tempo supplementare chiedendoci inoltre come gradiremmo usufruirne, tendenzialmente non sapremmo, a freddo, come rispondere. Al di là della comune e superficiale risposta: “se avessi tempo saprei sì cosa farmene”; di cui ci si riempie la bocca, poiché certi di poterne usufruire. E tutto questo – con le dovute eccezioni – perché?&lt;br /&gt;Siamo assolutamente consueti ad organizzare la nostra giornata lavorativa, familiare e personale. Tutti gli avvenimenti che viviamo ci scandiscono i ritmi che dobbiamo rispettare per non essere in ritardo. Siamo oberati di commissioni e “cose da fare” che non potremmo mai vivere dei momenti, senza che essi non siano puntualmente e precisamente pianificati e preaccordati. Il caso non ha più margine di azione e terreno d’espressione, altrimenti si scivola nel ritardo. E ciò è vietato da una tabella di marcia che non permette tanto meno anticipi, altrimenti verrebbe meno alla sua funzione madre. Così si riducono, se non eliminano, anticipi e ritardi: ma verso chi?, esclusivamente verso la nostra giornata e la nostra realtà. Se usciamo dal programma, il meccanismo è a rischio inceppamento; l’inconveniente, gradevole o spiacevole, non fa più parte delle nostre situazioni. E con esso, va da sé, si riducono anche le emozioni. Quelle tipiche del tempo libero. A tal punto, ripetendomi, che se ne avessimo disponibilità di utilizzo, non ne possederemmo più le capacità di godimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma viviamo quindi degli spazi di tempo libero? Assolutamente sì; ma assurdamente, rigorosamente ed esclusivamente organizzati anch’essi. L’unica differenza rispetto alle nostre competenze di routine è che esso è pianificato e propostoci da terzi: ecco cos’è divenuto il nostro tempo libero. Un insieme di attimi gestiti, tanto quanto il resto della nostra giornata-tipo, ma da altri a nostro favore. Deleghiamo l’incombenza di pensare alla nostra libertà, a soggetti che ci pianificano i nostri spazi “vuoti”. Così ci garantiamo certamente un più elevata qualità dei momenti vissuti e perdiamo la capacità di riflettere per noi stessi e su noi stessi. Assoldiamo professionisti che lavorino per noi; una mentalità che è da tempo a regime e funziona così bene che ne siamo solo parzialmente consapevoli.&lt;br /&gt;Pare che la libertà vera e propria talora ci pesi. Dobbiamo subito sostituirla con qualche impegno, suggeritoci dalla società del divertimento organizzato. I nostri hobby rischiano di essere vittime, in parte, di una tendenza del momento e non frutto di una passione o di una curiosità.&lt;br /&gt;Rischiamo di andare in crociera seppur soffriamo di mal di mare o di risalire le scale di un grattacielo detestando i centri urbani. Questo non può nemmeno farci meditare, proprio perché è ciò che non vogliamo fare nel nostro caro ed amato spare time.&lt;br /&gt;Diamo tempo al tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-6091889039240076236?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/6091889039240076236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/il-tempo-perso-di-massimo-cipelletti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6091889039240076236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/6091889039240076236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/il-tempo-perso-di-massimo-cipelletti.html' title=''/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDXLnzZbtYI/AAAAAAAAAB0/FSa95JSjyUI/s72-c/clessidra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-4488481828603628476</id><published>2010-07-07T07:50:00.000-07:00</published><updated>2010-07-07T07:53:11.192-07:00</updated><title type='text'>A modo mio (My Way)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDSUzOH-dEI/AAAAAAAAABs/wirZ5GsxI0s/s1600/1-005-005085_2-frank-sinatra.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 248px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDSUzOH-dEI/AAAAAAAAABs/wirZ5GsxI0s/s320/1-005-005085_2-frank-sinatra.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491177453357265986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;A modo mio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Silvana Lotto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La buona musica eleva il cuore e l'anima,&lt;br /&gt;rilassa o ti da energia a seconda del bisogno.&lt;br /&gt;Vorrei dedicare a tutte le persone romantiche, la versione in italiano della famosa canzone My Way (A Modo Mio) del grande Frank Sinatra.&lt;br /&gt;La propongo ai lettori del Via Vai, perchè essendomi sempre piaciuta la melodia di questa canzone, ma non comprendendone a pieno il significato (infatti faccio parte della folta schiera di italiani che l'inglese oltre a non masticarlo.....non lo digeriscono), appena posso avere delle traduzioni di qualche bella canzone inglese, la ascolto più volentieri, tra cui appunto "MY WAY".&lt;br /&gt;Per questo penso di fare cosa gradita trascrivendola qui sotto:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;A MODO MIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ed ora che la fine è vicina&lt;br /&gt;e il sipario si alza per un'ultima volta,&lt;br /&gt;amici miei, apertamente vi parlerò&lt;br /&gt;e consapevolmente, perchè di me vi parlo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ho vissuto una vita piena e ho viaggiato&lt;br /&gt;per ogni sentiero;&lt;br /&gt;Ma di più, ancor più di questo,&lt;br /&gt;l'ho fatto a modo mio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dispiaceri ne ho avuti tanti,&lt;br /&gt;ma tuttavia troppo pochi per elencarli:&lt;br /&gt;Ho fatto ciò che dovevo e l'ho considerato,&lt;br /&gt;senza eccezioni.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sì! Ci sono stati momenti, sono sicuro che lo sapevate,&lt;br /&gt;nei quali ho morso più di quanto potessi masticare;&lt;br /&gt;Ma durante tutto ciò, quando avevo dei dubbi,&lt;br /&gt;ho mangiato ed ho sputato,&lt;br /&gt;ma sempre mi sono trovato con tutti&lt;br /&gt;e ho mantenuto la mia scelta&lt;br /&gt;e l'ho fatto a modo mio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ho amato, riso e pianto;&lt;br /&gt;ho avuto sazietà di molte cose,&lt;br /&gt;la partecipazione a perdite&lt;br /&gt;e ora, mentre le lacrime colano&lt;br /&gt;trovo veramente divertente, pensare&lt;br /&gt;che, io ho fatto tutto ciò;&lt;br /&gt;E posso dirlo senza alcuna timidezza&lt;br /&gt;che sì, proprio io,&lt;br /&gt;io l'ho fatto a modo mio:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Perché, cos'è un uomo?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Cosa veramente possiede se non se stesso?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Cos'altro ha da dire se non le cose&lt;br /&gt;che veramente sente?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Certo non le parole che ha sentito da qualcun altro!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il discorso lascia trasparire che mi sono sforzato;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;MA ANCHE QUESTO, L'HO FATTO A MODO MIO.&lt;br /&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-4488481828603628476?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/4488481828603628476/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/modo-mio-my-way.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4488481828603628476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4488481828603628476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/modo-mio-my-way.html' title='A modo mio (My Way)'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDSUzOH-dEI/AAAAAAAAABs/wirZ5GsxI0s/s72-c/1-005-005085_2-frank-sinatra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-4729749730878156910</id><published>2010-07-06T09:18:00.000-07:00</published><updated>2010-07-06T09:19:20.800-07:00</updated><title type='text'>Vicenza e emissioni di gas serra</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il Comune di Vicenza leader di un progetto europeo per ridurre le emissioni di gas serra &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comune di Vicenza è leader di un progetto europeo per ridurre le emissioni di gas serra e per sviluppare fonti rinnovabili. Nei giorni scorsi la giunta ha deciso di aderire al programma Intelligent Energy Europe promosso dall’Unione Europea, che si propone di incoraggiare la promozione dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili e della diversificazione all’approvvigionamento energetico nei settori dell’edilizia e dell’industria, dei sistemi energetici, dei trasporti e delle energie rinnovabili, con il coinvolgimento attivo delle città europee. &lt;br /&gt;Vicenza si candida, dunque, come leader di una rete internazionale di 16 partner, composta, tra le altre città, anche da Padova, Osijek (Croazia), Arad, Timisoara e Alba Iulia (Romania), Palma di Maiorca (Spagna) e Salaspils (Lettonia), per la presentazione del progetto “Convenant for Conurbations”, che mira a sviluppare piani di azione per l’energia sostenibile integrando le politiche delle città capoluogo con quelle dei comuni contermini. Hanno infatti già manifestato interesse a partecipare al progetto i Comuni di Altavilla Vicentina, Dueville e Torri di Quartesolo. &lt;br /&gt;Insieme, i vari enti – affiancati anche da partner privati (Sogesca per l’italia) -, si impegneranno a studiare soluzioni finanziarie tese ad incentivare investimenti pubblici per la riduzione dei consumi energetici, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.&lt;br /&gt;In caso di approvazione del progetto, la Commissione Europea darà un contributo di 136.725 euro, pari al 75% del budget.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-4729749730878156910?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/4729749730878156910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/vicenza-e-emissioni-di-gas-serra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4729749730878156910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/4729749730878156910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/vicenza-e-emissioni-di-gas-serra.html' title='Vicenza e emissioni di gas serra'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-8154330253725729451</id><published>2010-07-05T06:18:00.000-07:00</published><updated>2010-07-05T06:21:43.156-07:00</updated><title type='text'>Il gatto nell'arte</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDHcM_C8qNI/AAAAAAAAABk/YEUBA3dzl5k/s1600/olympia-+Manet1863.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 218px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDHcM_C8qNI/AAAAAAAAABk/YEUBA3dzl5k/s320/olympia-+Manet1863.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5490411536381683922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il  gatto nell’arte&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;a cura dell'associazione "Il Segno"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso dei secoli molti pittori si sono cimentati nella rappresentazione pittorica dei gatti. &lt;br /&gt;Animale magico e misterioso, spesso indolente ma pronto a scatti e balzi da predatore, inafferrabile nei suoi percorsi e nella psicologia, alternativamente legato alla quiete familiare o all'impulso demoniaco e stregonesco, il gatto attraversa la storia della cultura e dell'arte lasciando segni precisi, di grandissima suggestione. Ancor oggi pittori contemporanei ne ritraggono l'eleganza e la signorilità con il proprio stile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra i pittori più sensibili alle movenze feline ricordiamo  Pierre-Auguste Renoir, uno dei massimi esponenti dell'Impressionismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro pittore impressionista,  Edouard Manet  “in Olympia”  ritrae una prostituta nuda distesa su un letto, con un gatto nero che si stiracchia  ai suoi piedi. Per questo quadro Manet si ispirò alla Venere di Urbino di Tiziano, invertendo il messaggio simbolico: mentre nella Venere di Urbino,  ai piedi della figura femminile c'è un cagnolino che simbolizza la fedeltà richiesta ad una moglie, il gattino raffigurato nell’”Olympia”,  rappresenta il maligno (il gatto, come ben sappiamo, in epoche passate veniva considerato in alcune culture il messaggero che le streghe utilizzavano per comunicare con il diavolo).&lt;br /&gt;A cavallo tra il XVIII e XIX secolo anche il celebre Francisco Goya ritrae un ragazzino intento a giocare con una gazza.  Alle sue spalle si osservano tre gatti che con gli occhi spalancati seguono la scena pronti ad avventarsi sul volatile. Ciò che colpisce di questo dipinto è la fedeltà delle immagini, segno che il gatto ha sempre attirato l'attenzione, in tutte le epoche.&lt;br /&gt;Nell'opera “Il carnevale di Arlecchino” dell'artista catalano Joan Mirò, considerato uno dei capolavori del movimento surrealista,  si presenta  un grande spettacolo realizzato con oggetti strani, piccoli giocattoli fantastici, infantili diavoletti, strani esseri informi, mostriciattoli che escono da cubi che si attorcigliano su asticelle sottili, molti sono sospesi a mezz'aria come giocolieri nel paese delle meraviglie. Mirò spiegò  i suoi elementi caratterizzanti, i quali possono essere ritrovati anche in altre tele: la scala indica la fuga dal mondo e l’evasione, gli animali sono quelli che più amava e che gli facevano compagnia quando dipingeva.&lt;br /&gt;Théophile-Alexandre Steinlen, artista contemporaneo anticonformista, pittore, grafico, illustratore, era un gattofilo sfegatato tanto da essere conosciuto come "il re dei gatti". Le opere di Steinlen sono quasi tutte un omaggio al gatto del quale è stato attento osservatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paul Klee, l'artista che aprì la strada all'arte moderna, amava molto i gatti e ne possedeva molti. Nel   suo dipinto “Gatto e uccello” raffigurò un grande muso di gatto con un uccellino sulla fronte.&lt;br /&gt;Franz Marc, pittore contemporaneo rappresentante dell'Espressionismo tedesco, dipinse gatti in molte sue opere. In una di queste, “Cane, gatto e volpe” dai colori accesissimi si sprigionano le tre figure deformate da pennellate circolari. Ma il gatto si distingue perché eretto, fermo ed impassibile nella sua posizione più tipica: l'autore ne ha colto l'essenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-8154330253725729451?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/8154330253725729451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/il-gatto-nellarte-nel-corso-dei-secoli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8154330253725729451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/8154330253725729451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/il-gatto-nellarte-nel-corso-dei-secoli.html' title='Il gatto nell&apos;arte'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDHcM_C8qNI/AAAAAAAAABk/YEUBA3dzl5k/s72-c/olympia-+Manet1863.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-484397283092904318</id><published>2010-07-05T06:14:00.000-07:00</published><updated>2010-07-05T06:18:14.923-07:00</updated><title type='text'>Futuro remoto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDHbbYSrkVI/AAAAAAAAABc/45duTQT2PQQ/s1600/Pasubio+2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDHbbYSrkVI/AAAAAAAAABc/45duTQT2PQQ/s320/Pasubio+2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5490410684165099858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;      &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;FUTURO REMOTO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                         Testo e foto di Ornella Trentin &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando a Schio, a distanza di mesi, resto sempre sorpresa dall’incalzante trasformazione  del territorio, quasi irriconoscibile rispetto a pochi anni fa, ma anche dal moltiplicarsi vertiginoso delle pubblicazioni prodotte dagli  autori locali. Come se lo stravolgimento accelerato impresso al luogo, fosse  bilanciato da un lavoro sommesso, non meno inesorabile e articolato,  di ricostruzione minuziosa dei riferimenti, con un passato ripescato fin nei minimi  dettagli, che mette in risalto sempre nuove sfaccettature e voci. Folate di testimonianze e immagini risalgono in superficie  come dopo un lungo sonno - forse necessario per riconsiderare con il dovuto distacco eventi troppo aspri e sovrapposti - attraverso autobiografie, romanzi, racconti, trasposizioni poetiche,  ricostruzioni storiche, libri fotografici … opere diverse accomunate da una profonda, irrevocabile emozione.&lt;br /&gt;Così, mentre i contorni familiari del paesaggio spariscono davanti agli occhi, le librerie aggiungono  nuovi scaffali per fare spazio ai libri appena usciti, scritti dagli autori del posto, che vanno ridisegnando in un mosaico interiore il passato della Val Leogra. Un’espressione corale che sembra quasi rispondere a un accordo telepatico, e si  va affermando, non a caso, dopo aver lasciato alle spalle un secolo con molti conti psichici ed emotivi rimasti in sospeso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il promettente Novecento, con lo straordinario impulso dato in Europa dalle scoperte scientifiche, dal fermento artistico, intellettuale  e spirituale, fu caratterizzato per molti abitanti della Val Leogra (come per tanti altri italiani), da un esodo di massa, che costrinse a cercare altrove di che vivere quasi metà della popolazione italiana dell’epoca. Un’emigrazione durissima verso i continenti più lontani, di persone per lo più analfabete che non si erano mai allontanate dalla loro terra.&lt;br /&gt;A chi rimase, purtroppo non andò molto meglio. Le cupe trincee del fronte italo-austriaco – durante la Prima Guerra Mondiale del 1915-18 -  intristirono all’improvviso  le montagne -  quelle cime autorevoli che erano un tutt’uno con la tempra e la vitalità più genuine della loro gente, ricche di boschi, canaloni, guglie e  sentieri selvatici, conosciuti in ben altro modo. Fu un uragano che travolse ogni cosa, compresi gli speroni rocciosi più compatti del Pasubio, fatti saltare con la dinamite. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre al prezzo altissimo in vite umane tra i giovani soldati provenienti da ogni regione, che spazzò letteralmente via una generazione intera, migliaia furono, nel 1916, gli sfollati tra i civili (molti provenienti anche dall’Altopiano di Asiago e dalla Val d’Astico), costretti ad abbandonare precipitosamente tutto quello che avevano, e a peregrinare per anni in città lontane ed estranee, bistrattati, strappati da ogni riferimento e spesso separati anche dai propri familiari. Tanto furono messi a ferro e fuoco i monti, che ancora a  distanza di quasi un secolo si trovano tracce di residui bellici sulle cime e intorno ai sentieri, celati tra i fiori e i cespugli d’alta quota.&lt;br /&gt;Su un tale sfacelo, l’epidemia della “Spagnola”, tra il 1918-1919,  ebbe effetti devastanti. A breve distanza, seguì la dittatura, che in meno di due decenni catapultò il Paese dritto verso la Seconda Guerra Mondiale del 1940-45, non meno rovinosa,  e per giunta  fratricida, particolarmente sofferta da queste parti fino all’ultimo,  e anche dopo che le colonne tedesche si erano ritirate, seminando distruzione lungo le uniche vie di fuga verso il confine. &lt;br /&gt;Negli anni Cinquanta, in un Paese - per assurdo -  raso al suolo dai liberatori, di nuovo molti abitanti della valle si trovarono costretti ad emigrare. Qualcuno s’imbarcò  verso le Americhe e l'Australia, molti raggiunsero i paesi europei più a nord, spesso per andare a lavorare nelle miniere e a vivere nelle baracche. &lt;br /&gt;Un’eredità ingombrante, non c’è che dire,  un vero e proprio choc collettivo, che ha lasciato molti segni e ha probabilmente mutato in parte sia il carattere delle persone (così si spiega forse una certa ruvida diffidenza, considerata “tipica” della gente di montagna), che l’energia dei luoghi, portando allo spasimo l’ossessione della sopravvivenza, con la paura costante di perdere tutto, di dover abbandonare tutto, un motivo insistente che ha piantato nella psiche un’ansia perenne, un’insicurezza, uno stare sempre sul Chi va là?, che nemmeno lo slancio generoso, energico e rincuorante della Ricostruzione, né il sollievo per la fine della guerra, dissiparono del tutto. Non bastò ad estinguerla l’espansione ottimistica del Boom economico, né l’euforia  consumista degli anni Sessanta, non la cancellò il modesto  benessere appena conquistato, sperimentato per la prima volta da coloro che avevano conosciuto per la maggior parte della loro vita  fame, fatica e miseria. L’ansia era rimasta così a lungo in circolo nei sopravvissuti, tramandata diligentemente di generazione in generazione, che perfino il fiorire improvviso delle novità culturali, sociali e musicali degli anni Sessanta fu considerato all’inizio una minaccia, piuttosto che il bussare impetuoso della modernità. Poi, anche quegli anni divennero un lontano ricordo in bianco e nero,  e una quantità incredibile di nuove abitudini e accessori tecnologici entrarono nell’uso quotidiano, al punto da rendercene (un po’ ingenuamente), schiavi. Tuttavia, nonostante gli innumerevoli aggiustamenti e cambiamenti dello stile di vita, seppure con un borbottio di sottofondo sempre più indistinto e impercettibile, molte paure sotterranee restarono là, nell’attesa implacabile di essere liberate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un simile retroterra, è comprensibile che i drastici  rovesciamenti economici di questi mesi rischino di far riemergere bruscamente i vecchi timori,  risvegliando insicurezze sperimentate di persona, oppure ereditate dai propri antenati. Di fatto, la storia di un popolo passa attraverso le vicende dei nuclei familiari che lo compongono, in quel misterioso “sorteggio karmico” che mette insieme, con vincoli strettissimi, i componenti di una famiglia e i loro destini. Gli eventi bellici riassunti nei libri di Storia  in  due gelide righe, si traducevano nella realtà in rastrellamenti, case incendiate, smembramenti drammatici e improvvisi delle famiglie,  deportazioni di figli, mariti, fratelli, spesso senza ritorno, bombardamenti e coprifuoco, viaggi terribili nei vagoni blindati, prigionia, umiliazioni,  scarsità di cibo e notizie per periodi interminabili, tradimenti, il tutto vissuto simultaneamente da un numero di persone spropositato al punto, che ben pochi poterono parlarne  trovando ascolto. Essere ancora vivi sembrava sufficiente, ma era improbabile che un tale fardello potesse essere alleggerito solo dal trascorrere del tempo, dalla buona volontà, né tantomeno da un accomodamento razionale. Lasciarlo veramente andare, richiede un atto cosciente di guarigione, per prendersi cura della paura sedimentata nell’animo.&lt;br /&gt;Le difficoltà del presente di provvedere dignitosamente alle necessità materiali, sembrano in parte rimettere in scena un trauma già vissuto. Ciò potrebbe diventare peraltro l’occasione di una sia pur tardiva catarsi, per sgombrare il pensiero collettivo da molte ombre, facendo spazio alla creatività e genialità più feconde, alle soluzioni felici che potrebbero scaturire a un livello di  coscienza più libero e spontaneo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli strumenti di supporto che si sono rivelati efficaci per chiudere con grande beneficio i conti col passato,  spiccano le &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;"Costellazioni Familiari"&lt;/span&gt; di Bert Hellinger. E’ sorprendente come questo terapeuta di origine tedesca (o, come preferisce definirsi, “guaritore di anime”), ben al corrente della schiacciante  eredità nazista del suo popolo, abbia individuato per soccorrerlo uno strumento terapeutico formidabile, in grado di dare sollievo,  non solo  a un individuo isolato,  ma all'intera genealogia della sua famiglia, per disinnescare gli “irretimenti”  -  come  li chiama Hellinger -   che tengono spesso in ostaggio la  vita dei discendenti. Il suo metodo si è diffuso, dapprima lentamente, anche in altri Paesi, e a giudicare dal crescente interesse riscosso negli ultimi anni in Italia,  si direbbe quasi  una forma di  risarcimento  per quanto fu sopportato in tempo di guerra durante l’occupazione tedesca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come testimoniano un numero impressionante di casi felicemente risolti per mezzo delle Costellazioni Familiari, molti problemi apparentemente insolubili spesso risentono, con evidenza inequivocabile, di episodi traumatici vissuti dai genitori, dai nonni o addirittura dai  bisnonni durante le guerre. La descrizione dettagliata degli eventi e dei risvolti psicologici non sono necessari; anzi, durante la Costellazione le parole vengono utilizzate con estrema parsimonia: ciò che conta, per Bert Hellinger,  sono i fatti, enunciati all’inizio dal soggetto trattato. Per “fatti” si intendono avvenimenti specifici a causa dei quali, non importa in qualche generazione, alcuni componenti della famiglia sono stati per qualche motivo esclusi. Oltre ai traumi bellici, come la “sindrome dei sopravvissuti”, gli eventi -  tra gli altri - considerati rilevanti nel trattamento della Costellazione sono: suicidi, omicidi,  perdita di genitori, figli o fratelli  avvenuti in tenera età, sia nella linea genealogica paterna,  che materna. Data la quantità di lutti ed ingiustizie causati dalla guerra, è inevitabile che essa ritorni assai spesso in scena.&lt;br /&gt;Secondo Hellinger,  la famiglia  risponde a  un ordine superiore, all’interno del quale ciascun componente ha uguale diritto di essere rispettato e onorato. Se il diritto di appartenenza viene sottratto anche a un solo  individuo, la sua esclusione si ripercuote – con le problematiche più diverse - su altri componenti familiari, anche di generazioni successive. Il malessere causato da tale squilibrio continuerà a serpeggiare nel sistema familiare, reclamando giustizia. Tuttavia, se  l’elemento escluso viene reinserito onorevolmente nel contesto della famiglia, riconosciuto ed accolto, il familiare  che era stato inconsapevolmente coinvolto nell’irretimento, ne sarà immediatamente sollevato,  e al tempo stesso ci sarà una distensione anche nel resto della famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concretamente, la Costellazione Familiare si svolge attraverso un lavoro di gruppo guidato da un terapeuta. Il soggetto che affronta la propria tematica, dopo aver elencato gli eventi cruciali tra quelli indicati, è invitato a  scegliere tra i presenti  un rappresentante per ogni componente della sua famiglia e per se stesso. Dopo averli disposti in modo rapido ed istintivo al centro, affinché  tutti possano vederli,  resta ad osservare insieme agli altri spettatori ciò che succede. Anche se può sembrare strano, appena scelti e messi in relazione, i “rappresentanti”, pur non conoscendo i soggetti che stanno impersonando, rivelano nitidamente - con emozioni, sensazioni e gestualità - ciò che è rimasto in sospeso nella famiglia rappresentata. Da un loro minimo cenno, il terapeuta può afferrare il nesso decisivo per togliere un peso che grava, magari da generazioni,  nel sistema familiare.  A rotazione, il terapeuta interpella  ciascuno dei “rappresentanti” che, a seconda di come si sentono, cominciano a muoversi nello spazio circostante. In base alle loro reazioni, espressioni e risposte – e a seconda del caso -  il terapeuta sceglie tra gli spettatori alcuni altri elementi della famiglia. Di solito, appena essi si uniscono al gruppo familiare, le reazioni dei suoi componenti cambiano radicalmente. Infatti, appena gli esclusi vengono riaccolti nella famiglia, l’irretimento della persona che ne era stata inconsapevolmente coinvolta, svanisce. Immediatamente, il cambiamento positivo traspare in tutta evidenza dall’espressione e dall’aspetto del protagonista reale della Costellazione che, a quel punto, prima di concluderla, viene invitato talvolta a riprendere il suo posto, all’interno del contesto familiare finalmente pacificato.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Descrivere l’emozione che accompagna i partecipanti mentre si susseguono le storie familiari più incredibili, è praticamente impossibile, anche perché la soluzione disarmante dei casi più ardui oltrepassa qualsiasi spiegazione razionale. Ma chiunque abbia occasione di partecipare a una Costellazione Familiare, condotta da un terapeuta di valore, ne rimane toccato, sia che affronti la propria vicenda personale, che partecipi come rappresentante, oppure si limiti a osservare come spettatore.  Tutto ciò potrebbe anche  apparire inverosimile e meccanicistico, ma quando si prova di persona non è difficile ricredersi. Del resto, per quanto se ne possa parlare, nulla potrà essere emotivamente più persuasivo di un’ esperienza diretta.&lt;br /&gt;Ritornando al presente, ho l’impressione che le sfide in corso rendano ancora più necessario mettersi nelle condizioni migliori per poter agire con lungimiranza. Alleggerendo, nel modo più adatto, i residui del  passato,  diventa più facile e appassionante assumere la responsabilità del proprio esistere, con un atteggiamento fiducioso e, perché no?,  con un senso di ebbrezza e meraviglia, visto che siamo qui! Penso che solo con una tale energia sia possibile materializzare una vera prosperità,  valorizzando le risorse più originali e creative di ogni essere umano, che sono la nostra ricchezza. E’ interessante notare come la parola “responsabilità”, sia stata spesso associata culturalmente, in particolare nel Veneto, a un senso quasi immediato di colpa, con tutti i suoi effetti distorti, quando invece “responsabile”, ha il significato ben più nobile e gioioso di “abile nel responso”. I paradossi dello stile di vita contemporaneo, i continui corto circuiti che la stanno rendendo quasi  inagibile, possono sospingere verso soluzioni completamente inedite: reti solidali, economia di scambio, professioni essenziali e geniali, rispettose dell’ambiente, amore per la Terra tradotto con nuove idee, semplici e a basso costo, utilizzo di tecnologie con obiettivi sociali, cura delle relazioni, nuovi canali di divulgazione dell’arte … Un intero mondo da inventare, un punto di svolta   degno dei pionieri più visionari, che hanno da sempre anticipato audacemente le nuove epoche, seguendo imperterriti i loro sogni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per saperne di più sulle Costellazioni Familiari : &lt;br /&gt;“Riconoscere ciò che è”,  Bert Hellinger - Gabriella ten Hövel,  Edizioni Urrà, 2001&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-484397283092904318?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/484397283092904318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/futuro-remoto-testo-e-foto-di-ornella.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/484397283092904318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/484397283092904318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/futuro-remoto-testo-e-foto-di-ornella.html' title='Futuro remoto'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TDHbbYSrkVI/AAAAAAAAABc/45duTQT2PQQ/s72-c/Pasubio+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-7878154346147675746</id><published>2010-07-01T02:42:00.000-07:00</published><updated>2010-07-01T02:46:34.809-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCxjxTxjHWI/AAAAAAAAABU/dYbPEkh6fCE/s1600/3931428246_a59302e652_o.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 242px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCxjxTxjHWI/AAAAAAAAABU/dYbPEkh6fCE/s320/3931428246_a59302e652_o.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5488871744630627682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sì Viaggiare…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Massimo Cipelletti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come non evidenziare sino alla noia l’importanza del viaggiare? Si può farlo con il fisico, oppure con la mente, od ancora con entrambi; ciò che conta è concederselo. Pochi possono essere gli investimenti equiparabili al viaggiare, quasi irriproducibili i benefici.&lt;br /&gt;Certo è possibile farlo per svago o per lavoro, in modo scanzonato o culturale, in mete naturalistiche o di valore artistico. Vi è stile e stile, vacanza e vacanza, viaggio e viaggio; eppure ciò che dà pregio a qualsiasi forma è il dinamismo: quello della mente e del fisico. Questo ci arricchisce e lo fa in ogni formula di viaggio suddetta. In un soggiorno per business e nelle ferie stagionali c’è sempre confronto con altri, nuovi stili, tradizioni, culture. Ovviamente svariate sono le differenze fra le due primarie tipologie di approccio, eppur entrambe, ognuna a suo modo, riesce ad apportare ricchezze a chi le vive: basta saperle cogliere. Esperienze edificanti, talora difficoltose, apparentemente ostili giacché così lontane dal nostro quotidiano, ma sul lungo tempo assai dense di contenuti.&lt;br /&gt;Negli ultimi anni è nato anche il marketing del turismo e della cultura, finalizzato a promuovere, a stimolare processi economici e muovere flussi di denaro verso questo comparto dell’economia. Mai è stato più centrato un marketing simile; ovvero mai ha dimostrato un senso maggiore un tipo di marketing abbinato ad un settore. Se tutto viene mosso dal profilo economico, in tale ambito vi è un risvolto di crescita individuale così potente da giustificare un marketing sempre più strategico. Ciò che deve permanere è un livello qualitativo elevato di offerta turistico-culturale, senza cadere in affari o campagne seriali orientate alla massificazione e svalorizzazione delle mete stesse.&lt;br /&gt;La stessa Schio di recente sta adottando una politica mirata allo sviluppo turistico; e pare lo stia facendo con un progetto meritevole di lode in quanto ad obiettivi prefissi. Avvalersi di uno sportello IAT (informazione ed accoglienza turistica) affinché si rilanci un turismo pressoché inesistente sinora è di primaria necessità. Un protocollo d’intesa fra Comune e giunta provinciale mirato a valorizzare il patrimonio artistico, culturale e naturalistico dell’Alto Vicentino tutto.&lt;br /&gt;Dunque qualcosa si muove e nella giusta direzione dacché un Paese come l’Italia, che vanta il 60% del patrimonio artistico-culturale mondiale dell’Unesco, non ha il diritto di lasciarsi sfuggire l’opportunità di incentivare, curare e sviluppare qualsiasi forma di carattere turistico. Così anche noi nel vicentino dobbiamo aver sempre più cura delle realtà turistiche: generandole e promovendole, ottenendo gli elevati risultati che possiamo attenderci.&lt;br /&gt;Se sapremo cogliere i benefici del viaggiare, nel vero senso del termine, sapremo altresì muovere masse di turismo di qualità e valorizzare i nostri territori che possiedono i giusti requisiti per essere degni di nota ed attenzione. Andiamo sicuramente educati al viaggiare, ripeto in qualsiasi forma esso si viva; solo divenendo permeabili alle ricchezze della diversità, in senso lato, saremmo in grado di migliorare la nostra quotidianità e quella di chi ci circonda. Un viaggio sarà sempre una straordinaria forma di investimento che sul medio periodo ci apporta effetti benefici talora inaspettati ed inusuali. Incredibile a dirsi, assolutamente palese nel farsi.&lt;br /&gt;Scoprire il bello nella diversità ci apre la mente, ci rende cosmopoliti, ci permette di saper preservare ed amare ancor di più le nostre usanze, le tradizioni, gli stili di vita locali e territoriali, acquisendo la consapevolezza del loro profondo valore e del peso storico, così come stimiamo quelli altrui. Ossia essere “glocal”: cittadino del mondo e del nostro quartiere. Saper parlare inglese quando necessita ed il dialetto fra i nostri compaesani. Riscoprire il nostro popolo attraverso le altre etnie. Anche a ciò serve viaggiare, vivere nuove situazioni, relazionarsi con altre culture, interagire con tutti e su tutto. Sia negli affari, sia nelle consuete ferie: ogni occasione è buona, basta saperla cogliere, sfruttare e farne tesoro.&lt;br /&gt;Qualcuno cantava: “Sì viaggiare…”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-7878154346147675746?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/7878154346147675746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/si-viaggiare-di-massimo-cipelletti-come.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/7878154346147675746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/7878154346147675746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/07/si-viaggiare-di-massimo-cipelletti-come.html' title=''/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCxjxTxjHWI/AAAAAAAAABU/dYbPEkh6fCE/s72-c/3931428246_a59302e652_o.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-1584134694192815810</id><published>2010-06-30T00:14:00.000-07:00</published><updated>2010-06-30T00:24:41.898-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCrxIrWmjOI/AAAAAAAAABM/FOkA37uIxWs/s1600/6a00e54fb68ba8883400e54fff79e98834-800wi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCrxIrWmjOI/AAAAAAAAABM/FOkA37uIxWs/s320/6a00e54fb68ba8883400e54fff79e98834-800wi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5488464227283143906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;CHIARE FRESCHE DOLCI…QUALI ACQUE?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dr.ssa Loredana Circi        &lt;br /&gt;Biologa nutrizionista        email.loredana.circi@tiscali.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Acqua fonte di vita, acqua origine di tutte le cose, acqua come fonte di salvezza… acqua, semplicemente …H2O.&lt;br /&gt;Da sempre la rappresentazione dell'acqua come fonte di vita diventa in molte cosmogonie antiche il mito sull'origine acquatica del cosmo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella mitologia indiana, per esempio, l'acqua terrestre - manifestazione delle acque celesti e fonte di vita da cui traggono origine i mondi - si incarna in diversi miti sulle acque primordiali da cui ha avuto origine il mondo. Così, se la pianta e l'albero diventano elemento ricorrente nel simboleggiare la vita, essi non nascono mai direttamente dalla terra, ma dal petto di un mostro marino, da un vaso o da altri elementi legati all'acqua, a sottolineare che è proprio l'acqua il fondamento primario di ogni creazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è con il filosofo greco Talete nel 600 a.C. che i miti legati all'acqua si condensano in un vero e proprio discorso filosofico in cui l'arché, il principio primo di tutte le cose, è l'acqua sulla quale galleggia la terra. Teoria ripresa probabilmente dai diversi miti orientali sull'origine della vita. Talete trae le sue conclusioni dopo aver osservato che tutti i semi e i nutrimenti sono umidi e sostiene che "l'acqua è il principio di tutte le cose; le piante e gli animali non sono altro che acqua condensata e acqua torneranno ad essere dopo la morte".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questa premessa comprendiamo come l’acqua è stata da sempre considerata un elemento indispensabile per la vita, infatti mentre si può sopravvivere fino a 50 – 60 giorni senza mangiare, non bere oltre i 3 – 5 giorni può compromettere  seriamente il nostro corpo, che si compone per il 65% di acqua e che utilizza la stessa per molteplici funzioni soprattutto regolatrici, tra le quali:&lt;br /&gt;Regolazione della temperatura corporea,incremento di costruzione di massa muscolare;dimagrimento.&lt;br /&gt; L’acqua, infatti, favorisce tutte le reazioni chimiche, comprese quelle che trasformano i grassi in anidride carbonica ed acqua; svolge inoltre una funzione emuntoria cioè di allontanamento dall’organismo delle sostanze di rifiuto e quindi antiedematosa: riducendo gli edemi (es. caviglie gonfie, occhi gonfi).&lt;br /&gt;Il contenuto di acqua nel nostro corpo non è &lt;br /&gt;costante, ma varia in base all’età, è maggiore nell’infanzia; al sesso, è minore nelle donne e nelle persone obese; varia al variare della massa muscolare. Assumere acqua vuol dire bilanciare quotidianamente le perdite che il nostro organismo ha con le urine, con la pelle, con la respirazione (tramite il vapor acqueo) e con le feci, per un totale di circa 1 ml per Kcal .&lt;br /&gt;Nella nostra alimentazione introduciamo l’acqua tale e quale e con i cibi che ne contengono in gran quantità, cioè i cibi vegetali quali frutta e verdura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’acqua ,per essere ritenuta potabile, sia che sia di sorgente che di acquedotto, deve sottostare a severi controlli sui parametri chimico - fisici e batteriologici, quali la clorazione e altre misure prudenziali e battericide che possono influire anche sgradevolmente sul gusto. In parte è anche per questo motivo che è andato via via crescendo il consumo delle acque minerali e che, utilizzando al meglio la spinta pubblicitaria, sono diventate ormai una sorta di irrinunciabile status symbol, con una vertiginosa proliferazione di marche (in Italia circa 300) e di consumi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte, quindi, all’enorme offerta di acque imbottigliate, spesso ci si pone il problema di scegliere l’acqua che riteniamo possa essere la migliore per il nostro organismo,ma allora secondo quali criteri dobbiamo indirizzare la nostra scelta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per prima cosa bisogna imparare a leggere le etichette delle acque e, senza scoraggiarsi, un primo distinguo è dato dal più importante indice classificativo delle acque minerali, il residuo fisso a 180°C, ovvero il contenuto totale di sali minerali disciolti in un litro di acqua minerale e da essa ricavabili dopo riscaldamento ed evaporazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In base ai valori del residuo fisso le acque pertanto vengono così suddivise:&lt;br /&gt;Minimamente mineralizzate: res.fisso &lt;50 mg/l&lt;br /&gt;Oligominerali: res.fisso da &gt;50 mg/l a 500 mg/l&lt;br /&gt;Mediominerali: res.fisso da&gt; 500 mg/l a 1500 mg/l&lt;br /&gt;Acque ricche di Sali minerali: res fisso&gt;1500 mg/l.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di sotto di 50 mg/l si parla di acqua minimamente mineralizzata per lo più soggetta a prescrizione medica per patologie renali, nella fascia delle oligominerali rientra oltre il 65% delle acque minerali in commercio, il cui “sapore” dipende dalla tipologia dei sali ivi disciolti. Le acque medio minerali avendo una ricchezza &lt;br /&gt;particolare  di alcuni Sali minerali le rendono particolarmente consigliabili in alcune situazioni, come per esempio per le acque calciche(calcio &gt;150 mg/l) che, per la loro ricchezza in Calcio  altamente biodisponibile sono consigliate per la prevenzione e il trattamento dell’osteoporosi , per il controllo dell’ipertensione e per coloro che, non potendo assumere latte o dovendo limitare l’apporto dei formaggi rischierebbero di non introdurre la quota di calcio di origine alimentare ( fattore non trascurabile per esempio per dislipidemie e obesità).&lt;br /&gt;Oltre i 1500 mg/l di residuo fisso le acque  vengono per lo più prescritte da medici specialistici nel corso, per esempio di specifici trattamenti termali ( stipsi, epato-colecistopatie, ecc.), in quanto dotate di capacità medicamentosa e un uso improprio potrebbe causare anche effetti collaterali quali un’azione purgativa eccessiva, rischi nell’ipertensione arteriosa, calcolosi ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa grande panoramica va chiarito che non esiste un’acqua migliore di tutte le altre, ognuno di noi può però trovare un’acqua più consona alle proprie esigenze sia a seconda del particolare periodo di vita che si trova ad attraversare, gravidanza, allattamento, per la diluizione del latte in polvere,per lo sportivo, per gli anziani, in caso di stipsi, del colon irritabile, nelle problematiche epato biliari, calcolosi,dismetabolismi e iper colesterolemie sia solo, e non per ultimo, per il sano gusto di bere!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-1584134694192815810?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/1584134694192815810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/06/chiare-fresche-dolciquali-acque-dr.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/1584134694192815810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/1584134694192815810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/06/chiare-fresche-dolciquali-acque-dr.html' title=''/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCrxIrWmjOI/AAAAAAAAABM/FOkA37uIxWs/s72-c/6a00e54fb68ba8883400e54fff79e98834-800wi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-829813399289178924</id><published>2010-06-28T08:15:00.000-07:00</published><updated>2010-06-28T08:22:52.038-07:00</updated><title type='text'>Vacanze a 4 zampe</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCi-OS7NKjI/AAAAAAAAABE/-yB_ULI0JhE/s1600/2135561679_e0e23a3483_b.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCi-OS7NKjI/AAAAAAAAABE/-yB_ULI0JhE/s320/2135561679_e0e23a3483_b.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487845298758560306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;In vacanza con Fido e Micio &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viaggiare con un cane può essere una esperienza molto piacevole e divertente. Chi desidera trascorrere le proprie vacanze con il proprio amico a 4 zampe dovrà pianificare con cura il viaggio e la meta, assicurandosi di poter condividere il proprio tempo con il cane.&lt;br /&gt;Questo, spesso e volentieri, esclude le località marine in estate, alcuni parchi naturali e molte attrazioni cittadine. Durante il viaggio sono necessarie soste per farlo sgranchire e bere, ricordando che le pause sono più lunghe e frequenti con un cucciolo. &lt;br /&gt;Un cane adulto può tollerare più ore di auto, ma è bene non abusare della sua pazienza. &lt;br /&gt;All’arrivo il cane deve potersi sgranchire con una bella passeggiata, come i cow boy ci occupiamo prima del cane e solo dopo pensiamo alla cena! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei problemi da affrontare può essere il cambio della routine quotidiana.&lt;br /&gt;Anche se siamo in vacanza, ci toccherà alzarci alla solita ora per la passeggiata igienica, ed è meglio mantenere gli stessi orari anche per i pasti. &lt;br /&gt;Per il resto... più tempo passiamo insieme, più il nostro cane sarà felice della vacanza!&lt;br /&gt;Per abituare il cane a sopportare un viaggio, l’unico vero accorgimento è non aspettare che sia cresciuto.&lt;br /&gt;Viaggiare con un cucciolo è più impegnativo, saremo costretti a fermarci spesso durante il tragitto, a uscire all’alba per la passeggiata igienica, a fare camminate brevi e evitare le ore più calde e i luoghi più affollati.&lt;br /&gt;Il vantaggio è abituare il cucciolo a rimanere insieme a noi in situazioni diverse, sviluppare le sue capacità di adattamento. Con un cane adulto l’ideale è iniziare con gite di uno o due giorni, scoprire se è in grado di ambientarsi e di tollerare i cambiamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Prima della partenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- LA VISITA DAL VETERINARIO&lt;/span&gt;: portate Fido e Micio dal veterinario almeno due settimane prima della partenza per verificare che sia in buona salute. Segnalate al medico il luogo in cui vi recherete in modo che possa consigliarvi eventuali trattamenti preventivi necessari (ad esempio il trattamento contro la leishmaniosi o la filariosi).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- IL LIBRETTO SANITARIO:&lt;/span&gt; verificate che il piano vaccinale del vostro amico sia in regola e non dimenticate di mettere in valigia il suo libretto sanitario.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- LA MEDAGLIETTA:&lt;/span&gt; assicuratevi che la medaglietta identificativa del vostro pet sia in regola e contenga un numero di telefono scritto in modo chiaro e leggibile al quale sia possibile rintracciarvi in caso di smarrimento.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- IL PASSAPORTO EUROPEO:&lt;/span&gt; se viaggiate oltreconfine il vostro amico necessita del Passaporto Europeo obbligatorio per gli spostamenti nell’Unione Europea.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- L’ULTIMO PASTO: &lt;/span&gt;prima della partenza assicuratevi che il vostro amico abbia mangiato almeno da 8 ore per evitargli problemi di digestione durante il viaggio.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- IL TRASPORTINO:&lt;/span&gt; se il vostro amico viaggia nel trasportino attrezzatelo con una coperta a lui familiare, lo aiuterà a tranquillizzarsi durante il viaggio.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- PREVENIRE GLI IMPREVISTI:&lt;/span&gt; viaggiare con un quattrozampe implica non dare mai per scontato che gli sia consentito di accompagnarvi ovunque: non è detto infatti che possa accedere a ristoranti, musei, mezzi pubblici, battelli, Parchi Naturali, spiagge ecc... Per evitare imprevisti è bene quindi rivolgersi prima della partenza alle aziende di promozione turistica del posto per verificare divieti e aree accessibili ai nostri amici con la coda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Cosa mettere in valigia?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- IL LIBRETTO SANITARIO:&lt;/span&gt; è necessario per ogni evenienza.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- GLI OGGETTI FAMILIARI:&lt;/span&gt; portate con voi giochi, coperte o altri oggetti familiari che potranno far sentire il vostro amico maggiormente a suo agio nel nuovo ambiente.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- LE CIOTOLE:&lt;/span&gt; mettete in valigia, e a portata di mano, la sua ciotola del cibo e quella dell’acqua, vi saranno utili sia durante il viaggio che nel luogo scelto per la vacanza.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- I MEDICINALI:&lt;/span&gt; è buona norma disporre di un kit di pronto soccorso per il vostro amico a quattrozampe oltre che degli eventuali medicinali di cui ha bisogno. Non dimenticate anche l’antiparassitario che utilizzate abitualmente.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- IL CIBO:&lt;/span&gt; per non modificare le abitudini del vostro amico, prima della partenza procuratevi una scorta del consueto cibo adeguata al numero di giorni in cui sarete fuori casa.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- LA LETTIERA e il TIRAGRAFFI: &lt;/span&gt;se viaggiate con Micio.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- PALETTE E SACCHETTI IGIENICI: &lt;/span&gt;non dimenticate il necessario per ripulire nel caso che il vostro Fido “sporchi” in un posto non adeguato.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- GUINZAGLIO e MUSERUOLA:&lt;/span&gt; se viaggiate con Fido.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- L’IMPERMEABILE:&lt;/span&gt; per le passeggiate sotto la pioggia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- LA BORRACCIA PER L’ACQUA:&lt;/span&gt; utile sia per il viaggio che per le passeggiate.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- LA SPAZZOLA E LO SHAMPOO:&lt;/span&gt; è buona norma spazzolare il pelo del vostro amico con la coda e tenerlo pulito anche in vacanza, quindi non dimenticate di mettere in valigia la sua spazzola e il consueto shampoo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- UN OMBRELLONE: &lt;/span&gt;se prevedete di trascorrere le vostre vacanze in zone molto assolate, sprovviste di attrezzature, non dimenticate di pensare a un piccolo ombrellone anche per Fido e Micio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Organizzazione sempre!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco alcuni consigli per un viaggio sereno:&lt;br /&gt;- prima di affrontare un lungo percorso, abituate gradualmente l'animale a viaggiare con voi.&lt;br /&gt;- Tenete sempre a portata di mano acqua, cibo e le relative ciotole.&lt;br /&gt;- Se andate in un posto freddo non dimenticate una coperta anche per loro.&lt;br /&gt;- Se viaggiate in auto non lasciate mai il vostro amico chiuso dentro, infatti la temperatura interna in estate può raggiungere i 70° anche con il finestrino un po' abbassato e anche se avete parcheggiato in ombra (il sole cambia posizione velocemente!); come pure in inverno con temperature particolarmente rigide il vostro pet rischierebbe l'assideramento.&lt;br /&gt;- Se viaggiate in auto applicate delle tendine parasole ai vetri in modo che il vostro amico rimanga all'ombra durante gli spostamenti.&lt;br /&gt;- I cani che viaggiano in auto hanno bisogno di sgranchire le zampe e bere almeno ogni due ore, quindi prevedete soste frequenti, non dimenticate però che anche il gatto ha bisogno di bere.&lt;br /&gt;- Se Fido o Micio soffrono di mal d'auto, mal di mare o mal d'aria chiedete consiglio al veterinario per la somministrazione di eventuali farmaci specifici.&lt;br /&gt;- Per rendere meno traumatico lo spostamento è possibile calmare l'ansia del gatto con spray ai feromoni che si spruzzano direttamente nel trasportino e hanno un effetto tranquillizzante.&lt;br /&gt;- Non lasciate che il vostro cane sporga la testa dal finestrino durante il viaggio, potrebbe prendere colpi d'aria e rischiare mal d'orecchie e otiti.&lt;br /&gt;- Se viaggiate in treno evitate scompartimenti particolarmente affollati che potrebbero innervosire il vostro amico.&lt;br /&gt;- Se viaggiate in traghetto e il vostro quattrozampe deve stare recluso nel canile di bordo andate spesso a trovarlo per rassicurarlo e tenergli compagnia.&lt;br /&gt;- Se viaggiate in treno o aereo coprite il trasportino del vostro amico con un panno al fine di ridurre al minimo l'agitazione conseguente agli eccessivi stimoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona vacanza a bipedi e quadrupedi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal sito www.vacanzebestiali.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-829813399289178924?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/829813399289178924/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/06/vacanze-4-zampe.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/829813399289178924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/829813399289178924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/06/vacanze-4-zampe.html' title='Vacanze a 4 zampe'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCi-OS7NKjI/AAAAAAAAABE/-yB_ULI0JhE/s72-c/2135561679_e0e23a3483_b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-2757878313629976088</id><published>2010-06-25T06:25:00.000-07:00</published><updated>2010-06-25T06:29:27.526-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCSvImXUBrI/AAAAAAAAAA8/LhIdwIARHlU/s1600/violette3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCSvImXUBrI/AAAAAAAAAA8/LhIdwIARHlU/s320/violette3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5486702808316249778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L’assenza del viaggio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Gabriella Grasselli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stavo sfogliando una rivista di “ agricoltura in campagna”, quando i miei occhi si posarono su un articolo in cui si parlava di una festa in terra francese: “ la festa delle violette”.&lt;br /&gt;Mi tornarono alla mente tutti quei mazzolini di violette che raccoglievo ai margini del bosco e portavo alla mia mamma. &lt;br /&gt;Adoro così tanto questo fiore che persino le bomboniere per il matrimonio: erano un vasetto con la violetta raffigurata.&lt;br /&gt;Persino la trapunta del mio letto nuziale raffigura le violette: salgo le scale avvolgendola tra le mie braccia, la metto sul letto che odora di primavera a coprire il mio uomo che sta per addormentarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mio marito fu molto felice all’idea di intraprendere con me questo profumato e romantico viaggio.&lt;br /&gt;Sentivo già nell’aria la melodia di questo luogo d'incontro, pittori, artisti, poeti, un paesetto medioevale dove un secolo fa le viole hanno scelto di fiorire.&lt;br /&gt;Le casette arroccate su se stesse, bianche, da intravedere una fortificazione, formano pareti adorne: vasi colmi di mimose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più in basso, appesi ad un filo vasetti di margheritine. &lt;br /&gt;Per terra “sulla terra” cespugli di lavanda, e api che gironzolano attorno.&lt;br /&gt;Da una fabbrica vicina arriva l’odore che fa inebriare di olii essenziali; scia di cristalli nebulizzati dal vento, lieve tocco di profumo riempie il corpo d'essenza di &lt;br /&gt;vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le venditrici di profumi, da dietro le bancarelle, svitano il tappo delle boccette e ne versano alcune gocce ai polsi delle ragazzette e queste se ne vanno sviolinando la loro fresca giovinezza.&lt;br /&gt;Ragazzetti timidi e incuriositi, in disparte mormorano sciocche frasi d’amore. &lt;br /&gt;Sul viale carri mascherati di fiori si dirigono verso la piazza sotto gli applausi di un’immensa folla di gente. &lt;br /&gt;Segue la battaglia dei fiori che inizia con i bambini che occupano posto sui carri, solleva l’entusiasmo degli spettatori e chiude la manifestazione.&lt;br /&gt;… da lontano si sente l’ultimo sbuffo del treno delle pigne.&lt;br /&gt;Pure lui stanco se ne andrà a dormire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di preparare la valigia controllo che sia tutto a posto. &lt;br /&gt;Sono arrivata troppo in ritardo: la festa si era già consumata la settimana prima.&lt;br /&gt;Forse, con qualche lacrima in corpo, avviso mio marito.&lt;br /&gt;Non preoccuparti mi rassicura lui, sarà per l’anno prossimo, quando torneranno a sbocciare le violette. &lt;br /&gt;Sarà, ma io quelle violette non le ho viste mai!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-2757878313629976088?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/2757878313629976088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/06/lassenza-del-viaggio-di-gabriella.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/2757878313629976088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/2757878313629976088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/06/lassenza-del-viaggio-di-gabriella.html' title=''/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCSvImXUBrI/AAAAAAAAAA8/LhIdwIARHlU/s72-c/violette3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-5003659369136102114</id><published>2010-06-25T00:19:00.000-07:00</published><updated>2010-06-25T00:29:14.473-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCRacJXnxpI/AAAAAAAAAA0/BwPC817bufE/s1600/pishing.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 209px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCRacJXnxpI/AAAAAAAAAA0/BwPC817bufE/s320/pishing.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5486609685641938578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Che cos'è il phishing e come difendersi dalle Email e dai siti contraffatti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Roberto Rocco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il phishing (si pronuncia fishing) è una forma di frode concepita per effettuare furti di identità. Il suo funzionamento si basa sull'utilizzo dell'inganno allo scopo di indurti a rivelare informazioni personali, quali numeri di carte di credito e prepagate, password dei conti o codice fiscale.&lt;br /&gt;Uno degli esempi più comuni di truffa effettuata con phishing è l'invio di un'email fraudolenta che sembra provenire da un'azienda nota. Il phishing può anche essere effettuato di persona, telefonicamente e attraverso finestre di pop-up e siti web fraudolenti.&lt;br /&gt;Molti di noi sicuramente, avrà avuto modo di vedere nella propria casella di posta elettronica, mail provenienti da banche o da enti i quali sostengono che ci sia un conto corrente o comunque dei soldi a nostro nome. Questi hanno come mittente di posta elettronica, nomi molti simili (se non uguali) a quelli delle banche più comuni, se non addirittura la nostra, e ci chiedono di inviare una risposta proprio a loro, circa le nostre generalità come nome cognome e le username e password per accedere al nostro conto corrente. Dal momento che inviamo questa email con tutti i dati che ci chiedono saremo fortunati se ci lasceranno il conto in positivo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ecco come funziona il phishing effettuato tramite email:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   1. Il truffatore inizia a inviare migliaia, addirittura milioni, di messaggi email che sembrano provenire da un'azienda nota a diversi account di posta. La tipica email di phishing contiene informazioni inventate che hanno lo scopo di indurti a effettuare un'azione quale cliccare su un link o un pulsante dell'email oppure chiamare un numero di telefono. &lt;br /&gt;   2. L'email contiene link o pulsanti che visualizzano un sito web fraudolento.&lt;br /&gt;   3. Anche il sito web fraudolento imita l'aspetto di un sito web o di un'azienda nota. Nel sito web contraffatto ti vengono richieste informazioni personali quali il numero di carta di credito, il numero della carta di identità nazionale o la password del conto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'utente crede di inviare le informazioni a un'azienda credibile, mentre in realtà le fornisce a un truffatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In genere la tua banca o comunque un qualsiasi ente che gestisce informazioni importanti, non ti chiederà mai i tuoi dati personali, se non al momento di una nuova sottoscrizione alla registrazione del sito. In sostanza non ti chiederanno mai per email:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * numeri della carta di credito;&lt;br /&gt;    * numeri del conto bancario;&lt;br /&gt;    * numeri della patente di guida;&lt;br /&gt;    * indirizzi email;&lt;br /&gt;    * password;&lt;br /&gt;    * nome completo.&lt;br /&gt;Elementi da cercare nelle email e nei siti web contraffatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le email e i siti web contraffatti hanno finalità ingannevoli e può essere difficile distinguerli da quelli autentici.&lt;br /&gt;Ogni volta che ricevi un'email relativa al tuo conto corrente reale, l'azione più sicura e facile è quella di aprire una nuova finestra del browser, digitare l'indirizzo relativo al tuo conto (come per esempio per la banca mediolanum: https://www.bancamediolanum.it/) e accedere al tuo conto direttamente. Non cliccare sui link contenuti in un'email in cui vengono richieste informazioni personali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come individuare un'email di phishing.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esistono molti segni indicativi di un'email fraudolenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   1. Indirizzo email del mittente. Per fornirti un falso senso di sicurezza, la riga del mittente può includere un indirizzo email apparentemente legittimo che potrebbe essere stato realmente copiato da un indirizzo autentico. L'indirizzo email può essere facilmente modificato e non dimostra la validità delle comunicazioni email.&lt;br /&gt;   2. Genericità della formula di saluto dell'email. Un'email di phishing di solito contiene una formula di saluto generica, ad esempio Gentile utente. Nota: la formula di saluto di tutte le email di un conto corrente in genere include il nome e il cognome dell'utente.&lt;br /&gt;   3. Toni allarmistici. La maggior parte delle email di phishing tenta di raggirarti dichiarando che il tuo conto bancario sarà in pericolo se non procederai quanto prima all'aggiornamento. Un'email contenente la richiesta urgente di fornire informazioni personali riservate in genere è fraudolenta.&lt;br /&gt;   4. Link contraffatti. Molte email di phishing contengono un link che, pur apparendo valido, ti conduce a un sito fraudolento la cui URL potrebbe essere diversa da quella del link. Verifica sempre la destinazione di un link prima di cliccare. Sposta il mouse sull'URL dell'email e confrontala con l'URL del browser. Come sempre, se ti sembra sospetta, non cliccare. Apri una nuova finestra del browser e digita il nome del tuo conto corrente (per esempio https://www.bancamediolanum.it/).&lt;br /&gt;   5. Allegati. Simili ai link contraffatti, gli allegati possono essere utilizzati nelle email di phishing e sono pericolosi. Non cliccare mai su un allegato poiché rischi di scaricare un'applicazione spyware o un virus. La tua banca in genere difficilmente ti invierà tramite email allegati o aggiornamenti software da installare sul computer; e se così fosse, prima di procedere con l'installazione, una telefonata alla propria banca sarebbe la soluzione più sicura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come individuare un sito web contraffatto (fraudolento).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'email di phishing in genere tenta di indirizzarti a un sito web fraudolento che imita l'aspetto di un sito web o di un'azienda nota. Nel sito web contraffatto ti vengono richieste informazioni personali quali il numero di carta di credito, il numero della carta di identità nazionale o la password del conto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'utente crede di inviare le informazioni a un'azienda credibile, mentre in realtà le fornisce a un truffatore online.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   1. URL ingannevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      Fai attenzione. Alcuni truffatori inseriscono una barra degli indirizzi contraffatta in quella autentica, lasciandoti credere che ti trovi in un sito web legittimo. Utilizza le seguenti precauzioni: anche se un'URL contiene la parola "bancamediolanum", è possibile che non corrisponda a un sito della banca Mediolanum.&lt;br /&gt;          * Esempi di indirizzi Mediolanum contraffatti:&lt;br /&gt;                o http://signin.mediolanum.com@10.19.32.4/&lt;br /&gt;                o http://83.16.123.18/pp/update.htm?=https:// www.mediolanum.com/=cmd_login_access&lt;br /&gt;                o www.secure-mediolanum.com&lt;br /&gt;          * Per accedere a banca Mediolanum per esempio, apri sempre una nuova finestra del browser web e digita quanto segue: https://www.bancamediolanum.it/.&lt;br /&gt;          * L'indirizzo di un sito web, o URL, in cui immetti le tue informazioni personali deve essere sempre preceduto da "https". La "s" sta per "sicuro". Se l'indirizzo non è preceduto da "https", significa che la sessione web in cui ti trovi non è sicura e non è quindi consigliabile immettere dati personali.&lt;br /&gt;   2. Errato posizionamento dell'icona del lucchetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      Accertati che nella barra di stato in fondo alla finestra del browser sia presente l'icona di un lucchetto chiuso. In molti siti contraffatti quest'icona è posizionata all'interno della finestra, allo scopo di ingannarti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Conclusioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero con questo articolo di aver spiegato chiaramente i seri rischi che si corrono se non si dà l'adeguato peso all'attendibilità del mittente che ci contatta. Questo non vuole dire che i conti correnti online o qualsiasi altro ente che gestisce informazioni importanti sul web siano insicuri; ma una certa accortezza e una certa discutibilità nell'approfondire la richiesta che ci perviene sia dal web che non, ci deve far riflettere e all'occorrenza avvisare la polizia postale per la segnalazione del problema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivete a rocco.pr@gmail.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-5003659369136102114?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/5003659369136102114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/06/che-cose-il-phishing-e-come-difendersi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5003659369136102114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5003659369136102114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/06/che-cose-il-phishing-e-come-difendersi.html' title=''/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCRacJXnxpI/AAAAAAAAAA0/BwPC817bufE/s72-c/pishing.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-5106501259872885224</id><published>2010-06-24T00:15:00.000-07:00</published><updated>2010-06-24T00:30:33.112-07:00</updated><title type='text'>Il bene</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCMI--27HkI/AAAAAAAAAAs/Ek87r0laRk8/s1600/233472093_1f1d235e7b_b.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCMI--27HkI/AAAAAAAAAAs/Ek87r0laRk8/s320/233472093_1f1d235e7b_b.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5486238649185672770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel numero di aprile di Via Vai magazine, abbiamo pubblicato una delle bellissime poesia della nostra Roberta Cervellin, leggetela, è dolcissima e vera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il Bene&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bene fatto agli altri&lt;br /&gt;anche se non si vede&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimane a mezz’aria&lt;br /&gt;come energia pulita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi vaga nello spazio&lt;br /&gt;pulviscolo di stelle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine piano piano&lt;br /&gt;ricade sulla terra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si formano giardini&lt;br /&gt;di infiniti colori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E prendon vita&lt;br /&gt;nuove varietà di fiori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi come balsamo&lt;br /&gt;si posa dentro l’anima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per dar coraggio e forza&lt;br /&gt;nell’affrontare la vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bene fatto agli altri&lt;br /&gt;anche se non si vede&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimane a mezz’aria&lt;br /&gt;come energia pulita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi vaga nello spazio&lt;br /&gt;pulviscolo di stelle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine piano piano&lt;br /&gt;copre tutta la terra&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-5106501259872885224?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/5106501259872885224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/06/il-bene.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5106501259872885224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8832716671269802860/posts/default/5106501259872885224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/06/il-bene.html' title='Il bene'/><author><name>La redazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13780837381202947784</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKUjIa6oRPc/TCMI--27HkI/AAAAAAAAAAs/Ek87r0laRk8/s72-c/233472093_1f1d235e7b_b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8832716671269802860.post-5573203705150651109</id><published>2010-06-23T08:13:00.000-07:00</published><updated>2010-06-23T08:35:04.598-07:00</updated><title type='text'>Eclissi e solstizio</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;AI TEMPI NOSTRI&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;                                tra Stagioni ed Eclissi&lt;br /&gt;           di Ornella Trentin &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’assillo per la sopravvivenza che un numero crescente di persone avverte in questo periodo, alimentato dai sussulti  delle economie nazionali, sembra indurre a cercare ancoraggi meno instabili, o quantomeno a interrogarsi ogni tanto sul senso di un tale parapiglia. C’è da chiedersi se lo sgomento  sarebbe stato altrettanto repentino (e se saremmo arrivati a questo punto), se non fosse stato logorato in modo sistematico il contatto con la Natura, con noi stessi e con gli altri esseri umani, sempre  più disorientati e condizionabili. Ciò ha spalancato insidiose voragini nell’inconscio collettivo, puntualmente riempite, con prontezza sospetta,  da ogni sorta di spauracchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque sia, qualunque cosa accada sulla Terra, essa continua a ruotare su se stessa. Tutto scorre in modo sempre nuovo nel  nostro Pianeta, perfino quando abbiamo l'impressione di  essere intrappolati in situazioni senza sbocco; anche quando siamo immobili, la Terra viaggia imperterrita nello Spazio. &lt;br /&gt;Già così manifesta la sua vitalità, che la tiene  ben salda, senza alcun trucco, alla rete gravitazionale che la collega all’Universo nonché, probabilmente, ad altri Universi.&lt;br /&gt;Quali creature della Terra, gli umani appartengono per natura a questo campo energetico intelligente. Tuttavia, appena se ne scordano, o la mente cade nell’orbita delle paranoie - personali o collettive -  i Terrestri possono sentirsi insopportabilmente isolati e sperduti. Mancare il contatto fondamentale col Pianeta, è un po' come perdere le chiavi di casa. Urge recuperarle, per tornare a sentirci a nostro agio sulla Terra, e muoverci nella vita di ogni giorno con minore ansietà, ispirati nelle scelte materiali necessarie dalla fiducia di essere sostenuti dal Tutto, piuttosto che dal vicolo cieco dell’apprensione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per riprendere da qualche parte il filo che ci collega alla corrente  universale, in un'epoca in cui il tempo e gli eventi sembrano sfuggire di mano,   può essere utile riscoprire il ritmo naturale che sottende i nostri giorni, una sequenza che il nostro corpo fisico conosce del resto visceralmente ed è sempre ben contento di  assecondare, perché lo rende salubre. Con un po’ di attenzione e di curiosità, si può notare come attraverso emozioni, sensazioni  e  percezioni, monitoriamo di continuo  l’ambiente circostante. Più osserviamo in profondità, più aumentano le informazioni sensibili a nostra disposizione che, processate a velocità impensabile, ci permettono di agire d’istinto nelle situazioni più diverse con maggiore efficacia, poco sforzo, e magari un pizzico di divertimento!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piano piano diventa facile riconoscere in anticipo i mutamenti di  energia, soprattutto in coincidenza con i passaggi più significativi dell’anno solare. Tali abilità,  innate in origine nella Specie Umana, sono per fortuna ancora patrimonio di popoli definiti, spesso  con supponenza,  “Primitivi”. La profusione di agende e calendari che circolano in prossimità dell'anno nuovo nelle città moderne, non sembra tener conto  che i cicli planetari influiscono davvero sui  ritmi quotidiani.  Anzi,  dimenticate in fretta le feste di fine anno,  le giornate diventano ben presto  un’affannosa rincorsa - spacciata per attivismo - lontana anni luce da ogni ritmo naturale!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna dire che, al riguardo, gli antichi  erano un po’ meno sprovveduti! &lt;br /&gt;Fasi salienti come i Solstizi erano tenute in gran conto. Lo testimoniano in varie parti d’Europa i Cerchi di Pietre e i Megaliti innalzati tra il 4000 e il 2000 a. C., in luoghi di grande energia come New Grange in Irlanda,  nell’isola di Gozo a Malta, o a Stonehenge, nel sud dell'Inghilterra, ma anche i Boschi Sacri, un tempo  circondati da  una ben più intricata ed estesa foresta.    &lt;br /&gt;Questi ed altri passaggi rilevanti del ciclo annuale del Sole erano sottolineati con rituali e feste in numerose culture,  tra cui la tradizione Celtica: gli Equinozi di Primavera e d’Autunno, ma anche i giorni a metà delle stagioni, appuntamenti durante i quali si dice che  il velo tra i mondi si  assottigli, rendendoci più permeabili alla conoscenza del Cosmo per accedere a nuove intuizioni e visioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tali date, celebrate in passato per rinvigorire periodicamente il contatto degli esseri umani con la Natura e l’Universo, alcune sono rimaste sotto altre forme, come ad esempio il 2 febbraio, a metà dell'Inverno,  che è diventato nella Liturgia Cristiana il giorno della Candelora. Altri giorni importanti dell’anno sono stati invece dimenticati, oppure stravolti come il Celtico Samhain, il 31 ottobre, la cui &lt;br /&gt;versione attuale ben poco ha a che fare con il  rispetto e la sacralità originari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Solstizio d’Estate, che segna il punto di maggiore irradiamento solare, è sottolineato nella tradizione Cristiana dalle celebrazioni di S. Giovanni Battista: l’accorciarsi delle giornate, che ha inizio dal  Solstizio in poi, è ricompensato dall’annuncio profetico dell’arrivo di  Cristo. Mentre il  Natale coincide, con tutta evidenza, con il Solstizio d’Inverno, quando la nascita del Figlio di Dio sulla Terra arriva a rischiarare la lunga notte invernale. Seppure sempre più esteriore, l’abbondare di luci e candele nelle strade e nelle case durante le  feste di fine anno nell’Emisfero Settentrionale, rievoca di fatto il ritorno della luce portato dal Natale e l'allungarsi delle giornate. 1)&lt;br /&gt;Nel sapiente intarsio del ciclo del Sole attraverso l’avvicendarsi  delle stagioni, si interseca armoniosamente il ciclo mensile della Luna, che influisce su semine, raccolti, maree, e in modo affascinante sui cicli femminili e sulle nascite. A questo stupefacente orologio cosmico, si aggiungono come eventi eccezionali variabili le Eclissi,  con il loro magnetismo potente e particolare - a seconda della configurazione astronomica e astrologica del momento -   una vera e propria lezione da apprendere, ogni volta diversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le Eclissi non avvengono in modo improvviso e casuale! &lt;br /&gt;Già in tempi remoti venivano previste in anticipo con  precisione. Ogni anno, in periodi diversi, si verifica un numero variabile di Eclissi Lunari e Solari. Tali eventi, liquidati al giorno d’oggi sbrigativamente, vengono segnalati dai mezzi di comunicazione al massimo il giorno prima, o il giorno stesso dell’Eclisse. Questo fa sì che, o non se ne sappia nulla, o  vi si arrivi impreparati, tutt'al più incuriositi all'idea di vedere l’Eclisse,  quando sarebbe invece alquanto interessante "sentirla". &lt;br /&gt;Infatti, conoscendo per tempo gli appuntamenti tra i corpi celesti che più ci sono familiari, le Eclissi possono rivelarsi una grande occasione di crescita, in cui  è possibile entrare in contatto con  le nostre impronte psichiche ed emotive più profonde. Grazie alla forte tensione che si crea durante un’Eclisse,  a volte è possibile calarsi nelle aree più remote della nostra psiche,  misurarsi con aspetti personali sconosciuti o considerati inespugnabili, e al tempo stesso allinearsi con il potente movimento degli astri. E’ un’opportunità incredibile di progresso e affrancamento psichico, che può liberare energie bloccate e favorire nuove idee, in direzioni prima impensabili. Se accogliamo e osserviamo con intelligenza e responsabilità le informazioni registrate dai nostri sensori durante un’Eclisse, possiamo sperimentare in modo davvero proficuo l'escursione emotiva e psichica che essa porta con Sé, facendola diventare un momento sacro di conoscenza e dignità cosmica,  piuttosto che un confuso  annaspare in balìa di emozioni talvolta più intense del consueto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se riusciamo ad ascoltare le nostre sensazioni, in particolare  nelle due settimane che intercorrono tra un'Eclisse e l'altra (non di rado l'Eclisse di Luna e l'Eclisse di Sole avvengono in successione), non  è difficile avvertire l’onda di forza che investe la Terra nella fase culminante dell’Eclisse. Ciascuno può farne l’esperienza, e sarà comunque un'esperienza. Nell’avvicinarsi e allontanarsi con le loro grandi masse, il Sole, la Luna e la Terra  creano di fatto un’onda d'urto gigantesca. Se è tanto forte da rendere inquieti gli animali, zittire il vento e il canto degli uccelli, come se la Natura trattenesse il fiato in attesa dell’evento,  gli esseri  umani possono scegliere di partecipare di propria volontà a questo appuntamento con gli astri per comprenderne la lezione,  che ci sospinge oltre i limiti usuali.&lt;br /&gt;Dal momento che le prossime Eclissi sono abbastanza vicine, ne riporto, ad ogni buon conto,  le date e gli orari: &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;- 26  giugno 2010, ore 13.40 (ora legale), ECLISSE PARZIALE LUNARE con  Luna Piena  in Capricorno;&lt;br /&gt;-  11 luglio 2010, ore 21.30 (ora legale) - dopo due settimane -  ECLISSE TOTALE  DI  SOLE, con  Luna Nuova  in Cancro.   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto che non saranno visibili dall'Italia, non vuol dire che debbano  passare inosservate. Anche solo per curiosità, provate in tale periodo a notare umori, pensieri,  sogni, reazioni, vostre e delle persone attorno. Osservate il cielo, il vento, i cambi di luce: verificate di persona, sperimentate. Tanto meglio se, quando si approssima il fulcro centrale di ciascuna Eclisse, vi prendete un po' di tempo per raccogliervi ed eclissarvi a vostra volta, evitando magari di occupare la fase più importante del fenomeno con accese discussioni o  conversazioni inutili. Oltre a perdere un’occasione speciale di contatto con voi stessi e l'Universo,  trovereste con buona probabilità interlocutori distratti e intrattabili, frastornati dalle energie che li attraversano a loro insaputa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per sapere tempestivamente le date delle eclissi, delle stagioni e lunazioni dell’anno, esiste da oltre un secolo una pubblicazione tipicamente vicentina, il "Vero ed autentico Almanacco Meteorognostico”,  noto anche come “El Pojana” che le riepiloga mirabilmente in un unico foglio, di antico stampo. Pur essendo caduto un po’ nella dimenticanza con il graduale scomparire dell'agricoltura locale,  si trova ancora per fortuna in qualche tabaccheria o nei mercati della provincia, verso la fine dell’anno.&lt;br /&gt;Mio nonno paterno, che negli anni sessanta cercava con lungimiranza di salvaguardare gli avari raccolti sparsi nei piccoli terrazzamenti montani, lo teneva  sempre  dietro la porta del tinello,   in una delle tante contrade disseminate nelle Valli del Pasubio. Allora osservavo questa grande pagina stampata fitta fitta attaccata sulla porta senza capirci niente, pur avvertendone l’autorevolezza. Adesso, anche se non ho occasione di coltivare la terra, mi premuro di procurarmi per tempo l’Almanacco, e lo tengo in evidenza sulla porta della mia camera romana, sopra la quale campeggia lo stesso cielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)  Per ulteriori dettagli sulle tradizioni e i simboli di  questi e altri momenti di passaggio dell’anno, rinvio al libro di Vicki Noble, "Il Risveglio della Dea", Casa Editrice Corbaccio, 1996, più volte ripubblicato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8832716671269802860-5573203705150651109?l=viavaimagazine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/feeds/5573203705150651109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viavaimagazine.blogspot.com/2010/06/eclissi-e-solstizio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/a
